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L’importanza di fare rete tramite sportelli di ascolto: non mancano le famiglie che supportano altri genitori

Nelle ultime settimane abbiamo affrontato il complicato tema delle relazioni necessarie al funzionamento della vita scolastica, da quelle che devono sussistere tra i compagni di classe ai rapporti necessari tra tutti i docenti, dalle relazioni collaborative tra i genitori della classe al sempre più difficile dialogo tra docenti e genitori. Un aspetto che non abbiamo ancora affrontato, però, è quello riguardante i rapporti che spesso si creano spontaneamente tra genitori di alunni con disabilità. A volte tali rapporti nascono perché i loro figli hanno difficoltà o disabilità simili e quindi si incontrano nei centri in cui praticano terapie o altre attività.

A volte sorgono perché incontrano problematiche dello stesso tipo, di carattere burocratico, amministrativo o nel confronto più generale col sistema scuola. Più spesso, negli ultimi anni, capita di incontrarsi virtualmente, sul web, sui social network, in gruppi dedicati frequentati non di rado anche da insegnanti. Si cerca, in qualche modo di confrontarsi, di presentare le difficoltà incontrate. Alcuni pongono delle domande, altri forniscono risposte, in base alla loro esperienza. Si chiede e si fornisce un supporto, talvolta estemporaneo, a volte più continuativo. Non manca chi negli anni si è impegnato davvero molto in questo, fino a creare un vero e proprio sportello di ascolto, mettendo la propria esperienza realizzata negli anni al servizio di chi è alle prime armi. E’ il caso di Stefania, ad esempio, mamma di un ragazzo con disabilità, ormai da diversi anni in prima linea per dare una mano ad altri genitori. Il suo percorso, però, che qui ci racconta, non sempre è stato semplice e nel tempo non sono mancate le incomprensioni. La ringraziamo per la sua testimonianza.

"Sono una mamma di Milano ormai “alle Superiori”, con 3 figli, uno con disabilità cognitiva e di linguaggio. In questi anni, oltre a cercare di capire qualcosa della normativa scolastica, ho anche tenuto diversi sportelli di ascolto per aiutare genitori con ragazzi certificati "alle prime armi". Per alcuni anni siamo state in 3: mamme “esperte” in legge 104, normativa scolastica, legge 170. In pochi casi ho trovato genitori responsabili e collaborativi: li conto sulle dita di una mano. Alcune volte ho accolto genitori arroganti e ben poco pronti a collaborare con le scuole dei propri figli. Spesso nessuno si è affacciato alla nostra porta. Sono andate un po’ meglio le serate di sensibilizzazione, non troppo però. Più volte mi è stato chiesto aiuto economico.
Mi sono anche esposta per alcuni genitori in GLHI, scoprendo poi, purtroppo, che i loro racconti non rispondevano alla realtà. Ho spiegato e rispiegato le regole per ottenere la L.104, il sostegno, l’assistenza e tutta la procedura per la redazione e la condivisione del PEI. Devo ammettere che ben pochi genitori si sono poi rifatti vivi, alcuni avevano richieste assurde, altri non avevano idea dei propri/diritti e doveri.

Oggi scrivo su alcuni gruppi Facebook, sul Forum Associativo e rispondo ai genitori del Centro di Terapia. Da poco ho creato un gruppo in cui vorrei condividere le Buone Prassi, perché ci sono e nessuno ne parla. Passo le mie serate e a volte le nottate a cercare di dare informazioni utili alle famiglie che si trovano per la prima volta a relazionarsi con la Scuola. Noi siamo ormai alle Superiori ed ho imparato a mediare in questi anni, ma ho spesso perso il saluto perché sono diretta e non sempre fornisco le risposte che il genitore vorrebbe. In alcune occasioni ho visto anche scene patetiche a scuola: ragazzi abbandonati a loro stessi perché la famiglia non ammetteva le difficoltà; dirigenti e docenti aggrediti unicamente per aver fatto presente la gestione impossibile del ragazzo e o per aver consigliato un controllo. In compenso si sono affacciati alla mia porta anche docenti di sostegno/curricolari con dubbi, domande e vicende poco piacevoli.

Spero di essere stata di aiuto e conforto a chi, nel bisogno, ha creduto in me. A breve andrò “in pensione” e mi aspetto che altri genitori riescano a fare rete, a passare informazioni, a ricordare non solo i diritti ma anche i doveri. Siamo in tanti, ognuno con esigenze e bisogni differenti. A tutti chiedo: cosa vi aspettate dalla scuola? Quali sono le vostre priorità? Siete in grado di modificare almeno qualcosa? Serve un po’ di coraggio, un po’ di collaborazione e tante alleanze. Dobbiamo essere dalla stessa parte altrimenti non ne usciamo. Spesso mi sento dire: siete stati fortunati, un’eccezione. Non è così, abbiamo collaborato con tutte le scuole, 9 mesi all’anno per 12 anni, fin dal nido. Sono convinta sia stato possibile unicamente grazie alla fiducia reciproca, all’ascolto e all’umiltà di tutti. Anche se abbiamo avuto scontri, momenti di sconforto, abbiamo messo D. al centro e il suo successo formativo ha davvero coinvolto ogni adulto che ha incrociato sul suo percorso."

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Tina Naccarato