L’INTEGRAZIONE NON FA NOTIZIA… ALLORA FACCIAMONE UN FILM!

Dicembre 5, 2013

 

una ragazza in carozzina passeggia di sera con un ragazzo in bicicletta“Chi non dorme” è il cortometraggio scritto e girato da Carmen Riccato e Antonio Pierobon grazie all’iniziativa dell’associazione “Kinokkio – Il cinema in movimento” 

 

Si incontrano ed è bastato uno sguardo per entrare in sintonia.. . Questa è la vicenda che racconta come Marta e Daniele si sono incontrati, lei sulla sua carrozzina, e lui in bicicletta con una ruota bucata…il resto è film.

Loro sono i protagonisti del cortometraggio “Chi non dorme”, ideato e girato da Carmen Riccato, che vive la disabilità sulla propria pelle, e Antonio Pierobon. L’avventura di Carmen e Antonio è iniziata partecipando a una delle iniziative dell’associazione “Kinocchio”, ovvero uno dei workshop “CinemaLab” proposti nel corso del 2013, titolo del tema: “L’integrazione non fa notizia”. La storia, ci racconta Carmen,  giovane (“ancora per poco nel magico mondo degli under 30” ci dice) regista, è nata da un’esperienza  realmente vissuta da lei, che tempo fa ha vissuto un incontro analogo.
 
La trama – Marta sta tornando a casa dopo una serata in città, ma perde l’ultimo autobus e decide di farsi la strada a piedi. Poco lontano, attraversando un ponte, incontra Daniele, fermo con la bicicletta a causa di una ruota bucata. Appena si accorge che Marta sta arrivando si sposta per lasciarla passare, ma lei invece di continuare per la sua strada gli si avvicina e gli offre una aiuto porgendogli lo spray per riparare le gomme bucate, che porta sempre con sé. Purtroppo non è riuscita a riparare la bicicletta, ma Daniele la riaccompagna a casa, e lì c’è l’unico dialogo del cortometraggio, quando lei giunge a casa si salutano e si stringono la mano.

Piccola curiosità: i ragazzi che interpretano i protagonisti del film sono due giovani, Eleonora Panizzo e Giacomo Sbalchiero. Lui realmente appassionato di bici e lei, che non è disabile, davvero brava a imparare in breve tempo, “istruita” personalmente da Carmen, a maneggiare la carrozzina, una superleggera comoda della regista.

 

Il significato – Al di là che ciascuno può poi dare l’interpretazione che crede (l’incontro tra disabilità e non disabilità, ad esempio), l’obiettivo della regista era quello di raccontare di un incontro tra due individui. Due persone che, in quanto tali, sono portatrici di due storie, di caratteri, di trascorsi personali e differenti. Il fatto che Marta sia su una sedia a rotelle, potremmo dire che sia incidentale: le ruote, volendo – quelle sue della carrozzina, e quelle della bici di Giacomo – sono più funzionali a livello di narrazione filmica, che di significato traslato. Le ruote, potremmo dire, sono più che altro il pretesto per farli incontrare ed interagire, ma tutto si risolve nelle dinamiche della narrazione.

Fa piacere, quindi, una volta tanto, vedere la disabilità rappresentata come condizione  in mezzo alle altre condizioni, senza quella connotazione spesso smielata, talvolta pietosa che il “personaggio disabile” molto spesso ha nella rappresentazione al cinema, in particolare nostrano. Riflettiamoci un attimo: quante volte capita che il personaggio  (non parliamo del protagonista) sia “semplicemente”, normalmente una persona con disabilità?  

Di seguito riportiamo alcuni stralci dell’intervista con Carmen  la quale, racconta, convive da sempre con una disabilità motoria e una sorella gemella, definendole la sua più grande fortuna: “La prima mi da un particolarissimo e “ribassato” punto di vista sul formicaio Mondo e la seconda è la persona che mi ha concesso di non sentirmi mai sola nel mio essere Freak!”.

Puoi farci una breve introduzione del tuo cortometraggio, come nasce?  
“Chi non dorme è stato la mia prima prova d’amore verso il Cinema (e la mia formazione)ed è uno degli otto lavori che quest’anno hanno animato il CinemaLab di Kinocchio. La partecipazione al workshop quest’anno prevedeva la presentazione di un soggetto ispirato al tema “L’integrazione non fa notizia”. Il mio lavoro è la storia di un’incontro notturno tra due persone sulle ruote, ognuno a suo modo.”

Quando le chiediamo se attraverso questo lavoro intende trasmettere un messaggio, ci da una risposta inaspettata: “Ho imparato che un film è efficace non quando lancia messaggi ma quando propone interrogativi. Non c’era alcun messaggio, dovevo trovare un modo per trattare l’integrazione e volevo risultasse qualcosa di quotidiano e non eclatante, un evento cruciale ma invisibile. Chissà se ci sono riuscita…”.

Realizzare un cortometraggio porta senza dubbio grosse soddisfazioni, ma ancora di più quando si viene premiati per il proprio lavoro:  Carmen infatti ha ricevuto un riconoscimento dalla giuria di Kinocchio, che le permette di continuare l’esperienza come regista.  A questo punto la domanda è d’obbligo. Dopo questa prima prova nel la quale te la sei cavata davvero bene, hai in cantiere altri progetti cinematografici? “L’associazione Kinocchio mi darà la possibilità di fare un secondo lavoro su cui però preferisco non dire nulla poiché è ancora tutto in fase embrionale…”.

Per chiunque fosse curioso di guardare il cortometraggio “Chi non dorme”, dovrà aspettare ancora un po’:“Al momento so che alcuni dei lavori sono al vaglio di festival italiani ed europei, per Chi non dorme il futuro non è ancora scritto, ma alle prossime proiezioni sarete certamente invitati…”.

Cos’e’ KINOKKIO – Il corto è un’iniziativa di Kinokkio, un’associazione che offre un laboratorio di strumenti e competenze messi a disposizione per aspiranti film makers e artisti dell’audiovisivo, ideando sempre nuove e interessanti proposte per sviluppare la propria tecnica, ma anche e soprattutto la passione per l’arte cinematografica.

Non ci resta che augurare in bocca al lupo a Carmen, che sembra avere tutte le carte in regola per fare parecchia strada.

 

Per info:

www.kinokkio.com

 

 

IN DISABILI.COM:

CINEMA E INTEGRAZIONE SCOLASTICA: POCHI I FILM DEDICATI A DISABILITA’ E INCLUSIONE

 

 

 

Redazione

 

 

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