LA DANZA DI TAMARA BORER
La ricerca è al cuore della danza di Tamar Borer.
Quando, una decina di anni fa, questa grande danzatrice israeliana perse l’uso delle sue gambe in seguito ad un incidente, niente è cambiato.
E’ sempre danzatrice e la sua professione significa per lei vivere nei gesti e nei movimenti del suo corpo la gioia e la sofferenza, così come lo ha appreso dai vecchi maestri; con gli shamani del Brasile più segreto e Ohno Kazuo, il grande maestro della danza giapponese.

Nelle foto Tamar interpreta un angelo che esce del suo stato di pace per scendere sulla terra, attirato dal peso della sofferenza che divora il cuore degli uomini.
Inorridito, l’angelo contempla gli arabi di Ghaza che hanno lasciato nel mezzo della notte la loro casa per andare a lavorare dagli israeliani. Aspettano tutti i giorni, per ore, in piedi ed in silenzio, che la frontiera si apra dopo le perquisizioni ed il controllo delle carte. La sera stessa, dovranno tornare per portare il denaro guadagnato alla loro famiglia per acquistare il cibo per la sussistenza.
Questo spettacolo è il primo nel quale Tamar Borer danza con la sua sedia a rotelle, e sarà presentato in luglio in Italia Crossover Festival 2002.
Dalla critica:
“I danzatori spesso sono handicappati (portatori di handicap)”
“Tamar Borer , paralizzata negli arti inferiori, è nella posizione tra l’abilità di muoversi liberamente o semiliberamente e la totale infermità di movimento, come uno dei soggetti di Nijinsky esso stesso in crisi catatonica”.
“I danzatori sono spesso handicappati, anche quando non sono dichiarati tali, lottano sempre con i loro limiti psicologici, superandoli o essendo superati da essi”.
“Un handicap vero, non metaforico, è aspettarlo dietro ciascuno e tutti i movimenti”.
“Per Tamar Borer questa non è una possibilità, ma un fatto…il grande incidente è realmente accaduto”.
“Quando noi parliamo di danza, automaticamente pensiamo a dei passi, passi di danza, qualcosa connesso prima di tutto con le gambe. Borer ha gambe che non possono danzare, e fuori da questa disobbedienza lei crea una danza”.
Citando Nietzche: “ Da questi grandi abissi, da grandi altitudini, di nuovo l’uomo è rinato, la sua pelle protetta, con sentimento di felicità, con pericolosa innocenza, più infantile e migliaia di volte più rifinito di come era”.
Da Gaby Eldor “Hadashot”
“Tamar Borer ha donato una testimonianza molto speciale, con delicatezza, raffinatezza e bellezza, quando i più piccoli movimenti della mano, creano grande volume e significato … c’era così tanta forza, dignità e controllo…attraverso il meraviglioso coraggio che Tamar ha rivelato, c’è molta bellezza e felicità”.
Tamar Borer Dance Company sarà in Italia il 22 luglio al Crossover Festival 2002 nella suggestiva Fortezza di Civitella del Tronto (Te).







