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I pareri sull’utilità o meno di impegnare i ragazzi in compiti di tipo scolastico durante le vacanze estive sono molto eterogenei. Può essere possibile conciliarli?

Ogni anno, alla chiusura delle scuole, assistiamo a numerosi confronti sui compiti estivi e molto spesso i pareri sono piuttosto discordanti. Da una parte, infatti, si rileva in genere una certa utilità a praticare quanto appreso durante l’anno scolastico; dall’altra, però, si evidenzia anche la necessità che i bambini ed i ragazzi possano vivere un periodo di riposo dedicandosi ad altre attività, prima di affrontare un nuovo anno scolastico.

Come conciliare, dunque, questi due aspetti? Quali attività possono consentire un adeguato esercizio sul lavoro svolto, senza però condizionare o limitare il diritto al riposo degli alunni? Anche nelle scuole i pareri sono spesso divisi e il più delle volte si ancorano ad alcune posizioni piuttosto differenti.

Molto spesso, a fine anno scolastico, i docenti, soprattutto per i più piccoli, consigliano un libro delle vacanze, vale a dire un testo contenente esercizi di vario genere sulle varie discipline studiate. A volte i testi sono addirittura due, poiché spesso gli esercizi di Inglese sono contenuti in un volume apposito. Su questa scelta i pareri, anche delle famiglie sono molto divisi, poiché si tratta in genere di un vero e proprio percorso di ripasso abbastanza impegnativo. La struttura di alcuni testi, tuttavia, può consentire anche un approccio ludico, centrato sul gioco e sul divertimento attivo (tappe, indizi per proseguire, enigmistica ecc.), come ad esempio in alcune proposte Erickson per la Scuola Primaria.

Un altro tipo attività che spesso i docenti propongono e che ci sentiamo di condividere, vuole andare in direzione delle competenze acquisite e in acquisizione, utilizzando, in genere in accordo con le famiglie, i contesti reali ed eterogenei che gli alunni sperimentano nel periodo estivo. Si tratta in questo caso di compiti ti tipo concreto riconducibili ad un approccio didattico basato su compiti di realtà. I più piccoli, ad esempio, dopo aver studiato il reticolo, possono utilizzare la mappa di una città che andranno a conoscere, scegliendo i luoghi da visitare e poi il percorso concreto da effettuare. Anche più semplicemente facendo la spesa è possibile praticare molti apprendimenti, dalle equivalenze al calcolo, dalla lettura all’utilizzo del denaro ecc. Oppure in casa i bambini possono cimentarsi nella preparazione di un dolce o nella costruzione di un gioco e così sperimentare l’utilità di un testo regolativo, di una ricetta o di un libretto di istruzioni, mettendo in gioco, anche trasversalmente, numerose competenze. Per preparare un dolce occorre infatti leggere, pesare, mescolare, manipolare, seguire la procedura per l’accensione corretta del forno ecc. Si tratta in questo caso di attività che consentono di fare pratica concreta delle conoscenze acquisite in maniera costruttiva e divertente. Necessitano però di tempo e della presenza di un adulto nel ruolo di esperto e facilitatore.

Un’altra attività molto consigliata dai docenti e spesso accolta con molto favore sia dagli alunni che dalle loro famiglie è la lettura e, con essa, la frequentazione estiva di biblioteche e librerie, anche con la finalità di scegliere in prima persona i testi da leggere. Molto spesso, comunque, i docenti suggeriscono una serie di testi adeguati all’età dei giovani lettori, tra i quali questi ultimi possono scegliere liberamente. Anche le biblioteche di Bologna, ad esempio, ogni anno si cimentano nella selezione di una serie di proposte di letture estive per gli alunni di scuola primaria e secondaria.

Non manca, infine, anche tra i docenti, chi sostiene che i bambini ed i ragazzi durante l’estate debbano concentrarsi su attività altre, sulle esperienze varie che questa stagione consente, sulla socialità, sulla cura delle amicizie e della famiglia. Certamente, conveniamo, questo dev’essere uno degli impegni prioritari dei nostri ragazzi nelle torride estati italiane, anche se accompagnata dal libro delle vacanze o da altre attività riconducibili all’esperienza scolastica.

E gli alunni con disabilità?

L’essenziale è che ciascuna esperienza sia adeguata alle specificità dei singoli, alle conoscenze ed alle competenze acquisite o in acquisizione, allo sviluppo peculiare di ciascuno, alle diverse intelligenze, alle possibilità, con modalità consone. Se il livello di sfida è adeguato, infatti, i più giovani si mostrano in genere motivati e partecipi, anche sotto l’ombrellone.

APPROFONDIMENTI

Alcune proposte di letture estive

In disabilicom

Alcune proposte di lettura per gli alunni con disabilità

Software e cataloghi dedicati per facilitare la lettura


Tina Naccarato


Photo credit: alex.ragone on Visual Hunt / CC BY-NC-SA

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