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Tempo di maratone gia’ corse e tempo di maratone ai nastri di partenza. Ma anche di quelle in programma per la prossima primavera, e per le quali pero’ la macchina organizzativa ha bisogno di mesi di lavoro dietro le quinte.


Un esempio? La maratona di Sant’Antonio, organizzata dall’Assindustria di Padova, e che, il 28 aprile 2002, sara’ ancora piu’ difficile e selettiva di quella corsa nel maggio scorso.


Ma partiamo da una di quelle già corse, che ha coinvolto il centro storico di una delle città più belle del mondo: Venezia. Erano in circa 6.000 domenica scorsa, 28 ottobre, alla partenza della Venice Marathon, e poi lungo il tragitto che si snodava lungo la Riviera del Brenta fino a Riva degli Schiavoni, nel cuore della città lagunare. Dominio africano, discreto terzo posto per l’italiano Caimmi, mentre i disabili al via erano 28, tutti in carrozzina. Tra loro ben otto friulani della societa’ sportiva di Udine “Non solo basket”. A tagliare il traguardo per primo in handybike Giovanni Angeli, per la sesta volta al via a Venezia, davanti a Rossano Baronti, e poi, primo nella categoria carrozzine e terzo assoluto, Roberto Brigo. Tra le donne, Francesca Porcellato ha preceduto Rosanna Menazzi e Marta Ferro. Ma per molti di questi atleti gli impegni si succedono uno dopo l’altro.


Infatti, mentre procedono, come dicevamo, i preparativi per la Maratona di Sant’Antonio, ma anche per quella di Verona, in programma per il 19 maggio del 2002, l’appuntamento clou e’ a New York, la mattina di domenica 4 novembre, quando sul ponte di Verrazzano prenderanno posto i 30.000 atleti iscritti, una cifra impressionante (ma sono circa 100.000 quelli che vorrebbero avere un pettorale) nonostante le defezioni (circa mille gli italiani) all’indomani delgli attentati dell’11 settembre.


Incredibile anche la crescita che ha avuto la Maratona dal 1970, anno della prima edizione, quando all’arrivo furono in 55: domernica, oltre ai protagonisti, saranno impegnati 12.000 volontari, 2.000 poliziotti, e lungo il percorso si assieperanno 2 milioni di spettatori.


I disabili, a New York, gareggiano dal 1976, e l’anno scorso (100 disabili al via), per la prima volta, gli organizzatori hanno inaugurato una categoria ufficiale riservata alle carrozine, la “Wheelchair Division”. Quest’anno sono stati istituiti anche premi in denaro per i migliori (circa 4 milioni di lire al primo uomo ed alla prima donna, la meta’ al secondo), attirando così le attenzioni dei migliori specialisti del mondo. Domenica, al via, saranno in 155, divisi tra carrozzine (80) e le più moderne handybike (75).


La partenza, per i migliori (capaci di correre sotto le 3 ore), e’ fissata per le 10.20 di domenica, una mezz’ora prima dei normodotati. Il regolamento, altra novita’, obbliga i concorrenti in carrozzina ad indossare il casco per tutto il tragitto, pena la squalifica immediata.


Nel 2000 il vincitore fu Kamel Ayari, 32enne originario della Tunisia ma residente a New York, in 1 ora, 53 minuti e 50 secondi, davanti a Glen Ridge; tra le donne, Thi Xuan Anh Nugyen, 35 anni, vietnamita, e Jo-Ann O'Callaghan, 29enne neozelandese. Fino a meta’ gara, tra gli uomini, era in testa Joe Dowling, un 62enne molto arzillo.


Domenica, al via, tra i nomi di spicco anche il vincitore di cinque maratone di Boston, Franz Nietlispach, e Guido Muller, entrambi svizzeri. Nelle ultime ore si sono iscritti anche Saul Mendoza e Krige Schabort. Il primo, di Citta’ del Messico, ha vinto negli ultimi tre anni a Chicago, Houston e Los Angeles. Medaglia d’oro nei 1.500 metri (stabilendo il nuovo record paralimpico) a Sydney, e’ stato eletto “Atleta messicano del secolo” nel 2000. Tra le donne, e’ segnalata tra le favorite la nostra Francesca Porcellato, seconda alla maratona di Berlino pochi giorni fa con il tempo di 1h 53’06”.


Discorso a parte per gli accompagnatori, che non fanno parte ufficialmente della lista dei concorrenti. Non entrano in classifica, ed il loro tempo non viene rilevato. Partecipano per soddisfazione personale, hanno lo stesso numero di pettorale dei loro assistiti e devono garantirne la loro incolumita’, facendo rispettare l’obbligo di tenersi sulla destra o sulla sinistra della strada, evitando collisioni con le carrozzine. A seconda del tipo di disabilita’ e dell’orario di partenza, infine, gli atleti avranno pettorali rosa, gialli e rossi.


Infine, tornando alla Maratona Sant’Antonio , “gemellata” con quella di New York, l’Assindustria Padova e’ presente negli Usa con una delegazione nutrita, che si e’ aggiudicata all’asta uno spazio attrezzato all’Expo, manifestazione collaterale visitata da migliaia di persone ogni giorno; nello stand allestito saranno distribuiti depliants informativi e prodotti tipici del Veneto.


Grazie al progetto di solidarieta’ legato alla Maratona del Santo, che ha raccolto quest’anno 62 milioni di lire poi divisi tra Città della Speranza, Ail, Comesta Asme e Padova Città Ospitale, oltreche’ spesi a sostegno delle iniziative in favore dello sport per disabili, si sono potute realizzare le trasferte a Berlino e New York appunto.


E poi, appena torneranno in Italia, ci faremo raccontare le emozioni della partenza e dell’arrivo (speriamo con risultati di prestigio) dei vari Alvise De Vidi, Francesca Porcellato, Roberto Brigo e Antonella Munaro, campioni nello sport e nella vita.

Federico Fusetti - federico@disabiliforum.com

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