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All’indomani delle prove Invalsi diversi genitori di alunni con disabilità lamentano scarsa inclusività

Si sono svolte nei giorni scorsi le ormai consuete prove Invalsi, che hanno coinvolto migliaia di studenti di scuola primaria e secondaria. Altre prove sono previste nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Come ogni anno non sono mancate le critiche e le proteste e, secondo una web survey di Skuola.net, nelle prove delle classi seconde di Scuola Secondaria di secondo grado uno studente su tre avrebbe copiato .

INVALSI E BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI – Sono contrastanti i pareri sull’utilità di queste prove che non sono finalizzate, ricordiamo, alla valutazione degli apprendimenti dei singoli alunni, ma sono interne al Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) e sono orientate alla rilevazione di dati sull’efficienza e sull’efficacia del sistema educativo di istruzione e formazione, per orientare le politiche scolastiche e formative. Spesso, però, gli alunni non hanno consapevolezza di ciò e non mancano, soprattutto tra i più piccoli, ansie e tensioni in prossimità delle prestazioni. Ciò appare particolarmente significativo quando di tratta di alunni con Bisogni Educativi Speciali. In tali casi, come abbiamo già evidenziato , sono previste particolari disposizioni, che, se non gestite con la massima attenzione, possono generare non poca frustrazione. Tali disposizioni, infatti,  prevedono comportamenti diversi in base ai differenti bisogni educativi speciali. In particolare, per le prove di maggio, è stato previsto quanto segue:

tabella contenente caratteristiche per leprove prove invalsi dei ragazzi e bambini con disabilità
(a) A condizione che le misure compensative o dispensative siano concretamente idonee al superamento della specifica disabilità o dello specifico disturbo.
(b) Salvo diversa richiesta della scuola.
(c) A condizione che i dispositivi e gli strumenti di mediazione o trasduzione sensoriale (ad esempio, sintesi vocale) siano concretamente idonei al superamento della specifica disabilità sensoriale.
(d) Sono ricompresi anche gli alunni e gli studenti con diagnosi di DSA in attesa di certificazione

La nota di riferimento sottolinea che le esigenze degli allievi con particolari bisogni educativi sono molteplici e difficilmente individuabili a priori in modo completo ed esaustivo. Da ciò discende che la valutazione del singolo caso può essere effettuata in modo soddisfacente solo dal Dirigente scolastico che conosce esattamente la situazione del singolo studente e, pertanto, può adottare tutte le misure idonee per coniugare, da un lato, le necessità di ogni allievo con bisogni educativi speciali e, dall’altro, il regolare svolgimento delle prove per gli altri studenti, senza che per questi ultimi venga modificato il protocollo di somministrazione standard.

COSA NE PENSANO I GENITORI? – Per molte situazioni con disabilità, dunque e per gli alunni con DSA, è la scuola a decidere sulla partecipazione  o meno alle prove. Cosa fare nei casi in cui si decida la non partecipazione? Cosa fanno in quelle ore gli alunni? Come percepiscono questo momento di esclusione? E’ ampio il confronto in merito sui social network: una mamma lamenta l’atteggiamento discriminante assunto dalla scuola verso il figlio con DSA portato fuori dall’aula, un’altra il fatto che non è stata concessa la presenza del docente di sostegno durante le prove. Qualcuno evidenzia che il figlio è rimasto nell’aula con i compagni, ma ha svolto un altro compito, mentre altri hanno preferito tenere i figli a casa. Non manca la delusione di chi avrebbe voluto che il figlio partecipasse, ma la scuola ha deciso diversamente. C’è chi si interroga anche sulla prova in sé e sulle situazioni in cui viene svolta, ma non valutata. Scrive infatti una mamma: sono prove che non condivido. Comprendo che il ministero voglia avere una fotografia di come sia il livello di qualità della scuola. Peccato però che in tale fotografia non consideri tutti gli alunni; se pensiamo bene questo è in antitesi con il principio di equità ed inclusione. E’ pur vero che le prove invalsi, per gli alunni con difficoltà, sono adattate secondo il piano educativo che seguono, ma se non vengono poi considerate perché farle? Questo mi dà la sensazione che la scuola sia diventata un luogo che si sta sempre meno dedicando all'educazione e formazione degli alunni, non per volere degli insegnanti, ma per una imposizione di modalità che si possono ritrovare in ambito aziendale. Quello che voglio dire alla fine del discorso è che vedo la scuola più come un'azienda che un luogo di cultura.

Le soluzioni ed i pareri, dunque, sono eterogenei e spesso causano dispiaceri. Non è facile trovare modalità che si attengano alle norme e però siano inclusive, perché le disposizioni sono piuttosto rigide e le situazioni diverse. Possiamo solo invitare scuole e famiglie a decidere insieme nel corso degli incontri che si svolgono durante l’anno, in modo da arrivare a questo appuntamento con le idee chiare.

APPROFONDIMENTI

Calendario prove Invalsi 2017
 
In disabili.com

Cosa è previsto per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali?

I risultati degli alunni con disabilità non sono valutati
 

Tina Naccarato