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La storia di un giovane francese, Clèment Zannini, che supera a pieno i limiti mentali imposti dalla disabilità grazie alla grande passione per lo skateboarding

Una tavola con la quale spingersi con i piedi: per i meno esperti, lo skatebord superficialmente potrebbe sembrare solo questo - un divertimento magari faticoso e talvolta pericoloso. Ma i più avvezzi invece sanno che lo skateboard, se usato con maestria, permette anche di fare evoluzioni spettacolari, tricks e salti davvero notevoli facendo quasi volare la tavola da sotto i piedi. Imparare a praticare uno sport del genere richiede sicuramente molta tenacia, un buon equilibrio e un bel po' di audacia viste le innumerevoli e inevitabili cadute in cui si incorre mentre si tenta di approcciare queste manovre.

Cose da ragazzi, forse: se vi dicessi che c'è un giovane skater francese che sta diventando famoso nel web per i suoi trucchi e le sue evoluzioni con la tavola, probabilmente la cosa non vi stupirebbe, ma se vi dicessi che questo ragazzo fa acrobazie incredibili pur indossando una protesi dal ginocchio in giù, la questione si farebbe più interessante.

Lui è Clément Zannini, ventitreenne di Vittel, una cittadina a circa un'ora da Nancy, nato con una malformazione alla gamba destra. Un ragazzo spericolato e innamorato del suo skate che si fa filmare da amici e parenti  mentre prova e riprova trucchi sulla tavola, e carica poi i video che realizza sulla sua pagina facebook che conta oltre 34 mila like.
Le abilità di Clément e la sua perseveranza lo hanno reso piuttosto noto nel web tant'è che il sito redbull ha realizzato un breve documentario su di lui.

Grazie alle informazioni ricavate da questo documentario biografico, ed a un video che lui stesso ha realizzato in collaborazione con un amico youtuber Fabian Doerig, si può capire chi è questo giovane skater e come riesce a superare con apparente nonchalance e una buona dose di divertimento adrenalinico la sua disabilità.

Qual è il primo ricordo legato allo skateboard?
Durante un'intervista Clément ha affermato: “Ricordo che mi divertivo a scendere lungo la strada dietro casa mia quando avevo più o meno 4 anni, percorrevo la discesa seduto sulla tavola che al tempo era più come un giocattolo che un vero e proprio skate!”. Sono stati i suoi genitori a regalargli il primo skateboard, era un bambino molto attivo e vivace, sempre in movimento, perciò hanno ritenuto questo fosse un buono strumento per farlo sfogare divertendosi. Ha poi iniziato a pattinare in modo costante a 12 anni.

Cosa pensano i suoi genitori di questa sua passione? Quali sono invece le reazioni degli altri nel vederlo esercitarsi?
Lui ritiene che i suoi genitori temano lui si faccia male, tuttavia sa che lo sostengono molto. Gli estranei invece si comportano in vari modi, “alcuni hanno atteggiamenti davvero strani, iniziano a fissare incuriositi per la stranezza di ciò che vedono” visto che Clément è visibilmente “diverso”.

Cos'è lo skateboarding per Clément?
Lo skateboarding per lui è più di una passione:“ho iniziato a fare skateboard perchè quando ci ho provato per la prima volta me ne sono innamorato, do tutto quello che posso per lo skateboard”. Come tanti suoi coetanei potrebbe stare seduto sul divano a giocare ai videogiochi e passare le giornate a fare nulla ma per lui quella tavola vale più di quel che si potrebbe pensare:grazie a questo sport mi rispetto di più, mi spingo oltre ai miei limiti. Li conosco ma faccio in modo che non mi importi di loro”.

Come si rapporta con la sua disabilità?
Clément ha spesso affermato che “da piccolo non mi accettavo, volevo essere qualcun altro”, negli anni ha però capito che con impegno e determinazione può raggiungere moltissimi obiettivi. In particolare, per quanto riguarda lo skateboard, ha compreso che molto spesso veniamo bloccati da limiti mentali. Ha imparato a modificare alcuni dei trucchi spettacolari che vorrebbe imparare, e che per lui sono fisicamente impossibili, in modo da adattarli alla sua protesi, creando qualcosa di assolutamente unico.

Quanto incide la sua malformazione nella sua vita da sportivo?
Clément, pur dicendo “non sento la protesi, la protesi è un'estensione del mio corpo così come lo è il mio skateboard, sente molto dolore il giorno successivo all'allenamento e deve prendersi cura della sua gamba destra che viene molto sollecitata durante i salti e le corse che compie per esercitarsi. Spiegando come deve eliminare i calli che si creano per via dello sfregamento con la protesi dice anche: “mi piacerebbe molto non essere costretto a fare tutto questo, devo adattare la mia vita ogni giorno alla mia condizione, ma fa parte del lavoro”.

Qual è stato il peggior infortunio che gli sia mai capitato e cosa sogna per il futuro?
“Probabilmente il peggior infortunio è stato la slogatura della caviglia, soprattutto perché quando è successo ho dovuto usare una carrozzina, non avevo davvero altra possibilità di muovermi ed è stata la sensazione peggiore per me” afferma il giovane skateboarder.

Clément sogna nei prossimi anni di migliorare ulteriorimente la sua tecnica e di diventare uno skater professionista: adorerebbe infatti viaggiare ed esibirsi il giro per il mondo come i grandi di questo sport che lui stima moltissimo. Per il momento ha avuto la possibilità di trasformare parte di un hotel abbandonato in un parco da skate in cui allenarsi, un luogo speciale che condivide con tanti altri ragazzi che come lui si sono appassionati a questo sport.
 
Qui il video del documentario realizzato da Redbull:

 

Se volete vedere con i vostri occhi cosa sa fare Clément visitate qui il suo profilo facebook  e qui il suo profilo instagram @sumilidons

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Chiara Bullo