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Nel prossimo anno scolastico anche i docenti in ruolo non specializzati potranno ottenere assegnazione provvisoria, cioè trasferimento annuale, su posto di sostegno: famiglie e precari specializzati protestano

Si è svolto a fine giugno l’incontro tra MIUR e sindacati finalizzato alla stipula del contratto riguardante le cosiddette assegnazioni provvisorie, cioè i trasferimenti temporanei dei docenti che per esigenze di natura personale o familiare richiedano di poter lavorare per un anno in un territorio diverso da quello in cui hanno titolarità di cattedra. Si tratta di un appuntamento molto atteso per tanti insegnanti in ruolo che non hanno ottenuto il trasferimento nelle province desiderate e che sperano di potersi ricongiungere, almeno per un anno, ai figli piccoli o ai congiunti in difficoltà che necessitino della loro presenza. Questa possibilità, però, riguarda un numero limitato di posti e capita sovente che la loro richiesta non venga soddisfatta.

Per rispondere, evidentemente, ad un numero maggiore di richieste, l’intesa siglata quest’anno prevede la possibilità di lavorare su posto di sostegno anche senza il titolo di specializzazione, in subordine ed in via derogatoria e straordinaria. Tale possibilità è limitata, però, al personale che stia per concludere il corso di specializzazione o che abbia svolto almeno un anno di insegnamento su posto di sostegno, anche con un contratto a tempo determinato. I docenti in possesso di tali requisiti potranno dunque richiedere anche l’assegnazione sui posti di sostegno che rimangano disponibili al termine delle operazioni riguardanti i docenti in possesso del titolo. Non tutti, però, concordano.

Anche nel 2016 venne concessa questa possibilità in alcune regioni ed anche allora ne derivò una vivace polemica. A protestare, infatti, sono soprattutto le famiglie degli alunni con disabilità, ma anche i docenti in possesso del titolo di specializzazione e principalmente i precari. Il contratto prevede, in realtà, una forma di tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità e del diritto alla precedenza dei docenti specializzati prevista dalla legge 104/92. Tale operazione, infatti, avverrà in via residuale sui posti disponibili autorizzati in deroga in organico di fatto e dopo i necessari accantonamenti che garantiscano il contingente delle nomine annuali dei precari con titolo di sostegno e il contingente delle immissioni in ruolo. Tuttavia, l’operazione delle assegnazioni provvisorie precede quella del conferimento degli incarichi annuali e, pertanto, essa renderà molto improbabile la già incerta possibilità per i docenti precari specializzati di assicurare continuità didattica ai propri alunni. Detto diversamente: i docenti in ruolo non specializzati saranno assegnati alle scuole prima dei colleghi precari specializzati e, pertanto, questi ultimi, dovranno andare a lavorare dove resteranno posti liberi.

Il provvedimento, dunque, sul piano numerico non lede i diritti degli alunni e dei docenti specializzati, poiché si tratta di posti eccedenti rispetto a quelli che i docenti specializzati potranno ricoprire. Questi ultimi, infatti, sono sempre numericamente inferiori rispetto al fabbisogno. Se tale provvedimento non vi fosse stato, cioè, questi posti sarebbero stati assegnanti a docenti precari e comunque privi di specializzazione. Tuttavia, la tempistica delle procedure prevede che i docenti in ruolo siano assegnati prima alle scuole e, pertanto, non viene tutelata in nessun modo la già flebile possibilità di continuità didattica per il docente di sostegno precario. Per tale ragione esso incontra poco favore tra i docenti precari specializzati e ancora meno tra le famiglie. In questi giorni, infatti, non solo mancate le polemiche e le proteste da parte degli uni e degli altri.

Come affrontare queste intricate e problematiche situazioni ormai presenti da molti anni e mai risolte? Come risolverle? Il neo ministro M. Bussetti è intervenuto recentemente sul tema con una posizione molto chiara: L’inclusione scolastica è una priorità. La via maestra per garantirla è aumentare il personale specializzato.

Ci sentiamo di condividere in pieno la sua posizione ed auspichiamo un piano straordinario di formazione e stabilizzazione che possa assicurare quelle competenze necessarie al pieno esercizio del diritto allo studio dei nostri ragazzi.

APPROFONDIMENTI

Il parere di Misos

www.tecnicadellascuola.it
www.orizzontescuola.it

In disabilicom

Inclusione scolastica: centralità della formazione

Tina Naccarato

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