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Il capitano della Briantea84 Cantù, campionissimo che ha vinto numerosi trofei, ci svela il segreto per essere il migliore sul campo, a cominciare dalla scelta della carrozzina Invader di Ottobock

(Publiredazionale)

Ian Sagar, classe 1982, è il capitano della Briantea84 Cantu, squadra di basket in carrozzina che l’anno scorso ha vinto il campionato italiano, ma ha all’attivo numerosissimi titoli vinti anche con la sua nazionale e con squadre italiane e non solo. Personaggio davvero interessante, campione dentro  e fuori dal campo dall'innegabile talento e dalla grande forza di volontà, Ian ha anche dato alle stampe recentemente il volume Torneresti Indietro? dove racconta la sua storia, ed è in uscita a febbraio il suo secondolibro, Le mie vite, per Add Editore. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare cosa significa diventare un campione, riscrivendo completamente la propria vita dopo che un incidente la stravolge portandoti una disabilità motoria a soli diciassette anni.

Dicci un po’ di te, Ian. Il tuo palmarès è impressionante!
Sono Ian Sagar, inglese, vivo qua in Italia ormai da sette anni; sono venuto qui per giocare a basket in carrozzina a livello professionistico, dopo aver giocato in Inghilterra e Spagna. Qui in Italia mi trovo molto bene: ho trovato il campionato più forte nel mondo, la squadra più forte nel mondo e, come te voi, "la dolce vita". Con la nazionale inglese ho vinto 4 medaglie d’oro Europee e sono stato a due Paralimpiadi: Londra 2012, dove siamo arrivati quarti, e Rio 2016, dove siamo arrivati terzi. A questo puto, secondo logica, a Tokyo arriveremo secondi, e poi a quelle del 2024 vinceremo l’oro!
Con Briantea84 Cantu abbiamo vinto un bel po’: lo scudetto 5 volte (di cui 3 consecutive), la Coppa Italia 4 volte, poi Super Coppa ancora 4 volte, e quest’anno la squadra è migliorata ancora per arrivare finalmente a vincere la Champions League (dove siamo arrivati al secondo e terzo posto negli ultimi due anni).

Bronzo paralimpico nel 2016 e Campione d'Europa nel 2015 con la nazionale britannica, Campione d'Italia nel 2017, Coppa Italia, Vergauwen Cup, Scudetto e Supercoppa italiana nella stagione 2012-2013, svariati altri titoli vinti in Spagna...hai ancora spazio per coppe e trofei in casa?!
Lo spazio lo troverò!! Sono stato molto fortunato ad avere una carriera così bella e soddisfacente, ma lo è stata perché ho lavorato sodo, ogni giorno, alzandomi presto la mattina e rientrando tardi la sera . Servono molti sacrifici per diventare un campione: e non parlo solo di me, ma della squadra intera. A anche qui, non solo la squadra, ma tutta la famiglia è coinvolta nei sacrifici di una vita da campione, non potendomi sempre vedere durante tutta la stagione e a causa dei miei allenamenti. Ma se tu riesci a fare tutti questi sacrifici, allora tutto è possibile!

Campioni in carica della Serie A nel campionato italiano 2017/2018: a cosa punta la Briantea84 Cantu quest'anno?
Come dicevo, con la Briantea84 Cantu abbiamo fatto molto bene, ma il nostro Presidente, Alfredo Marson, ha sempre puntato anche alla Champions, dove negli ultimi due anni ci siamo classificati al secondo e terzo posto. Per quello quest’anno la squadra è stata rinforzata con DeMaggie, il capitano della nazionale Italia. La Champions è l’ultima sfida per la Briantea, anche se dobbiamo naturalmente difendere anche il nostro scudetto, quindi questa stagione sarà davvero impegnativa.

Il talento, quando si parla di sport paralimpico, non basta: quanto fa la differenza un ausilio (nel tuo caso la carrozzina) tecnologicamente all'avanguardia? So che tu usi una Ottobock.
Hai bisogno di talento, hai bisogno di una giusta mentalità del lavoro, ma tutto questo è sprecato se non hai gli strumenti giusti per il lavoro. La tecnologia e le scienze stanno portando continui miglioramenti nella progettazione di carrozzine. E ogni anno Ottobock trova nuovi materiali, progettazione, idee per migliorare la forza, il peso e la funzionalità delle loro carrozzine. Parallelamente io faccio lo stesso per quanto mi compete: nell’allenamento, nella dieta e nel recupero, per migliorare sempre.

Cosa deve assolutamente avere, per la tua esperienza, una carrozzina da basket per farti giocare al top?
Prima di tutto hai bisogno di un carrozzina affidabile e robusta: non so più dire quante volte ho visto un giocatore seduto fuori da una partita perché la sua carrozzina si era rotta! Non puoi vincere una partita seduto in panchina, e con l’impegno di Ottobock per avere la più robusta, rigida e meglio costruita carrozzina al mondo non starai in panchina un minuto!

carrozzina sportiva Invader di Ottobock per basket Tu in campo usi il modello Invader da Basket di Ottobock: perché questa scelta?
Le carrozzine Ottobock hanno un reputazione di forza e affidabilità totale: sono le migliori al mondo. E il modello Invader è il loro migliore modello di carrozzina da basket.  Come ruolo di gioco, io sono pivot / centro, questo significa che devo entrare nella zona e "picchiarmi" con gli altri pivot per segnare sotto canestro, o prendere per primo il rimbalzo. Se io sono più forte, vincerò io questa battaglia, se la mia carrozzina è la più forte, vincerò io questa battaglia. Se voglio essere il migliore, devo usare "the best of the best": era quindi una scelta facile, perchè le Ottobock sono le migliori in campo.

So che questo modello di carrozzina ha tra i punti di forza la massima libertà di customizzazione in termini di misure telaio e la possibilità di fare la "saldatura di prova" (trial fitting) per accertarsi che le misure customizzate soddisfino le specifiche esigenze dell'atleta. Perché è così importante, sul campo, una carrozzina "costruita sul tuo corpo"?
Per giocare al top devi avere una carrozzina giusta per il tuo ruolo. Quali tipo di giocatore sei? Come giochi e cosa fai per la squadra? Sul campo la carrozzina è un’estensione del corpo, ogni  movimento che hai in mente deve essere tradotto dalla tua carrozzina nel modo in cui volevi. Da questo punto di vista, ogni millimetro conta, sul serio! Allora una carrozzina misurata per te al millimetro sarà unica, come te, e se tu hai un po’ di dubbio, a Ottobock offrono un "trail fitting" per essere  sicuro al 100% che ogni millimetro sia giusto per te, per poi rendere al tuo massimo di gioco!

Cosa consiglieresti a un ragazzino che ha come sogno quello di diventare un campione di wheelchair basket?
Tutti hanno la potenzialità per essere un campione, l’unica differenza sarà la voglia di farlo! L’unica differenza tra Ronaldo e te è che lui ha fatto tutti i sacrifici per essere il migliore. Lui non trovava scuse quando era stanco: lui trovava la voglia. Lui non trovava le scuse quando piova, era freddo, non aveva un passaggio per andare all’allenamento: lui aveva la voglia, che gli faceva trovare il modo per superarle. Non importa cosa sia: se tu lo vuoi abbastanza, troverai un modo per farlo.
Durante la mia vita ho avuto tante occasioni per mollare, ma non l’ho fatto. Adesso ho la dolce vita qua in Italia, con un armadio pieno di coppe. E io ho cominciato a giocare solo a 26 anni, immagina cosa puoi fare tu se inizi da giovane. Allora, il mio suggerimento è: trova un squadra locale, prenditi la carrozzina giusta, fai quella mezz’ora in più, e diventerai un campione!


Redazione

La foto di copertina è di Luca Renaldi Photographer