Le persone con disabilità praticano sport? Se sì quanto, e che benefici ne traggono? Una ricerca sul grado di accessibilità allo sport da parte delle persone con disabilità
In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità che si è celebrata il 3 dicembre scorso, l’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) presenta i primi risultati dell’indagine nazionale “Sport e Disabilità”, condotta con il supporto Procter & Gamble Italia, volta a verificare il grado di accessibilità allo sport da parte delle persone con disabilità, nonché come l’attività fisico-sportiva influisca sul loro benessere psicofisico.
Campione e rilevazione
Per comprendere quanto praticano sport le persone con disabilità, e quali siano i benefici che ne traggono, oltre agli ostacoli che incontrano, è stata sottoposta a una indagine online 267 persone con disabilità provenienti da 14 regioni italiane. Il campione era composto da persone principalmente in condizioni di disabilità grave (60%), uomini e donne in egual misura, rappresentativi di tutte le fasce d’età.
L’indagine è stata realizzata attraverso un sistema di rilevazione online (CAWI), diffuso capillarmente tramite centri di aggregazione e organizzazioni che supportano persone con disabilità. Le risposte sono state raccolte in forma diretta e – solo quando necessario – intermediata da caregiver o altre figure di supporto.
I risultati
Emerge che l’attività sportiva è praticata dalla maggioranza degli intervistati, e che i benefici psicologici e fisici sono riconosciuti dalla totalità di coloro che praticano attività agonistica o amatoriale. Nonostante ciò, i dati suggeriscono anche un forte desiderio di partecipazione e una consapevolezza crescente dei benefici che lo sport porta, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e sociale.
“I risultati ottenuti aprono riflessioni sulla necessità di migliorare l’accessibilità alle attività sportive e l’importanza dello sport come strumento di inclusione sociale e come fattore chiave per il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità”, afferma Loredana Cerbara (Cnr-Irpps), responsabile scientifica del progetto.
Proposte d’intervento
Così Riccardo Calvi, Direttore della Comunicazione di Procter & Gamble in Italia: “I primi dati prodotti tramite la ricerca “Sport e disabilità” dimostrano che in Italia c’è interesse verso la pratica sportiva da parte delle persone con disabilità ma di come si debba lavorare ancora molto per rimuovere gli ostacoli e per creare una cultura che favorisca l’accesso allo sport. Con questo obiettivo P&G insieme a partners di assoluta competenza, intende dare un contributo concreto che va dallo sviluppo di strumenti di informazione per indirizzare persone con disabilità verso palestre e associazioni sportive, alla donazione di ausili per la pratica di specifiche discipline sportive, e poi raduni nazionali per l’avviamento allo sport paralimpico dei giovani, incontri nelle scuole per la promozione dello spirito paralimpico e dell’educazione civica e altro ancora” afferma
Altri partecipanti
Oltre al Cnr-Irpps, capofila del progetto, la ricognizione ha visto il coinvolgimento dell’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica del Cnr di Messina (Cnr-Irib), dell’Istituto Superconduttori, Materiali Innovativi e Dispositivi del Cnr di Genova (Cnr-Spin), e la collaborazione con l’Unità Prevenzione e protezione del Cnr (Cnr-Spp); mentre la WebTv del Cnr ha realizzato il teaser del progetto visibile al link https://www.cnrweb.tv/sport-e-disabilita-tra-sfide-e-opportunita/.
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