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Dove, come e perchè nacquero i primi Giochi Paralimpici, tra aneddoti, curiosità e immagini d’epoca in un libro gratuito

Sapevate che le Paralimpiadi sono ufficialmente nate in Italia? E che tutto è partito come „terapia“ per pazienti con lesioni midollari? Dietro questo evento sportivo mondiale si nasconde una storia piuttosto particolare, che vede protagonisti un medico italiano e un neurologo tedesco, alla cui collaborazione e amicizia dobbiamo la nascita di questi giochi.

Nell'anno in cui ci siamo appassionati coi Mondiali di calcio e in cui si sono svolte le Paralimpiadi invernali a Pyeongchang, ecco la curiosa storia della nascita delle paralimpiadi, raccontata in un libro uscito quest'anno, che vi consigliamo come possibile alternativa alle classiche letture sotto l‘ombrellone ombrellone, in attesa dei prossimi giochi paralimpici che si svolgeranno nel 2020 a Tokyo, e per i quali i nostri atleti si stanno già preparando.

CHI E QUANDO, UN PO' DI STORIA – E‘ nel marzo 1938 che l'Inail assume tra il suo personale medico il dottor Antonio Maglio, un neurologo che era stato abilitato alla profesione dall'età di 24 anni. All'alba del secondo conflitto mondiale, il giovane dottore viene inviato dall'associazione sul fronte italo-jugoslavo e nella penisola balcanica come medico di complemento. Qui Maglio fa esperienza di feriti e malati di guerra, ma una particolare categoria tra questi colpisce la sua attenzione: i soldati con lesioni al midollo, che avrebbero necessitato di muoversi in carrozzina.
Fu così che nacque il suo interesse nei confronti dei pazienti paraplegici, interesse che ha ispirato la sua carriera, e che esprimeva nell'imperativo rivolto a se stesso e ai suoi collaboratori: "Dobbiamo fare qualcosa."

libro paralimpiadiL'ISPIRAZIONE – Fu però il rapporto con Ludwig Guttmann, neurologo tedesco, a segnare una svolta definitiva per il lavoro di Maglio. Il neurologo tedesco era stato espatriati in Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale a causa delle sue originie ebree, e qui aveva fondato i Giochi di Stoke Mandeville, nei quali pazienti con lesioni alla colonna vertebrale si confrontavano in diverse discipline sportive, secondo la filosofia medica del dottore che bandiva la morfina e imponeva movimento, sport e attività fisica.
Sempre sull'onda di questa conoscenza, nel 1957 Maglio fonda a Villa Marina il Centro Paraplegici di Ostia, dove tre anni dopo ebbe sede la prima edizione delle Paralimpiadi.

LA PRIMA EDIZIONE PARALIMPICA – Tre anni dopo, nel 1960, si svolge a Roma la prima edizione delle Paralimpiadi, che prende grande ispirazione dai Giochi di Mandeville. Dal 18 al 25 settembre di quell'anno 400 sportivi provenienti da 23 diversi Paesi si cobfrontarono su otto discipline olimpiche, per un totale di 57 gare; il tutto davanti ad un pubblico di 5000 spettatori.

IL LIBRO – Il resto è storia che arriva fino a noi. "Senza barriere. Antonio Maglio e il sogno delle Paralimpiadi” è il libro scritto dal giornalista Luca Saitta e pubblicato da Inail che racconta di questa vicenda straordinaria; oltre alla storia, nel libro è presente anche un'ampia galleria fotografica, con le foto dei primi atleti paralimpici che hanno disputato i giochi del 1960.
Il libro è scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito dell'Inail, a questo indirizzo


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Anna Dal Lago