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“La Settimana Speciale dei nostri Giochi Nazionali Estivi è terminata. Le gare si sono concluse al meglio e tutte le iniziative previste si sono svolte come da programma.  La sera della cerimonia di chiusura è stata festa grande per tutti i nostri Atleti”. E’ il presidente dello Special Olympics Italia prof. Alessandro Palazzotti che, senza nascondere l’orgoglio, fa il bilancio della situazione. “Questo 2002 è partito sotto i migliori auspici. I Giochi Nazionali Invernali di Predazzo, il Trofeo Zegna a Bielmonte  e la Settimana Speciale Europea del Calcio sono stati eventi che ci hanno dato grandi soddisfazioni. Ora possiamo dire che anche questi Giochi sono stati all’altezza delle aspettative. Abbiamo raggiunto l’obiettivo di far vivere a 1500 Atleti speciali un’esperienza indimenticabile. Con questo evento lo Special Olympics Italia ha mostrato una notevole maturità organizzativa.  I Giochi, infatti, hanno rappresentato un impegno notevole sia per l’impatto numerico che per le distanze da gestire, ma siamo riusciti a fondere bene i gruppi di lavoro di Roma e del Veneto, l’accoglienza e la disponibilità del Veneto ha fatto il resto, con  strutture sportive e logistiche di primissima qualità. A nome di tutto lo Special Olympics Italia – e a dir la verità anche da parte di Special Olympics Europa-Eurasia – con vero piacere ringrazio tutte le istituzioni. Regione,  Provincia e i Comuni del comprensorio del portogruarese hanno mostrato una sensibilità ed una disponibilità incredibile. L’impressione che ho avuto da subito è stata la professionalità e la correttezza che gli amministratori a tutti i livelli hanno avuto nel gestire i rapporti con noi, assicurando il sostegno morale ed economico necessario. Tali capacità, unite all’attenzione per la disabilità mentale, hanno permesso l’organizzazione di un evento di portata nazionale e di alta qualità. Con un grande lungimiranza essi hanno colto l’importanza dell’evento anche dal punto di vista del ritorno di immagine per il territorio. Faccio l’esempio di Adotta un Atleta. Abbiamo lanciato la campagna nello scorso mese di ottobre legandola ai Giochi di Carole, Portogruaro, Fossalta e Bilione. Da allora ovunque in Italia le realtà territoriali e aziendali che hanno accolto l’invito ad adottare un atleta sottoscrivendo il costo di partecipazione di uno o più Atleti ai Giochi lo hanno fatto pensando al Veneto e al comprensorio che ci avrebbe ospitati. E così nelle varie regioni sono stati organizzati concerti oppure iniziative scolastiche. La campagna è andata benissimo e abbiamo raggiunto il duplice scopo che ci eravamo prefissi: da un lato raccogliere fondi per facilitare la partecipazione degli Atleti ai Giochi superando il problema economico e dall’altro far penetrare il messaggio di Special Olympics nella società coinvolgendo tante persone e facendole entrare in un mondo speciale.

La riuscita della Settimana Speciale è stata davvero soddisfacente. Stiamo già pensando agli aspetti da migliorare per le prossime edizioni. Naturalmente la mole del lavoro da svolgere e gli inevitabili imprevisti hanno talvolta causato ritardi o disservizi, ma nell’insieme il tutto è andato bene. Siamo soprattutto soddisfatti che le gare e gli eventi collaterali, pensati e organizzati a misura di Atleta nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi desideri, siano andati per il meglio. Fatto importantissimo, poi, è che si siano realizzati importanti momenti di incontro tra genitori, tra i tecnici e organizzatori per socializzare e sentirsi sempre più parte di un movimento che lavora nell’interesse dei ragazzi per offrire loro le migliori possibilità di vita autonoma e indipendente nella società.

Un pensiero particolare lo rivolgo a tutti i volontari. Non li ringrazieremo mai abbastanza per il contributo irrinunciabile che offrono. Senza di loro non sarebbe stato possibile questo miracolo. Per quanto ci riguarda l’impegno è stato grande e il lavoro, in certi momenti, massacrante. Ma ne valeva la pena. Gli Atleti lo meritano e lo facciamo per loro, ma lo facciamo anche perché siamo convinti che una società migliore è fatta di tante persone, tutte diversamente abili.