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assistente alunno disabileLa proposta di legge avanzata dalle associazioni argina o potenzia il fenomeno delle delega al docente di sostegno? Gli esperti si confrontano

Nelle ultime settimane vi è stato un interessante confronto pubblico, sulle pagine di Superando.it, tra il Gruppo Ricerca Inclusione e Disability Studies (GRIDS Italy) e le asociazioni FISH e FAND. Il dibattito si è concentrato sulla figura del docente di sostegno, in considerazione della proposta di legge promossa dalle associazioni, le cui istanze potrebbero rientrare in uno dei decreti delegati che porteranno a compimento il percorso di riforma.


In particolare, ci interessa qui sottolineare le osservazioni prodotte dal GRIDS in merito al problema della delega all’insegnante di sostegno, secondo le quali essa trova fondamento nei presupposti teorici dell’integrazione – norma, abilismo, compensazione, deficit … -- e nella differenziazione delle competenze e dei ruoli dei docenti. Quest’ultima comporta una percezione di diversità: da una parte, la normalità, rappresentata dal docente curricolare, dall’altra l’eccezione, nella figura dell’insegnante di sostengo. A ciò si aggiunge una certa resistenza al cambiamento da parte della scuola, che ha impedito spesso la concretizzazione della contitolarità didattica. Si propone pertanto la specializzazione diffusa, estesa a tutti i docenti, in modo da far cadere ogni presupposto su cui si basano gli esiti di delega e promuovere una scuola immediatamente inclusiva. Si tratta da una prospettiva caldeggiata anche da D. Ianes, il quale ha avanzato anche l’ipotesi di figure esperte a supporto del lavoro dei docenti.


In risposta, le associazioni hanno evidenziato il problema dei costi di un’operazione di formazione così ampia e riaffermato il valore inclusivo della proposta di legge da loro avanzata, nella quale viene sostenuta la separazione della carriera formativa e professionale dei docenti di sostegno da quella dei loro colleghi curricolari. S. Nocera ha sottolineato che ciò costringerà finalmente i docenti curricolari a farsi carico effettivamente del progetto inclusivo degli alunni con disabilità, non potendo più delegare a docenti specializzati i propri insegnamenti. Anche L. Paschetta è intervenuto nel dibattito ed ha affermato il valore inclusivo della Proposta di legge, sottolineando l’attuale ambiguità dei compiti e del ruolo della figura di sostegno e la maggiore preparazione che avrebbe invece un docente esperto nelle specifiche esigenze didattiche degli alunni.


Il gruppo GRIDS ha sottolineato però nella replica che la soluzione prospettata dalla proposta di legge non procede realmente in direzione dell’inclusione, poiché non supera la centralità assegnata al deficit, anzi, la conferma prospettandone la gestione in termini di specialismo. Per l’inclusione le differenze sono modalità originali e personali di proporsi. Essa non è un tema specifico relativo a come alcuni studenti possano essere integrati, ma uno sfondo teorico, culturale e operativo, per modificare i presupposti dell’organizzazione e far diventare la scuola un’istituzione in grado di accogliere le differenze di tutti gli alunni. Quanto alla formazione, si sottolinea, essa è espressamente resa obbligatoria dalla riforma della scuola e potrebbe certamente riguardare la didattica inclusiva, per tutti i docenti: si tratta di pensare un curriculo formativo che costruisca connessioni fra discipline, processi e metodologie pensate per co-docenze e non, invece, ad una formazione che gioca la specializzazione con modalità di insegnamento solo in relazione al deficit.


Ciò, sostiene il GRIDS, può davvero portare a superare il paradigma dell’integrazione per affermare quello dell’inclusione. Ci sentiamo di condividerlo.


APPROFONDIMENTI


La proposta di legge


In disabili.com


Classi di concorso per il sostegno

Tina Naccarato