Non ci sono automatismi nell’attribuzione delle ore di assistenza all’autonomia e comunicazione: va fatta una valutazione caso per caso del singolo studente
Diamo spazio a una segnalazione della LEDHA relativa ai criteri che le scuole della Lombardia sono chiamate ad adottare per definire le ore di assistenza alla autonomia e alla comunicazione, sulla base dei PEI (Piano educativo individualizzato).
La Ledha dichiara di ricevere, in questi giorni di inizio scuole, numerose segnalazioni di negazione o riduzione del servizio attribuito agli studenti: alla base ci sarebbe una scorretta interpretazione di una delibera (la DGR n. 2446 del 2024) con cui Regione Lombardia ha approvato le linee operative per l’inclusione scolastica dopo l’introduzione della nuova certificazione di disabilità.
Cosa è cambiato con la nuova certificazione
Spiega LEDHA che il vecchio verbale per la certificazione di disabilità ai fini scolastici prevedeva una distinzione netta tra “situazione di handicap” e “situazione di handicap grave”. Dal 2024, questo documento è stato sostituito da un nuovo verbale (EVIS) che suddivide il funzionamento del bambino in aree chiamate “domini”: comunicazione, relazione e socializzazione, autonomie personali e così via. Per ciascun “dominio” il nuovo verbale indica quanto la partecipazione dell’alunno sia limitata: da “lieve” a “molto elevata”. Il risultato è una fotografia dei bisogni del bambino, area per area.
Per aiutare Comuni e scuole a passare dal verbale ai supporti concreti, il punto 4 della DGR 2446/2024 fornisce alcuni “orientamenti“, precisando che quando in un “dominio” come comunicazione, relazione o autonomia è presente una “restrizione elevata” o “molto elevata” è frequente che serva un supporto specifico in quell’area. Tuttavia, dichiara LEDHA, in molti territori questa indicazione è stata trasformata in una soglia di accesso, con la conseguenza che l’assistente all’autonomia e alla comunicazione viene assegnato solo in presenza di restrizioni elevate o molto elevate, ed escluso a priori negli altri casi. Il livello “elevato” finisce così per prendere il posto del vecchio “handicap grave”, e le famiglie si sentono rispondere che il servizio non spetta perché il figlio o la figlia “non presenta una disabilità grave”.
La nota chiarificatrice di Regione Lombardia
Regione Lombardia è successivamente intervenuta con una nota trasmessa alle ATS del 9 febbraio 2026, dopo sollecitazione dell’ottobre scorso da parte del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi. Il documento chiarisce che gli orientamenti del punto 4 sono “puramente esemplificativi” e “non introducono automatismi”. Si ribadisce, quindi, che la valutazione dei supporti è sempre basata sulle esigenze del singolo alunno: quando la necessità di sostegno è elevata è più probabile che serva un assistente personale, ma anche con un bisogno di sostegno lieve o medio questa possibilità non è esclusa.
Sarà il profilo di funzionamento che andrà a evidenziare se sia o meno necessario il supporto dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione o dell’assistente di base, considerando la situazione di ciascuno studente nello specifico contesto scolastico.
Chi decide le ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione?
“La quantificazione delle ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione spetta al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO), che la indica nel Piano educativo individualizzato (PEI) sulla base delle esigenze specifiche dell’alunno –spiega Laura Abet, responsabile del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi-. Non può essere fissata prima attraverso livelli o tetti massimi collegati alla gravità, ai quali il GLO dovrebbe semplicemente adeguarsi. Al contrario: come ha chiarito la Corte di Cassazione, le previsioni del PEI vincolano le amministrazioni e il loro mancato rispetto rappresenta una discriminazione”.
LEDHA sollecita quindi le famiglie che abbiano ricevuto un diniego motivato con il livello di gravità a richiamare la nota regionale nel confronto con il Comune e la scuola, e chiedere che le ore vengano definite in sede di GLO. Per segnalazioni e supporto è possibile rivolgersi al Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi.
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