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Un settimo posto con l'amaro in bocca quello conquistato dai nostri azzurri agli Europei di Basket.
Si sono chiuse ufficialmente le gare che hanno visto la vittoria della Francia, e che hanno tagliato fuori gli italiani dai prossimi mondiali in Giappone. Un penultimo posto amaro, dunque. Non tanto e non solo per il risultato in classifica, quanto per la consapevolezza che molto di piu' si sarebbe potuto ottenere. I nostri, infatti, si sono resi protagonisti di ottimi momenti agonistici e hanno dato filo da torcere alle  formazioni  che hanno poi guadagnato la finale.
Mai una sconfitta schiacciante, mai un'eclatante inferiorita' tecnica nei confronti delle squadre avversarie.
Ecco la  rosa dei nostri atleti allenata da Castellano: Raimondi, Pellegrini, Cavagnini, Airoldi, Sanna, Di Giusto, Rossetti, Cherubini, Cerchi, Bruno, Farinello, Rocca. Dodici splendidi atleti che farebbero gola a molti. Qualcosa è però mancata: la voglia di farcela forse, la capacita' di tenere ritmi serrati di gioco fino alla fine, la continuita'. E il copione di gioco è stato spesso ripetuto: un inizio energico, grintoso, che lasciava a tratti sbalorditi, e poi un seguito sempre meno convincente che dava tregua agli avversari e permetteva loro di rimontare. Ecco l'unico neo di questi dieci splendidi giocatori.
Difficile non concordare con il giudizio di Luca Pancalli, ex atleta plurimendagliato e presidente della Federazione sport disabili. Sul sito Fisd ha cosi' commentato i risultati: "Non contesto il risultato sportivo perche' nello sport si vince e si perde, del resto, siamo solo al primo anno di una programmazione che prima o poi dara' i suoi buoni frutti. Abbiamo chiuso un ciclo, e un primo dato positivo possiamo comunque coglierlo nel fatto che la nostra nazionale è cresciuta, lo dimostrano gli score finali degli incontri disputati, persi sempre di pochi punti. E' mancata la grinta e in futuro dovremo lavorare proprio su quello che ormai considero l'unico limite di questa squadra, ovvero carattere e determinazione, per far definitivamente acquisire ai giocatori la consapevolezza di non essere inferiori alle nazioni più blasonate, e torniamo a casa - che non è poco - sapendo che giochiamo alla pari con gli altri. Il nostro potenziale è visibilmente migliorato, ho ricevuto apprezzamenti anche in ambito internazionale, dobbiamo solo riuscire a concretizzare quello che stiamo a mano a mano costruendo e, perché no, aggiungeremo anche un supporto psicologico da affiancare alla preparazione tecnico-agonistica dei nostri ragazzi ''.
Un'ultima considerazione: anche questa volta lo sport disabili, pur se di altissimo livello, non ha trovato il minimo spazio nei mass-media italiani. In un periodo in cui le problematiche dell'informazione imperversano, vorremmo chiedere ai dirigenti dei grossi poli informativi, in primis del servizio pubblico, quanti anni luce dovranno passare prima che, travalicando le presenze occasionali e spesso patetiche, la disabilita' abbia uno spazio adeguato nei palinsesti televisivi
Chissà che qualcuno non risponda…

Per ulteriori Info:
www.fisd.it
www.basketincarrozzina.it