LA BISBETICA DOMATA
La nuova produzione della Compagnia Elsinor e’ affidata ad uno dei registi piu’ vivaci del nostro panorama teatrale, Antonio Latella, che anche questa stagione attingerà dall’inesauribile laboratorio shakespeariano, come egli stesso ama definirlo, un nuovo lavoro, La bisbetica domata, ovvero l’ iniziazione di Sly. Giunto in soli quattro anni al suo ottavo Shakespeare, Antonio Latella nel suo nuovo adattamento punta ancora una volta una lente d’ingrandimento su un particolare, il travestimento. La bisbetica domata e’ una delle commedie di Shakespeare, in cui sono intrecciati con tocco leggero le schermaglie d’ amore, il romanzesco dei travestimenti, la drammaticità dei casi e
attrae il tema del corteggiamento, pur con tutte le dure prove a cui l’amore e’ soggetto. Nel lavoro operato da Antonio Latella il testo di Shakespeare risulta piu’ che mai attuale, soprattutto se si vuole vedere nel travestimento il patto con il diavolo e quindi il gioco di seduzione da cui tutti siamo affascinati e messi alla prova costantemente.
Il regista riduce i personaggi del testo a soli sei attori, che interpretano piu’ ruoli, cambiandosi i costumi in scena. Mentre in Shakespeare, nel prologo della commedia, lo spettacolo e’ una
rappresentazione in onore di Sly, nell’adattamento operato da Antonio Latella diventa un vero e proprio viaggio onirico di Sly, carico di simboli. Insieme agli attori, infatti, sono protagonisti gli stessi splendidi costumi di Annelisa Zaccheria, simbolo del travestimento non solo dei ruoli, ma anche dell’anima. Gli abiti di scena fungono addirittura da sipario, appesi a stendini di metallo, che, come le
carriole di Amleto, segnano lo spazio buio del palcoscenico. Il punto centrale dell’operazione e’ che tutto e’ finzione, tutto e’ recita nella recita, vale a dire che nessuno si mostra per quello che e’realmente; quindi il travestimento non e’ solo esteriore, cio’che ci appare, ma
e’anche interiore, cioe’ dell’anima. Non ci sono certezze e tutto puo’mutare; per cui i caratteri dei personaggi di Bianca e Caterina, ben definiti all’inizio della commedia, vanno a confondersi a poco a poco per poi fondersi in un unico personaggio alla fine dello spettacolo. In uno spazio scenico buio, che ci ricorda il freddo che abbiamo dentro quando attraversiamo il buio della mente, presi dalla frenesia della seduzione, in uno spazio che rimanda ad un palcoscenico di sapore felliniano, a meta’ tra bordello e teatro magico, il gruppo degli attori di Antonio Latella, capitanati da Giovanni Franzoni, in un gioco di scambio di ambiguita’ e identita’, animano una vera e propria discesa
agli inferi per poter inneggiare ancora una volta alla vita.
Sede dello Spettacolo:
TEATO ASTRA
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