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Nel Convegno Erickson di Rimini una tavola rotonda è stata dedicata alla formazione dei docenti prevista nei decreti della Buona Scuola

Nei mesi scorsi si è molto discusso dei decreti legislativi approvati con delega al governo e previsti dalla legge 107/15, degli aspetti positivi e dei loro limiti. Anche noi ci siamo soffermati su di essi e in particolare sulle procedure del futuro reclutamento e sui nuovi percorsi formativi dei docenti di sostegno, evidenziando alcuni aspetti di criticità.

Proprio dei decreti delega della Buona Scuola  si è discusso a Rimini nella tavola rotonda del Convegno internazionale organizzato da Erickson. L’incontro ha visto il confronto tra diversi esperti tecnici dell’inclusione scolastica, formatori e docenti universitari, che si sono soffermati sui punti di forza e di debolezza dei decreti attuativi a partire dai viversi punti di vista.

L. Guerra e M. Corsi si sono soffermati soprattutto sugli aspetti più tecnici dei futuri percorsi di formazione e reclutamento dei docenti delle scuola secondarie, che sembrano concentrarsi prettamente sugli aspetti disciplinari. Ciò induce a chiedersi quale potrà essere la formazione dei docenti curricolari in materia di inclusione, problema sollevato in particolare da S. Nocera e F. Bocci. Sarebbe forse da chiedersi, ha sottolineato F. Bocci, cosa si intenda per inclusione nella Buona Scuola.

Allo stesso modo, ci chiediamo, i futuri docenti di sostegno, che seguiranno formazione separata, potranno avere, nel nuovo percorso, le necessarie competenze didattiche nelle discipline? Si apre di fatto una cesura, una separazione che prima non sussisteva, essendo in passato il corso di specializzazione per il sostegno didattico aggiuntivo rispetto al percorso dei docenti curricolari. Se consideriamo che questo non accadrà nel nuovo percorso di Infanzia/Primaria, possiamo dire che nel sostegno si inaugura anche una spaccatura anche tra la formazione dei maestri e quella dei professori delle secondarie.

F. Fogarolo ha sottolineato, tra le altre cose, il ruolo positivo che avrà il GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione) come gruppo di supporto nella stesura del PEI; ha evidenziato, però, anche una criticità nella scomparsa delle ASL nella redazione di tale documento. G. Onger si è soffermato anche sul ruolo che avrà l’ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute), che però non deve ridursi a mero aspetto nominale, da inserire nei documenti. In effetti, aggiungiamo, la sfida della scuola e della società è proprio la possibilità dinamica del funzionamento, che però necessita di ambienti favorevoli per realizzare possibilità significative. A più voci è così emersa l’esigenza di creare condivisione e mediazione, alleanze e rete. La scuola stessa, ha sottolineato R. Iosa, deve divenire luogo di mediazione. E’ però importante anche realizzare più diffusamente l’autonomia scolastica, che è fatta proprio di persone reali, di relazioni, di rapporti col territorio che possono creare possibilità per l’inclusione, superamento delle differenze e delle stesse paure, sviluppo di condizioni di equità.

L. Cottini ha evidenziato che pur introducendo molte novità, i decreti non cambiano lo scenario. Quarant’anni di integrazione non ci hanno consegnato adulti inclusi. Potrebbe sembrare un paradosso, eppure proprio l’inclusione sociale e lavorativa degli adulti favorirebbe non poco quella dei ragazzi nelle scuole.
Dal confronto sono emersi non pochi aspetti critici dei nuovi decreti e però anche la volontà di creare alleanze, pur nelle distanze, in vista di miglioramenti. Il problema della formazione di tutti per l’inclusione non pare essere del tutto affrontato nei decreti e certamente non lo risolveranno se non sarà inaugurata una massiccia formazione in servizio che riguardi tutti gli attori coinvolti del processo di inclusione, dai dirigenti alle famiglie, dai collaboratori ai docenti. Nessuno escluso.


APPROFONDIMENTI

Tutti i decreti
 

Abbiamo parlato di questo argomento anche in:

Cosa cambia nella “nuova inclusione”?
 
Tina Naccarato


Immagine da: Designed by Freepik