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L'anno scolastico inizia con vecchi e nuovi problemi: molti i ritardi e gli errori procedurali

In questa settimana si sono aperti i cancelli di tutte le scuole d'Italia, ma in molti casi è ancora in atto una vera e propria corsa per consentire l'avvio dell'anno scolastico. Oltre agli errori segnalati nella mobilità, si registrano numerose altre difficoltà di non facile risoluzione, che renderanno certamente l'inizio dell'anno scolastico piuttosto problematico. In primo luogo occorre evidenziare che il 20% delle istituzioni scolastiche non ha un dirigente: significa che esse saranno assegnate in reggenza a dirigenti di altre istituzioni scolastiche, i quali saranno costretti ad improvvisare un carico di lavoro enorme per assicurare lo svolgimento del lavoro ordinario. Eppure, con la buona scuola,  ai dirigenti è richiesto anche di selezionare i docenti ed assegnarli alle classi in base alle specificità di queste ultime. Poco importa che i reggenti possano conoscere ben poco di esse.

Non solo. Si assiste, soprattutto nelle regioni del nord, ad una vera e propria emergenza determinata dalle assenze dei docenti. Questi ultimi, trasferiti da un algoritmo e non di rado per errore in territori molto distanti e non richiesti, in numerosi casi stanno ricorrendo non solo alla mobilità annuale, ma anche ad ogni forma di congedo ed aspettativa prevista, anche non retribuita, pur di non abbandonare la propria famiglia. Il Codacons ha annunciato una class action in difesa del diritto allo studio dei ragazzi.

Non basta. Le immissioni in ruolo sono state posticipate a metà settembre e in queste ore sono ancora in corso, a lezioni iniziate. I tempi sono stati strettissimi e però le procedure legate ad esse sono molteplici, con la conseguenza di numerosi errori, a cominciare dalla mancanza di posti negli ambiti scelti dai docenti in sede di convocazione e le conseguenti difficoltà nella chiamata diretta.

Nel sostegno si incontrano numerose altre problematiche. Oltre alla carenza ormai cronica di docenti specializzati, soprattutto nelle regioni del nord, molti insegnanti specializzati non hanno superato l'ultimo concorso  e, pertanto, non potranno essere stabilizzati. Non potranno garantire, cioè, continuità didattica agli alunni. Altri, invece, non hanno potuto partecipare al concorso, perché il corso di specializzazione si è concluso dopo il suo avvio. Oltre 6 mila docenti specializzati, pertanto, inseriti nelle graduatorie per le supplenze, hanno rivendicato l'immissione in ruolo di tutti i docenti specializzati alle attività di sostegno, al fine di garantire continuità didattica agli alunni.

Inoltre, i ritardi ed i posticipi nelle operazioni precedenti, dalla mobilità alle immissioni in ruolo, stanno comportando ritardi nelle convocazioni annuali, che saranno presumibilmente assegnati fino all'avente diritto e poi riassegnati nei prossimi mesi.

Esiste la possibilità della cosiddetta messa a disposizione, con cui docenti in possesso di specializzazione ma non presenti nelle graduatorie delle scuole, inviano ad esse la propria candidatura e possono essere chiamati a ricoprire una cattedra temporanea. In base alla L. 104/92, infatti, il personale in possesso di specializzazione ha priorità nel conferimento di incarichi sul sostegno, anche se non incluso nelle graduatorie. Quest'anno, però, la nota n. 24306/16  evidenzia che le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria di istituto e per una sola provincia. Ciò pare indicare che se un docente è iscritto in una graduatoria dalla quale non riesce ad avere un incarico per mancanza di posti, non può mandare messa a disposizione altrove, pur essendo in possesso della specializzazione. Perché questo limite? Perché inibire il diritto degli alunni ad avere in classe docenti in possesso del titolo e impedire a questi ultimi di lavorare?
L'amministrazione, dunque, in vario modo ha prodotto documenti che appaiono incomprensibili e davvero poco attenti all'inclusione ed alla continuità didattica.

I ragazzi, tutti i ragazzi, si apprestano ad affrontare un nuovo anno scolastico. Può essere che trovino tutti i docenti, curricolari e di sostegno. Può essere che alcuni di essi a breve siano riassegnati altrove provvisoriamente; altri potrebbero essere spostati a seguito degli esiti dei numerosi contenziosi legati alla mobilità. Molti docenti lavoreranno su posto di sostegno senza  possedere il titolo di specializzazione, altri, che invece lo possiedono, forse non potranno lavorare perché inseriti in graduatorie di altri territori.

Sarà garantito il diritto allo studio? Ci saranno risorse sufficienti? Sarà assegnato un numero di ore adeguato? Ricordiamo che per le situazioni di gravità è previsto il cosiddetto rapporto 1:1 e che, in caso di assegnazione di un numero di ore inadeguato è possibile fare richiesta di posti in deroga. Di questo ci occuperemo nei prossimi giorni.

APPROFONDIMENTI

Inizio scuola nel caos
 
In disabili.com

Pochi docenti di sostegno
 
Tina Naccarato