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INSEGNANTE DI SOSTEGNO IN CLASSESono in corso le consultazioni pubbliche avviate dal governo in vista dei progetti di riforma del sistema scolastico. Ciascuno di noi può intervenire e portare un contributo

Il Governo ha manifestato l'intenzione di riformare complessivamente il sistema scolastico. L'iniziativa politica, denominata La Buona Scuola, della quale sono state pubblicate le Linee guida all'inizio di Settembre, ha previsto anche una forma di consultazione pubblica, attiva in queste settimane attraverso un sito specifico dedicato. La Buona Scuola consiste in un'ampia riflessione riguardante numerose tematiche,  dalla continuità didattica alle motivazioni degli insegnanti, dalla formazione dei docenti all'inclusione, dalla mobilità alla stabilizzazione massiccia con nuove condizioni restrittive ed altro ancora.

Cosa è previsto in essa per l'inclusione degli alunni con disabilità? Come avevamo segnalato nelle scorse settimane le linee guida si sono soffermate soprattutto sulla carenza di personale specializzato e sul piano triennale di assunzioni, di cui ci siamo occupati più volte. Permangono però anche le criticità segnalate da più parti nel tempo: l'esiguità del numero dei docenti specializzati e specializzandi, il permanere di una precarietà diffusa, il problema della delega al docente di sostegno da parte dei colleghi curricolari, l'inclusione che stenta a decollare e purtroppo talvolta è ostacolata da difficoltà multiple e ricorrenti.

Nel dibattito in corso sono aumentate perciò le proposte varie e rivoluzionarie, che vorrebbero apportare elementi di innovazione in vista del superamento degli aspetti di criticità. Ricordiamo ad esempio la prospettiva di evoluzione dell'insegnante di sostegno presentata da D. Ianes o la volontà di introduzione di cattedre miste palesata da alcuni docenti, perché esse potrebbero favorire i processi di inclusione, garantendo la non discriminazione dei docenti di sostegno, il riconoscimento del ruolo da parte di tutti gli alunni, il venir meno della stigmatizzazione.

Uno dei progetti che ha fatto più discutere è la proposta di legge presentata dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish) e dalla Federazione associazioni nazionali disabili (Fand), che ha previsto una laurea apposita per il sostegno,  con classi di concorso specifiche e, quindi, la permanenza nel ruolo senza possibilità di passaggio all'insegnamento di tipo curricolare per almeno dieci anni.

Tutte queste proposte contengono elementi di interesse, obiettivi migliorativi ma anche aspetti che destano perplessità. Resta da chiedersi in quali condizioni possa davvero crearsi una buona inclusione, se occorra concentrarsi sul problema o, invece, prospettare interventi di contesto. In fondo chi scrive ha sempre sottolineato che le buone leggi ci sono già e che forse basterebbe solo applicarle.

Chi voglia, fino a metà Novembre, può collegarsi al sito messo a disposizione dal governo e portare un contributo per arricchire il dibattito.


APPROFONDIMENTI IN DISABILI.COM:

Scuola e inclusione 

Integrazione ed inclusione

Tina Naccarato