EPYG 2025, trionfo dell’Italia a Istanbul: 32 medaglie e un futuro paralimpico da protagonista

Agosto 5, 2025

Undici ori, giovani talenti in evidenza e un forte messaggio sociale: agli European Para Youth Games l’Italia conferma la leadership nello sport paralimpico giovanile europeo, tra risultati eccellenti e criticità da affrontare

Con un medagliere di grandissimo valore, l’Italia ha confermato il proprio ruolo di assoluta protagonista nel mondo degli sport paralimpici – anche a livello giovanile – ai recenti European Para Youth Games (EPYG) 2025, andati in scena a Istanbul dal 21 al 28 luglio: il bilancio complessivo è di 32 podi complessivi, con 11 ori, 8 argenti e 13 bronzi.

Focus sulle discipline

  • Tiro con l’arco: gli azzurrini si sono confermati ai vertici nella disciplina, dominando anche al debutto negli EPYG grazie alle due medaglie d’oro conquistate da Gabriele Saccoman nel compound e da Francesco Maria Sorato nel W1;
  • Tennistavolo: dominio azzurro con tre medaglie d’oro, due d’argento e una di bronzo nei singolari più i bronzi ottenuti in doppio. A salire sul gradino più alto del podio sono stati, tra gli altri, Ludovico Bini (classe 8) e Manuel Fortuzzi (1-3);
  • Nuoto: in vasca, l’Italia ha raccolto le migliori soddisfazioni soprattutto nelle staffette miste 4×100 grazie alle medaglie d’oro ottenute dai quartetti composti da Tommaso Tretti Clementoni, Riccardo Magrassi, Maria Giovanna Gernone e Sofia Joyella Gagliardo Guerrieri e da Tommaso Wulzer, Gagliardo Guerrieri, Magrassi e Gernone;
  • Atletica: protagonista assoluto della spedizione Riccardo Dalla Mana, con la guida Tommaso Pagnin, in grado di ottenere due ori nei 100 m e nel salto in lungo (categoria T11-12); nei lanci a brillare è stato Matteo Chiarlone con due ori nel giavellotto e nel disco F12;
  • Pallacanestro in carrozzina Under23: la Nazionale Italiana ha trionfato chiudendo imbattuta, con cinque vittorie su cinque conti contro Paesi Bassi, Francia, Portogallo, Irlanda e Spagna), bissando il successo del 2022;
  • Taekwondo e Boccia: chiudiamo la rassegna con due discipline emergenti, almeno a livello giovanile italiano. Nel taekwondo, spiccano i due bronzi firmati dalle giovanissime Suemi Ricci e Giulia Cassar, mentre nella boccia a farsi notare è stato Riccardo Zanella con un argento nella categoria Mix BC1.

Bilancio complessivo e prospettive

Con trentadue medaglie e un numero record di atleti impegnati, l’Italia ha consolidato la propria leadership nel panorama paralimpico giovanile europeo. Sebbene la tradizione facesse già sperare in un risultato di alto profilo, il livello tecnico e qualitativo messo in mostra da atlete e atleti ha superato le aspettative, soddisfando il neo presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis: “Gli EPYG di Istanbul – ha dichiarato – hanno rappresentato, a livello agonistico, un momento significativo per lo sport paralimpico italiano e internazionale. I risultati ottenuti dagli azzurri non fanno che rafforzare la posizione dell’Italia nel panorama continentale. Atlete e atleti che rappresentano il futuro di un movimento in grado di guardare al domani con passione e determinazione”.

De Sanctis, in una delle sue prime uscite ufficiali, si è anche soffermato sul ruolo sociale degli atleti e delle atlete paralimpiche: “Queste ragazze e questi ragazzi – ha aggiunto – non solo sono un esempio sportivo, ma anche modello per le nuove generazioni. Come CIP siamo impegnati a promuovere l’inclusione e a sensibilizzare la società sull’importanza dello sport per tutti, abbattendo barriere e pregiudizi; i giovani paralimpici non sono solo atleti, ma ambasciatori di un messaggio di speranza e di cambiamento; la nostra missione è quindi quella di fornire loro le risorse, il supporto e le opportunità necessarie affinché possano esprimere al meglio il loro potenziale”.
Criticità e riflessioni


Nonostante i successi sportivi, a emergere sono state anche alcune problematiche “strutturali”, sia legate all’organizzazione dei Giochi che alla loro copertura mediatica, evidenziate ancora una volta dal capo del CIP: “Esprimo – ha proseguito – il mio disappunto sulle condizioni igienico-sanitarie del villaggio dove ha alloggiato la nostra delegazione, lesive della dignità degli atleti, mentre gli aspetti organizzativi non sono stati all’altezza degli standard a cui siamo abituati. Vorrei sottolineare, inoltre, la poca attenzione per un evento così importante: è fondamentale che i media comprendano il proprio ruolo nel dare visibilità a queste giovani promesse con l’obiettivo di costruire una società più equa”.

Verso il futuro: opportunità e responsabilità

Un’impennata come quella dell’Italia a Istanbul è in grado di lanciare un monito per il futuro, volto al consolidamento delle strutture e percorsi formativi attraverso lo sviluppo territoriale. Obiettivi su cui il CIP – almeno sulla carta – si è già impegnato ufficialmente: in questo modo, il progresso tecnico di oggi potrebbe diventare la base per una crescita inclusiva e duratura.

La presenza record di oltre 600 atleti provenienti da 31 Paesi ha rappresentato un banco di prova privilegiato, facilitato anche dall’attuazione del programma educativo Discovery, che l’Italia ha saputo trasformare in un modello sportivo e sociale. La sfida è ora quella di rendere questo approccio un modus operandi permanente, per far sì che le giovani stelle paralimpiche diventino ambasciatori di un cambiamento reale e tangibile.

Gli EPYG di Istanbul hanno lanciato all’Italia un messaggio forte: la strada verso l’eccellenza nazionale e internazionale continua, ma solo se costruita su progettualità strutturate.

Marco Berton

Crediti foto: https://www.comitatoparalimpico.it

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