IL NUOVO FILM DI PUPI AVATI PARLA DI ALZHEIMER

Ottobre 29, 2010

locandina Una sconfinata giovinezzaNel suo nuovo film, “Una sconfinata giovinezza“, il regista bolognese Pupi Avati ha scelto una storia insieme dolorosa e serena, quella di Lino (Fabrizio Bentivoglio) e Chicca (Francesca Neri), stimati professionisti, felicemente sposati da una vita. “Come si dice quando uno interviene interrompendo due che stanno parlando?”. Questa domanda di Lino, giornalista sportivo, è la prima avvisaglia dell’Alzheimer che avanza, impietoso, cancellando il medio e il breve termine, e riportando a galla soltanto le memorie di un passato lontano. Una forma di regressione che il film restituisce alternando i piani temporali, e indovinando soprattutto nei flashback, personaggi e atmosfere tipicamente avatiane. “L’Alzheimer è il morbo dei parenti, non dei malati”, spiega l’autore, riferendosi alle sofferenze che vive chi fa i conti con un familiare che, prima o poi, smette di riconoscere anche gli affetti più cari: “Non ho voluto speculare sul dolore, aggiungere disperazione a disperazione, ma raccontare come, per quanto terribile, la malattia sia un’esperienza che, certo terribile, può comunque essere accolta nella nostra vita”. “Questo film – continua Avati – può essere visto come una favola per bambini: Chicca e Lino si amano tanto, ma non sono riusciti ad avere figli: finché Lino non torna bambino, e Chicca si trova ad accudire il figlio che non ha mai avuto”.

Fonte: CinEuropa.org

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