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Mancano migliaia di insegnanti e però molti specializzati non lavorano, partono nuovi ricorsi, il decreto per la continuità dei precari non è stato pubblicato

 

Già nei giorni scorsi abbiamo evidenziato come l’anno scolastico sia iniziato con una significativa carenza di docenti di sostegno. Le misure attivate dal Miur non sembrano essere sufficienti a garantire un miglioramento della situazione. Vi sono docenti specializzati e non assunti perché non inseriti nelle graduatorie utili all’immissione in ruolo, mentre il numero degli specializzandi appare del tutto insufficiente.

A ciò si aggiungono altre problematiche che rendono la situazione ancora più complessa.

CONFERMA DEL DOCENTE DELL’ANNO PRECEDENTE – Il D. Lgs n. 66/17 ha previsto la possibilità, per le famiglie, di richiedere al dirigente scolastico la conferma del docente precario dell’anno precedente. Questa richiesta, però, a quanto pare non avrà voce in quest’anno scolastico, poiché non è stato ancora pubblicato il decreto che rende operativa la disposizione. Tale decreto è però necessario, poiché, per attuare il provvedimento, bisogna modificare il regolamento delle supplenze e questo non è affatto semplice. Il 20 Settembre il testo ha avuto il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e sono previsti altri passaggi prima della sua pubblicazione. Sempre nel D. Lgs. n. 66/17 leggiamo che al fine di garantire la  continuità  didattica  durante  l'anno scolastico, si applica l'articolo 461  del  testo  unico, D. Lgs n. 297/94. Tale articolo prevede di non dare luogo a spostamenti di personale dopo il ventesimo giorno dall'inizio dell'anno scolastico, anche se riguardano movimenti limitati all'anno scolastico medesimo e anche se concernenti personale delle dotazioni organiche aggiuntive. Essendo giunti ormai al 21 settembre, dunque, il personale già incaricato non potrà più essere spostato e, pertanto, pare alquanto improbabile che molte richieste delle famiglie potranno trovare risposta.


DOCENTI SPECIALIZZATI NON ASSUNTI – Si registrano anche non poche situazioni paradossali. Non manca infatti chi fa notare che numerosi docenti specializzati sono ancora a casa e non hanno ancora avuto una nomina dalle scuole, mentre, invece, molti docenti privi di titolo hanno avuto un incarico. Inoltre, una nota ministeriale prevede che le domande di messa a disposizione debbano essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria di istituto e per una sola provincia. Il docente specializzato, però, è generalmente iscritto in una graduatoria e perciò, pur possedendo il titolo, nel caso non lavori non può mandare disponibilità nelle scuole di altre province, sottraendo ad esse la disponibilità di risorse formate. In definitiva, dunque, c’è grande penuria di docenti specializzati e però, paradossalmente, quelli che ci sono potrebbero non lavorare.
Il presidente del Movimento Insegnanti di Sostegno Specializzati (Misos)  E. Ciracì, in un’intervista rilasciata ad Avvenire, sottolinea l’urgenza di stabilizzare i docenti precari specializzati, intrappolati nelle graduatorie di istituto che, considerando anche i futuri specializzati, ammontano a circa 14mila, in modo da garantire agli alunni con disabilità il diritto alla continuità didattica. Una continuità che, in questo caso, diverrebbe strutturale e non affidata, su richiesta delle famiglie, ad una precarietà costante di personale non specializzato.


RICORSI AI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI – A tutto questo si aggiunge un problema ormai onnipresente a inizio anno scolastico: le ore di sostegno assegnate non sufficienti, non adeguate alla situazioni, non rispondenti alle indicazioni del Piano Educativo Individualizzato. Le famiglie, ancora una volta, ricorreranno ai giudici per veder riconosciuti i diritti dei propri figli. L’ANIEF, ricordiamo, anche quest’anno porterà avanti l’iniziativa Sostegno: non un’ora di meno. Il Presidente M. Pacifico, in una lettera rivolta alle scuole e alle famiglie così scrive: l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni … I genitori potranno richiedere la documentazione utile per la proposizione del ricorso scrivendo a sostegno@anief.net.

APPROFONDIMENTI

Nord senza 10 mila docenti di sostegno
 
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Tina Naccarato


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