PEI e sostegno scolastico, preoccupazione tra le associazioni per le novità annunciate dal Governo

Ottobre 1, 2026

Il PEI – Piano Educativo Individualizzato – potrebbe non essere più riscritto ogni anno. Associazioni e realtà del settore lanciano l’allarme

Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, potrebbe cambiare. La novità è stata annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in relazione al nuovo provvedimento sulla scuola approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre 2026, ma, al momento, non è ancora disponibile il testo ufficiale del decreto-legge che consenta di verificare nel dettaglio le modifiche.

Nella giornata di ieri, in un carosello si Instagram, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, illustrando le novità previste dal decreto, ha scritto: “Semplificazione del PEI per una programmazione più puntuale delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità e maggiore continuità nel passaggio da un ciclo scolastico all’altro”.

L’allarme delle associazioni sulle novità al PEI

È proprio questa fase di anticipazioni a preoccupare diverse realtà che da anni si occupano di inclusione scolastica. Anffas, AIPD, Federazione Osservatorio182 e CoorDown hanno espresso, con accenti diversi ma su un punto comune, perplessità sull’ipotesi di superare la necessità di una nuova definizione complessiva del PEI a ogni anno scolastico. La questione riguarda direttamente il modo in cui viene progettato il percorso educativo degli alunni e degli studenti con disabilità e, di conseguenza, anche la definizione dei sostegni necessari.

Cosa potrebbe cambiare per il PEI

Secondo quanto anticipato dal ministro Valditara e riportato nei comunicati delle associazioni, l’intervento dovrebbe modificare le modalità di aggiornamento del Piano Educativo Individualizzato.

L’ipotesi è che, per gli alunni con disabilità già frequentanti, non sia più necessario ridefinire ogni anno integralmente il PEI, ma procedere con un aggiornamento quando intervengano nuove condizioni o esigenze che rendano necessario modificare il progetto educativo.

L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di ridurre gli adempimenti burocratici per le scuole e per le famiglie e, secondo quanto riferito dal ministro, favorire anche una definizione più tempestiva del fabbisogno di sostegno e quindi l’assegnazione dei docenti.

Un’impostazione che, nelle intenzioni dichiarate, punta dunque alla semplificazione. Ma proprio su questo punto si concentra il confronto aperto dalle associazioni.

Anffas e AIPD: “Il PEI non è un impiccio burocratico“»“

In un comunicato congiunto, Anffas e AIPD contestano l’idea che la revisione annuale del PEI possa essere considerata principalmente un adempimento burocratico.

Le due associazioni sottolineano che, secondo le anticipazioni disponibili, il provvedimento manterrebbe l’obbligo di redigere il PEI definitivo entro giugno per l’anno successivo, ma eliminerebbe la necessità di rimettere ogni anno in discussione l’intero impianto del documento, prevedendo modifiche soprattutto quando emergano nuove condizioni.

La preoccupazione espressa da Anffas e AIPD riguarda soprattutto il rischio che un PEI non sottoposto a una revisione complessiva annuale possa non riflettere adeguatamente l’evoluzione dell’alunno, soprattutto considerando che si tratta di percorsi che si sviluppano durante l’età evolutiva.

Le due associazioni evidenziano inoltre possibili conseguenze sulla progettazione didattica, sulla valutazione degli apprendimenti e sulla definizione delle risorse di sostegno.

Nel loro comunicato, Anffas e AIPD sollevano anche il tema della possibile discriminazione indiretta, richiamando la Legge 67/2006 e la giurisprudenza relativa alla tutela del diritto all’istruzione degli alunni con disabilità. Si tratta, va precisato, di una valutazione delle due associazioni sul possibile impatto della misura, non di una qualificazione giuridica già riferibile al testo definitivo del provvedimento.

Osservatorio182: a rischio la partecipazione delle famiglie

Anche la Federazione Osservatorio182 interviene sulle anticipazioni del Governo e concentra la propria riflessione sul ruolo del PEI. Secondo la Federazione, se venisse confermato che il documento non deve essere più formulato ogni anno, ma semplicemente aggiornato quando intervengano nuove condizioni, si verificherebbe un cambiamento significativo rispetto all’impostazione attualmente prevista.

Osservatorio182 sottolinea in particolare il possibile indebolimento della partecipazione della famiglia alla definizione del percorso scolastico.

La Federazione richiama inoltre la disposizione già contenuta nel D.Lgs. 66/2017, secondo cui il PEI viene aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona. Proprio il rapporto tra questa previsione e le modalità operative oggi disciplinate per la redazione del PEI è uno degli elementi che dovrà essere chiarito dal testo definitivo.

Osservatorio182 ribadisce come il PEI non dovrebbe essere considerato un semplice documento amministrativo, ma uno strumento di pianificazione educativo-didattica, costruito attraverso la corresponsabilità delle diverse componenti coinvolte.

La Federazione chiede quindi un confronto con le istituzioni e, considerato il momento dell’anno scolastico, sollecita anche indicazioni tempestive alle scuole nel caso in cui le nuove disposizioni modifichino le procedure attualmente in corso.

CoorDown: il PEI deve seguire l’evoluzione della persona

Sulla stessa linea si colloca CoorDown, che ha espresso «dissenso e preoccupazione» rispetto alle anticipazioni sul Decreto Scuola, sottolineando che il PEI non dovrebbe essere considerato un mero strumento per l’assegnazione delle ore di sostegno, ma una componente del percorso di inclusione e del diritto allo studio.

CoorDown richiama soprattutto la necessità che il Piano possa essere aggiornato sulla base di progressi, cambiamenti e bisogni educativi dello studente, ed esprime inoltre perplessità per il mancato coinvolgimento dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, chiedendo che venga tutelata la funzione educativa e personalizzata del PEI.

Anche CoorDown, tuttavia, precisa che le proprie valutazioni sono formulate in attesa di poter esaminare il testo ufficiale del decreto.

In attesa del testo definitivo

La questione, quindi, non riguarda soltanto la frequenza con cui il documento viene materialmente riscritto, ma quali garanzie resteranno per assicurare che il progetto educativo venga effettivamente rivalutato quando cambiano le esigenze dello studente e quale sarà il ruolo della famiglia e degli altri componenti del GLO.

Va evidenziato che leinformazioni disponibili derivano dalle anticipazioni del Governo e dalle reazioni delle associazioni, mentre il testo normativo definitivo deve ancora essere esaminato. Non è quindi ancora possibile stabilire con precisione come cambieranno le procedure per la redazione e l’aggiornamento del PEI, quali saranno le condizioni per intervenire sul documento durante il percorso scolastico o come verranno disciplinati gli aspetti relativi alle ore di sostegno. Sarà il testo ufficiale del provvedimento, insieme agli eventuali successivi atti applicativi, a chiarire questi aspetti.

Redazione

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