Sono 40 le settimane durante le quali un bambino dovrebbe crescere nella pancia della sua mamma, ma non sempre l’attesa dura 9 mesi. I bambini nati altamente pretermine (cioè prima dell’8° mese di gravidanza) sono nel nostro Paese l’1%, circa 5.500 l’anno.
Il progetto EPICE – Effective Perinatal Intensive Care in Europe – promosso in Italia dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù insieme con l’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, ha mostrato che la percentuale di sopravvivenza dei bambini nati altamente pretermine è aumentata negli ultimi 10 anni del 10% per i nati tra la 24esima e la 25esima settimana e del 16% tra quelli nati tra la 26esima e la 27esima settimana.
Il Progetto EPICE, finanziato dal 7° programma quadro europeo €˜Healt‑¬, ha lo scopo di contribuire al miglioramento della sopravvivenza e delle condizioni di salute a distanza dei bambini nati altamente pretermine attraverso la promozione di interventi preventivi e terapeutici basati su evidenze scientifiche.
Le regioni coinvolte nel progetto sono 19 in 11 Nazioni europee. Del nostro Paese hanno partecipato allo studio le regioni Lazio, Emilia Romagna e Marche con dati relativi a 22 reparti di Ostetricia e di Terapia Intensiva Neonatale con circa 1300 bambini nati prima delle 32 settimane. Tra i 1123 nati vivi, circa un terzo è nato da parto plurimo. Il 95% dei bambini analizzati sono nati presso un centro perinatale di livello avanzato. Di questi, oltre il 90% ha ricevuto il cortisone in utero attraverso la somministrazione del farmaco alla madre per una migliore maturazione dei polmoni.
Il Progetto permetterà di costruire un quadro concettuale e metodologico entro cui sviluppare la ricerca scientifica del futuro sull’efficacia degli interventi sanitari per questi bambini – spiega la dottoressa Marina Cuttini, Responsabile di Epidemiologia e Biostatistica del Bambino Gesù – La necessità di una collaborazione europea è sorta dalla constatazione che i tassi di mortalità e morbilità dei bambini nati altamente pretermine variano tra i diversi Paesi e anche all’interno dello stesso Paese.



