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L’inclusione scolastica è un processo complesso con azioni sinergiche: nel lavoro del docente è centrale la progettazione didattica
Il lavoro del docente è diventato nel tempo sempre più complesso, perché nel tempo più complessa è diventata l’organizzazione del sistema scolastico, perché complessi ed eterogenei sono apparsi nel tempo i bisogni formativi degli alunni. La letteratura scientifica di riferimento ha fornito innumerevoli contributi in merito alle diverse intelligenze, agli stili di apprendimento e cognitivi, all’intelligenza emotiva, al valore dell’empatia.

Negli studi più recenti emerge con forza l’inalienabilità della specificità di ogni singolo individuo, che deve trovare nei contesti possibilità di cittadinanza e di espressione, di riconoscimento precipuo. Appare chiaro che la progettazione didattica non può non tener conto di tutto questo e che in essa il concetto di inclusione deve essere centrale, per consentire a ciascun alunno di raggiungere il più suo più alto livello di successo formativo possibile.

La progettazione inclusiva, pertanto, non è e non dev’essere una mera esigenza in presenza di alunni con disabilità o di altri bisogni educativi speciali. Si tratta invece di un’esigenza costante, di un impegno proprio di ogni docente, che riguarda la progettazione di tutte le classi in cui opera.

Ai fini di tale approccio progettuale diventa allora centrale un’attenta osservazione che accompagni ogni momento della vita scolastica, dal momento diagnostico alla progettazione didattica, alla verifica, alla valutazione, nonché alla documentazione. E’ proprio grazie all’osservazione sistematica e non improvvisata, infatti, che è possibile individuare con precisione i bisogni educativi e didattici, in ultimo formativi, degli alunni.

Nella predisposizione di una progettazione inclusiva è fondamentale creare un ambiente di apprendimento accogliente e favorevole al successo formativo di ciascun alunno, nel pieno rispetto dei differenti stili di apprendimento, valorizzando le diversità e le potenzialità di ciascuno e ponendo importante attenzione alle fragilità di tutti.

E’ anche importante avere piena consapevolezza che nella progettazione didattico-educativa gli elementi di individualizzazione e personalizzazione non sono e non devono essere meramente riferiti agli alunni con disabilità, con DSA o con altri bisogni educativi speciali, ma devono riguardare tutti gli alunni, in relazione ai bisogni di ciascuno. In assenza di una specifica certificazione, infatti, è possibile comunque prevedere percorsi di individualizzazione e personalizzazione grazie al DPR n. 275/99 e alla L. n. 53/03.

Nelle classi inclusive ogni alunno è risorsa significativa all’interno del gruppo classe e le sue competenze possono divenire importante strumento di tutoraggio nelle pratiche del lavoro scolastico. In tale ottica è importante individuare gli alunni con disabilità come risorse rilevanti, sia per il contributo che essi portano, come gli altri alunni, in relazione alle specifiche potenzialità, all’interno dei gruppi classe, sia perché consentono di occasionare importanti momenti di crescita personale ed umana per tutti gli alunni, chiamati a percorrere insieme un itinerario di accettazione e valorizzazione delle diversità.

Progettare le attività didattiche inclusivamente significa proporre attività flessibili e ricche, con metodologie eterogenee e attente ai bisogni di ciascuno, con strumenti, materiali e mediatori funzionali e necessari alle peculiari necessità.

Significa entrare in classe con una cassetta degli attrezzi piena di opulenze, con cui imbandire un abbondante banchetto di apprendimento, che possa rispondere alla fame di sapere di ciascun alunno, in base alle specifiche esigenze, ai puntuali appetiti, ai modi e alla possibilità di nutrirsi in direzione della vita adulta.

APPRODONDIMENTI

Progettazione inclusiva

In disabili.com

Progetto di vita

Tina Naccarato

 

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