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Tipografia

Briosa, accattivante e positiva: è "Sportivissimi", la prima rivista totalmente dedicata allo sport disabili, che  ha colmato un vuoto d'informazione per quell'universo nascosto di atleti - migliaia - quasi sempre orfani di spazi nei mass-media italiani.
Nelle edicole, da Ottobre 2001, la testata sta riscuotendo consensi sempre maggiori tra addetti ai lavori e non.
Ci si trovano articoli sugli sport classici e su quelli minori, ma anche sulla legislazione, sull'attualità, e tanti splendidi ritratti e interviste.
Sono ingredienti di un prodotto editoriale degno di nota, e noi di Disabili.com abbiamo intervistato il direttore, Andrea Pugliese. Ecco cosa ci ha detto.

Com'è nata l'idea di dar vita a Sportivissimi?
Sportivissimi nasce perché nel panorama dell'editoria attuale c'è spazio per tanti, ma non per tutti. E siccome oggi viviamo in una società che trova le sue fondamenta nella globalizzazione e nella multirazzialità, era anche giusto andare oltre, abbattendo quelle barriere che ancora oggi non consentono a tutti gli sportivi, e sottolineo a tutti, di avere il giusto risalto, anche in termini di mass media.
Forse in pochi si accorgeranno di noi, anche se sono convinto del contrario, ma comunque la nostra è una vittoria già in partenza, perchè siamo i primi, e forse anche gli unici, a voler affrontare questa sfida.

Chi sono i giornalisti che collaborano con la vostra rivista e con quali competenze?
Di mese in mese la nostra struttura editoriale cresce, abbracciando autentici professionisti. Abbiamo poi la fortuna di ospitare tra le nostre pagine una penna come quella di Claudio Arrigoni, Direttore della programmazione sportiva di Telepiu' e vero appassionato del settore. Lui è sicuramente quello che ne sa più di tutti, ma anche quello che riesce a raccontare le storie più belle, fatte di emozioni e sensazioni particolari.
La spina dorsale della rivista sono però Fernando Mascanzoni ed Alessia Ferri. Si occupano dell'ufficio stampa della Fisd, ,ma sono quelli che con me "inventano" e "costruiscono" il giornale. Dire che sono decisivi mi sembra riduttivo. Su Sportivissimi trovano spazio anche giornalisti come Beppe D'Amico, Alma Brunetto, Maurizio Marsigli, Piergiacomo Agnaletti e Raffaele Caldarelli, che è la mente che ci regala pagine bellissime sul pianeta del mondo dei silenziosi.

Quali sono le rubriche e com'è strutturato Sportivissimi?
La linea editoriale è quella di voler raccontare i personaggi di questo mondo: le rubriche fisse sono poche, se si eccettua quella che ci cura l'avvocato Mattia Grassani, in cui si trattano argomenti legali che hanno a che fare con il binomio sport e disabilità, e l'inserto "Sport & Istituzioni", redatto dal nostro Beppe D'Amico. Chi è? Il nome è chiaramente uno pseudonimo, ma ti assicuro che è uno dei migliori professionisti che abbia conosciuto fino ad oggi. Per ragioni di compatibilità editoriale (si tratta di un giornalista di un quotidiano di rango nazionale) non puo' firmarsi con il suo nome, ma il risultato del suo lavoro penso sia sotto gli occhi di tutti.

E' stato difficile trovare consensi, sostegno e sponsor per  dar vita Sportivissimi?
Trovare consensi e sponsor non è mai semplice: il segreto è riuscire a dimostrare di meritarsi certi attestati di stima. E il fatto che da quando è nato Sportivissimi l'interesse, sia delle aziende che degli appassionati, è in costante crescita, ci fa capire che stiamo lavorando bene. Questo ci gratifica e ci dà una carica ancora più grande per il prossimo futuro.

Dedicate ritratti a molti atleti: l'Italia dunque è così ricca di atleti validi e 'carismatici'?
Sono contento che tu abbia usato la parola ritratti, perche' vuol dire che hai capito esattamente qual è la nostra filosofia. Tornando alla domanda, non posso che risponderti affermativamente. Senza però andare oltre, ti dico solo che per capire quanto l'Italia sia ricca di talenti, basta andare dove lo sport si pratica, per rendersene conto di persona.


Si fa abbastanza per promuovere lo sport disabili?
In Italia non si fa abbastanza per nessuna disciplina sportiva. Per lo sport disabili, poi, meno che meno. Spero che la situazioni cambi presto. Se non sarà così, bisognera' assolutamente prendere un'altra strada.

E televisione e carta stampata danno adeguato  spazio e risalto allo sport disabili?
Assolutamente no, e penso che sia sotto gli occhi di tutti.
La televisione è l'occhio del 2000 e come tale deve essere sfruttato per dare pari rilevanza a tutti, compatibilmente con interessi più o meno puliti. Questa è la società dello show-business e come tale fagocita personaggi e ricchezza a ritmi industriali. Lo sport per disabili non è considerato un prodotto appetibile e vendibile e questa oggi è l'unica legge che governa la televisione.
 
Avete avuto un riscontro soddisfacente di consensi e di vendite  in relazione alle vostre aspettative?
Io, per natura, non mi accontento mai, e quindi è logico che non sia soddisfatto fino in fondo. Ma non per le vendite, perché quelle sono in linea con le aspettative, ma piuttosto per l'interesse che ci avvolge. Ripeto, è in costante aumento, ma noi di Sportivissimi non ci accontenteremo mai.

Alcuni nostri  navigatori e atleti lamentano una scarsa attenzione  per gli sport minori: nella vostra rivista oltre ai 'canonici' nuoto e basket, ci sara' spazio anche per le altre realtà sportive?
Ci stiamo 'attrezzando' per questo, come dimostra l'ingresso nella rivista di firme come quelle di Alma Brunetto e Maurizio Marsigli. Loro hanno il compito di trovare tutto ciò che di curioso ci può essere al di fuori degli sport di "massa".
Il cantiere di Sportivissimi  è aperto e tante idee sono in procinto di essere lanciate!

Info e abbonamenti:
 
EDIZIONI AZZURRA MILLENUM
via A.Doria, 51
00192 Roma
Tel: 06/39030001
sportivissimi@tiscalinet.it