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Gli ultimi dati Istat rilevano che gli alunni con disabilità sono ormai oltre 300 mila e mancano ancora tanti docenti specializzati. L’inclusione va avanti ma la strada da fare è ancora tanta

Nei giorni scorsi ci siamo occupati dei recenti dati Istat riguardanti l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Come ogni anno, essi forniscono informazioni molto interessanti sull’evoluzione delle pratiche inclusive nelle nostre scuole che ci consentono opportune riflessioni.

Un dato certamente positivo è che nell’ultimo anno sono nettamente aumentati gli alunni con disabilità che hanno potuto accedere alla DAD e, pertanto, le risposte delle istituzioni scolastiche ai bisogni rilevati hanno avuto efficacia, portando il fenomeno di esclusione ad essere residuale, legato il genere a situazioni di particolare gravità o di importante disagio. Dal report risulta infatti che è stato soddisfatto il 98% delle richieste di dispositivi per seguire le lezioni a distanza.

Anche il numero dei docenti di sostegno è aumentato, parallelamente a quello degli alunni con disabilità, anche se permangono assegnazioni tardive e risulta ancora troppo alto il numero dei docenti non specializzati (circa 65 mila) nonostante il regolare avvio dei corsi di specializzazione degli ultimi anni. A tal proposito, ricordiamo che con apposita nota del dicembre scorso, il ministero ha autorizzato per il triennio 2021/24 l’avvio dei corsi di specializzazione per complessivi 90 mila posti.

Appare ancora troppo bassa la percentuale dei docenti (curriculari e/o di sostegno) che ha partecipato ad opportunità formative ulteriori e che ha interessato circa un docente su quattro; tuttavia questo dato dovrebbe migliorare il prossimo anno, grazie alla massiccia adesione alla formazione di 25 ore per i docenti non specializzati, attualmente in corso.

Cospicuo appare ormai anche il numero degli assistenti all’autonomia e partecipazione, che sono ormai oltre 60 mila. Tuttavia, la loro diffusione sul territorio è ancora molto eterogena e mostra una sorta di “compensazione”: laddove più diffusa, minore pare essere il numero di ore di sostegno assegnate; viceversa, nei territori in cui più esiguo è il loro numero, sembra più alto il numero delle ore di sostegno assegnate.

Il dato più critico che emerge dal report rimane purtroppo legato alle barriere architettoniche e sensoriali: soltanto una scuola su tre risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria, solo il 16% delle scuole dispone di segnalazioni visive per studenti con sordità o ipoacusia, mentre le mappe a rilievo e i percorsi tattili, necessari a rendere gli spazi accessibili agli alunni ciechi e ipovedenti sono presenti solo nell’1 % delle scuole. Da questo punto di vista risulta urgente pensare di rendere in futuro più concreta quella logica di progettazione universale, che deve riguardare non solo l’apprendimento, ma pure gli ambienti, anche materiali, il setting, gli ausili ed i sussidi necessari assicurare la partecipazione, la socializzazione, la relazione, l’apprendimento e, in definitiva, il diritto allo studio di tutti gli alunni e di tutti gli studenti. Nessuno escluso.

APPROFONDIMENTI

Il report Istat

In disabili.com

Precedenti dati Istat

Tina Naccarato

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