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Magia delle Paralimpiadi, quando tutto sembra poter accadere.
E ti può succedere di riconoscere, tra i protagonisti della cerimonia di apertura trasmessa in tutto il mondo, una tua amichetta. Tu sei lì con la mamma, che poche ore prima ha portato la torcia olimpica assieme a te, e lì di fronte capisci che non sei l'unico bambino protagonista.
E' la storia di Silvia Battaglio, la bambina non vedente in tutù argentato che ha acceso il braciere delle Paralimpiadi, e di Simone, figlio di Chiara - Fair, la nostra navigatrice e tedofora con noi a Torino. Che in questa lettera ci racconta una storia, che sembra una favola, con i due piccoli tedofori protagonisti...
A lei la parola!

Non c'è nulla di meglio dello Sport per far crollare le barriere. Lo sport trascina, lo sport libera l'allegria dello stare insieme, lo sport, quello vero ed autentico, quello rappresentato dall'agonismo condiviso, è uno stimolo importantissimo all'integrazione delle diversità.

il piccolo Simone

Simone e Silvia si erano conosciuti anni fa a Trento. Noi genitori avevamo trovato il pretesto di quel breve soggiorno di vacanza per creare uno scambio di vissuti tra famiglie. I due bambini, entrambi biondissimi, spartivano una scomoda coabitazione con il buio, e, per quello che riguardava Simone, con altri limiti di varia entità.
In quella vacanza noi genitori abbiamo capito che i nostri figli sarebbero stati il prodotto delle nostre convinzioni sulla diversità; che i limiti verso cui bisognava combattere per garantire una vita piena e dignitosa ai nostri figli, non riguardavano direttamente loro ma sarebbero stati soprattutto culturali.
Strano cambiare obbiettivo dopo qualche giorno passato insieme, ma per me, e, credo, anche per i genitori di Silvia, c'è stata una nuova meta: non più affiancare i nostri figli nel loro percorso al buio, ma illuminare gli altri sulla cultura per l'inclusione.
Nessuno avrebbe immaginato, anni dopo, che le nostre strade si sarebbero di nuovo incontrate.

Silvia con Paola Fantato

A Torino il fuoco della passione sportiva è passato di mano in mano per un lungo e festoso percorso che ha coinvolto migliaia di persone.
Simone, sulla sua carrozzina elettrica, ha accompagnato con la sua mamma quella fiamma per un certo tratto, per poi passarla ad altre mani decise, mani esitanti, mani contratte dagli spasmi, mani impacciate, mani robuste e mani fragilissime, in una catena umana che ha illuminato la sera che intanto era scesa su quella giornata assolata.
Alla fine la fiamma è arrivata tra le mani di Silvia, piccola e fiera sul quel grande palco buio. Senza esitare la bimba si è arrampicata sull'alto braciere accendendo quel luminoso simbolo dello Sport per Tutti.

Chiara

INFO:

Vedi il nostro speciale Paralimpiadi Torino 2006

A questo link del nostro Forum Paralimpico i primi echi dell'esperienza paralimpica, con le foto dei protagonisti della delegazione di Disabili.com

[Alberto Friso]