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Una recente relazione della Corte dei Conti dedicata agli interventi didattici per l’inclusione ha rilevato disorganizzazione, frammentarietà ed inadeguatezze del sistema

Un recente articolo di Repubblica  ha analizzato i dati emersi dalla Relazione della Corte dei Conti sugli interventi per la didattica a favore degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali (2012-2017) dalla quale il Miur sui disabili appare disorganizzato, inadeguato ed omissivo.

Gli studenti con disabilità sono raddoppiati in tutto il Paese, raggiungendo ormai il 2,9% del totale, mentre i docenti di sostegno sono oltre 154 mila: il costo per lo Stato è di 5,1 miliardi di euro; 4 miliardi servono per pagare gli stipendi ai docenti specializzati. Il rapporto tra scuola, enti locali e servizi appare organizzato in maniera farraginosa, con intese generiche e interventi frammentati. Ne derivano ricadute significative sugli studenti e sulle loro famiglie. Carenti appaiono anche i dati gli e indicatori sulla qualità dell’istruzione e dell’inclusione degli studenti con disabilità.
           
Si tratta di un ampio documento che riassume in sei punti le criticità del sistema inclusione: inadeguatezza nella pianificazione delle risorse per l’integrazione a livello centrale; rigidità delle procedure operative; debolezza esecutiva del coordinamento fra le diverse istituzioni; ritardi nell’erogazione delle risorse alle scuole; mancanza di informazioni ispirate all’evidenza statistica dei dati e carenza nella valutazione dell’efficacia delle prassi di integrazione e inclusione; incertezza ed episodicità delle risorse finanziarie dedicate.

La Corte dei Conti mostra una posizione severa verso il MIUR ed i suoi uffici non dialoganti, sia a livello centrale che periferico, con una stratificazione operativa che vede spesso uffici diversi che svolgono analoghe funzioni. Registra inoltre una significativa difficoltà incontrata nell’ottenere le informazioni sia sulla dimensione della disabilità presente nella scuola, sia sugli elementi finanziari e gestionali: è lontana la realizzazione di un sistema integrato di fonti informative.

Le risorse finanziarie dedicate appaiono sempre incerte, discontinue e non vengono studiate soluzioni praticabili per favorire la continuità didattica. Si assiste ad una mobilità continua dei docenti di sostegno e ad un alto turn over con il transito su posto curricolare.
Nella scuola dell’infanzia e nel secondo grado la maggiore concentrazione di alunni con disabilità è in Centro Italia, nella primaria si registra al sud, nel primo grado al Nord. Negli ultimi cinque anni la disabilità nell'infanzia è raddoppiata in tutte le regioni. Molte sono ormai le famiglie (8,5%) che presentano ricorsi ai tribunali per avere un maggiore numero di ore di sostegno, con percentuali più alte al sud.  Con l’aumentare delle certificazioni sono aumentati anche i docenti di sostegno e ciò comporta una spesa significativa che secondo la Corte dei Conti dev’essere monitorata con un adeguato sistema di verifica.
Si rileva, infine, che nel 2016 i docenti di sostegno laureati fossero quasi 56 mila, i diplomati oltre 68 mila.


APPROFONDIMENTI

La Corte dei Conti boccia il MIUR

Il testo della relazione della Corte dei conti
 

In disabili.com

Alunni con disabilità in aumento

Dati Istat
 

Tina Naccarato