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Come si consegue l'abilitazione per l'insegnamento di sostegno?

Pur tra diverse contraddizioni e un percorso formativo non coerente e inadeguato rispetto al passato, le recenti disposizioni normative in materia di formazione iniziale dei docenti di sostegno, confermano l’assegnazione alle Università della competenza e della responsabilità di formare i futuri docenti di sostegno per le scuole di ogni ordine e grado. Infatti dal titolo di specializzazione polivalente previsto dal DPR 970/75 che consentiva l’acquisizione di competenze teoriche supportate dal relativo tirocinio per le tre tipologie di handicap (visiva, uditiva, psicofisica) si è passati ad una serie di interventi pochi coerenti tra loro che mettono in difficoltà gli aspiranti al ruolo di docenti per l’integrazione scolastica. In particolare, precisiamo che attraverso la nota del MIUR del 24/04/2001 è stata confermata la sospensione dei corsi biennali per il sostegno che erano stati riaperti in via transitoria dal DI 460 del 24/11/98. La stessa nota ha sollecitato gli organi ispettivi del MIUR e delle pubblica amministrazione ha verificare la validità dei titoli rilasciati ai sensi del DI 460/98 dalle Università in convenzione con enti esterni.

Pertanto le nuove disposizioni normative prevedono, per i docenti della scuola dell'infanzia (ex materna) e primaria (ex elementare) il conseguimento del titolo di specializzazione attraverso la laurea in scienze della formazione primaria e la frequenza di un corso aggiuntivo di 400 ore per il sostegno. Dopo l’emanazione della legge n.53 del 28 marzo 2003, meglio nota come riforma Moratti, la laurea in scienze della formazione primaria è stato riconosciuta come abilitante all’insegnamento e consente l’iscrizione nelle graduatorie permanenti valide per le immissioni in ruolo e per l’assegnazione delle supplenze.
Sempre per la scuola dell'infanzia e primaria la legge 4/06/04 n. 143 ha previsto che in attesa dell'entrata "in vigore del decreto legislativo attuativo dell'articolo 5 della legge n. 53 del 2003, le universita' istituiscono, nell'ambito delle proprie strutture didattiche, e senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, corsi speciali di durata annuale, per il conseguimento del titolo di specializzazione per il sostegno agli alunni disabili per gli insegnanti di scuola materna ed elementare in possesso di abilitazione o idoneità conseguite in pubblici concorsi indetti prima della data di entrata in vigore della legge 3 maggio 1999, n. 124, che abbiano prestato servizio per almeno 360 giorni su posti di sostegno, dal 1° settembre 1999" al 6 giugno 2004.
Modalità e programmi per l'accesso a tali corsi speciali di sostegno della durata di 700 ore sono contenute nel DM n. 21 del 09/02/05.

Per quanto concerne la scuola secondaria di primo e secondo grado per coloro che non sono abilitati e che intendono diventare insegnanti curricolari e di sostegno è prevista la frequenza delle SISS e a richiesta dello specializzando del corso aggiuntivo di 400 ore per il sostegno. Tale corso di sostegno contempla in futuro ulteriori attività formative sempre rivolte ai docenti specializzati. Ricordiamo che l’accesso ai corsi SISS è a numero chiuso e viene programmato ogni anno dal MIUR.
Per coloro che sono già abilitati nella scuola secondaria con concorso ordinario o riservato è prevista dal Decreto del 20/02/2002 l'attivazione, all'interno sempre delle SISS, di un corso di 800 ore che consente di acquisire il titolo di specializzazione sul sostegno.

Infine per i docenti di sostegno già specializzati e in possesso del solo diploma rilasciato ai sensi del DPR 970/75 o D.I. 460/98 art. 6 è consentito l’accesso, previa selezione, alle SISS per conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella propria disciplina (Decreto del 26/11/2002).
Ulteriori interventi legislativi, sempre relative al conseguimento dell’abilitazione sulla propria disciplina riservati ai docenti di sostegno specializzati, sono stati introdotti dalla legge n. 143 del 4 giugno 2004 e disciplinati dal DM n. 21 del 09/02/05

Le informazioni inerenti le modalità e le scadenze delle domande di ammissione ai corsi di abilitazione SSIS e per l’accesso alle sulle Facoltà di Scienze della formazione primaria devono essere rivolte direttamente alle segreterie delle Università .

Attraverso il sito FADIS e il notiziario telematico FADISnet saranno segnalate eventuali novità legislativa in materia di formazione iniziale e reclutamento dei docenti di sostegno specializzati.

Scheda a cura di Nicola Quirico

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Come si può progettare l'integrazione scolastica nella scuola dell'autonomia?

"Le innovazioni di sistema introdotte in questi anni con l'autonomia scolastica e con il mosaico di riforme che a essa si sono accompagnate puntano a cambiare ciò che avviene tutti i giorni nell'aula di lezione. Questo - e non altri - è il luogo dove si determinano le condizioni per il raggiungimento del successo formativo di ciascun cittadino. In questa prospettiva l'aula si trasforma in un sistema flessibile in cui sono finalmente a disposizione dei docenti mezzi adeguati a valorizzare concretamente ciò che rende ogni alunno diverso dagli altri. Cambia perciò profondamente anche il concetto di integrazione degli alunni in situazione di handicap. I curricoli diventano piani di studio personalizzabili e perciò aderenti ai modi di imparare e alle inclinazioni dei singoli studenti. La ricerca educativa e la sperimentazione sono strumenti al servizio di questa prospettiva. L'attenzione alla persona valorizza le diversità di tutti".
Con queste parole gli esperti del Ministero dell'Istruzione presentano alcune delle opportunità offerte dalla scuola italiana con l'introduzione delle autonomia scolastica affinchè si realizzi il pieno diritto all'istruzione e all'educazione per tutti gli allievi.

Con l'introduzione dell'autonomia scolastica tutti i progetti attivati dalle istituzioni scolastiche compresi quelli relativi all'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap devono essere inseriti nel POF (Piano Offerta Formativa) della scuola seguendo la normale procedura prevista dalla normativa per la sua approvazione. Il POF è un documento pubblico ed e’ importante che le famiglie ne prendano sempre visione.

Dal punto di vista normativo per la stesura di un progetto si può far riferimento al regolamento per l'autonomia scolastica DPR 275 8/3/99 art. 4 comma c (specifico per l'integrazione degli alunni in situazione di handicap) e alla Legge quadro 104/92 (artt. 12-16).

E' opportuno coinvolgere nella fase di preparazione, gestione e verifica dei risultati del progetto il dirigente scolastico, le funzioni strumentali e l'intero gruppo H d'istituto. In particolare quando si prevedono riunioni ufficiali è necessario far sempre verbalizzare le richieste e allegare la documentazione.
E' necessario condividere il progetto anche all'interno dei Consigli di Classe coinvolti.

Nella stesura di un progetto è necessario indicare:
- i soggetti coinvolti (es. reti di scuole, istituzioni, enti locali, associazioni...)
- i tempi
- il periodo di svolgimento
- gli alunni coinvolti
- i docenti coinvolti
- gli obiettivi
- le verifiche
- la valutazione
- i costi
- le attività di documentazione previste.

Riguardo alle risorse economiche, indispensabili per la realizzazione di progetti di qualità , si può far riferimento a norme nazionali e/o regionali che prevedono l'assegnazione di fondi specifici per l'integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap. Le principali leggi nazionali sono raccolte nella sezione finanziamenti di questo sito. Ciò non esclude che la scuola possa accedere anche ad altre forme di finanziamento non specifiche per l'handicap. Infatti l'autonomia concede ampie possibilità ai dirigenti scolastici di individuare risorse anche al di fuori dei fondi erogati annualmente dal Ministero. Purtroppo è bene ricordare che i tempi per l'approvazione del progetto e l'assegnazione dei finanziamenti sono spesso molto "dilatati" e non sempre coincidono con i tempi che regolano l'attività educativa e didattica delle istituzioni scolastiche.

Scheda a cura di Nicola Quirico

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