Ci si dimentica troppo spesso che la politica lavora per i cittadini, e ascoltarne quindi non solo le esigenza ma anche i consigli, dovrebbe essere prassi condivisa. E’ stato quello che si è realizzato a Bruxelles nei giorni scorsi, dove ottantotto ragazzi provenienti da tutta Europa sono stati convocati alla sede del Parlamento Europeo per discutere di integrazione dei ragazzi disabili.
Testimoniare quindi la propria esperienza e proporre i propri interventi. E’ questo che sono stati chiamati a fare i ragazzi, per i quali l’Italia è stata rappresentata da tre studentesse con e senza disabilità dell’istituto professionale Genovesi di Roma, accompagnate da un insegnante di sostegno e da un dirigente del ministero dell’Istruzione.
La non facile tematica, che vede politiche differenti nei vari paesi dell’Unione Europea, ha trovato però tutti d’accordo nel chiedere un superamento del modello che in alcuni stati vede ancora una divisione in classi differenziate tra studenti normodotati e disabili. Più integrazione, quindi, non solo negli spazi fisici, ma nelle stesse attività scolastiche e laboratoriali sono state le proposte dei ragazzi giunti a Bruxelles. Proposte che verranno prese in carico dalla Agenzia europea che si occupa dei bisogni educativi speciali, che produrrà un documento di supporto ai governi per eventuali interventi.
Fonte: SuperAbile
IN DISABILI.COM:
HO UN COMPAGNO SPECIALE: I BAMBINI RACCONTANO L’AUTISMO A SCUOLA



