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I documenti riguardanti l’inclusione degli alunni contengono dati sensibili e devono essere custoditi in modo molto attento. Chi può accedere ad essi?

L’inclusione scolastica è un processo molto articolato e riguarda aspetti personali e privati di grande rilievo. Per tale ragione, tutta la documentazione relativa agli alunni con disabilità dev’essere cusodita dalle istituzioni scolastiche con grande attenzione e con modalità che assicurino la tutela della privacy e la protezione dei dati sensibili riguardanti gli alunni.

Si tratta di documentazione eterogenea contenente informazioni sia di area medica e sanitaria che di tipo prettamente scolastico ed extrascolastico. L’individuazione dell’alunno con disabilità prevede infatti sia una certificazione in senso stretto che una Diagnosi Funzionale, che vengono consegnate dalle famiglie alle scuole e da cui parte la richiesta delle risorse aggiuntive di cui vi è necessità (docente per il sostegno, assistente ecc.). In base alle norme vigenti segue poi la stesura di un Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e di un Piano Educativo Individualizzato (PEI). La documentazione si arricchisce poi dei verbali degli incontri, di eventuali relazioni di altri esperti e/o specialitsti, di informazioni su percorsi di terapia ecc. Si tratta quindi di molti documenti che si accumulano negli anni e che accompagnano l’alunno nel suo percorso scolastico.

Tale documentazione viene raccolta nel fascicolo personale dell’alunno e viene conservata presso gli uffici di segreteria delle scuole in condizione di sicurezza, in modo da tutelare il diritto alla riservatezza.
Proprio l’esigenza di proteggere informazioni molto importanti fa sorgere, però, a volte, delle situazioni abbastanza paradossali, di cui talvolta raccontano i genitori o i docenti. Non pochi genitori, ad esempio, riportano la difficoltà ad avere una copia dei documenti riguardanti i figli. Altrettanti docenti, poi, dichiarano di non aver accesso ai documenti riguardanti i loro alunni.
Entrambe le situazioni appaiono piuttosto sconcertanti. Com’è possibile che un genitore, nell’esercizio della patria potestà, non possa avere copia di documentazione riguardante i figli? Com’è possibile, parimenti, che un docente non possa prendere visione della documentazione su cui deve basare il percorso di inclusione scolastica? Tutto ciò appare ancora più sconcertanete se si considera che gli uni e gli altri sono non solo sottoscrittori, ma anche autori di alcuni di tali documenti.

La L. n. 104/92 e il DPR del 27/02/94 prevedono che alla Diagnosi Funzionale seguano un PDF e un PEI. Questi ultimi devono essere stilati dal Gruppo di Lavoro operativo per l’integrazione (GLHO). Il GLHO è formato dal dirigente scolastico, dal consiglio di classe, dai genitori dell’alunno con disabilità e dagli operatori delle ASL che seguono il minore, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico. In caso siano previsti, fanno parte del GLHO anche l’operatore socio-sanitaro che segue il percorso riabilitativo dell’alunno, l’assistente per l’autonomia e la comunicazione o il collaboratore scolastico incaricato dell’assistenza igienica. I soggetti che compongono il gruppo, dunque, stilano tutta la documentazione relativa al percorso scolastico dell’alunno e la sottoscrivono. Eppure può capirare che ad essi venga inibita la possibilità di accedere ai documenti da essi stessi redatti.

Che un genitore incontri difficoltà nel momento in cui ne chiede una copia appare del tutto irrazionale, nonchè incomprensibile. Allo stesso modo, aggiungiamo, appare incomprensibile che un docente possa incontrare difficoltà a prenderne visione.
Com’è possibile, ci chediamo, stilare un PDF senza aver consultato e studiato una Diagnosi Funzionale, senza che il GLHO si confronti su di essa? Come produrre un PEI senza conoscere una Diagnosi Funzionale o un PDF? In ultimo, quale dirigente scolastico o quale figura strumentale incaricata potrebbe prevedere qualcosa di così assurdo?
Eppure, da quanto possiamo leggere da più voci sui social network, pare che accada anche questo.


APPROFONDIMENTI

Linee guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità
 

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Tina Naccarato