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disegno di una scuola Sempre più spesso le politiche di austerity mettono a rischio i diritti delle persone disabili, compreso quello all’educazione e all’istruzione

La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità afferma che gli Stati Parti riconoscono il diritto all’istruzione delle persone con disabilità . Nell’articolo 24 si sottolinea che essi devono garantire un sistema di istruzione inclusivo ed un apprendimento continuo per tutta la vita, finalizzato  al pieno sviluppo della personalità e del potenziale umano.

Per attuare tale diritto, gli Stati Parti devono assicurare che le persone con disabilità non siano escluse dal sistema di istruzione, che possano accedere ad essa in uguaglianza con gli altri, che venga fornito un accomodamento ragionevole in funzione dei bisogni di ciascuno e che ricevano il sostegno personalizzato necessario, per agevolare la loro effettiva istruzione e integrazione.

Gli Stati Parti devono garantire l’acquisizione di competenze pratiche e sociali che facilitino la piena ed uguale partecipazione al sistema d’istruzione ed alla vita della comunità . Devono perciò adottare misure adeguate per agevolare l’apprendimento ed impiegare insegnanti e dirigenti qualificati, la cui formazione dovrà includere la consapevolezza della disabilità e l’utilizzo di modalità , mezzi, tecniche e materiali didattici adatti alle persone con specifiche disabilità . Coerentemente, la Strategia Europea sulla Disabilità 2020 sottolinea che i sistemi educativi devono rispondere alla diversità e garantire la piena inclusione di tutti gli studenti.

La Convenzione è stata ratificata dall’Unione Europea e singolarmente da quasi tutti i suoi Stati Membri, compresa l’Italia. Essa è diventata perciò un punto di riferimento nei diversi Paesi europei per il diritto all’istruzione delle persone disabili. Sono infatti proprio gli Stati che, attraverso le politiche e l’investimento di risorse dedicate, devono garantire l’accesso all’istruzione, la qualità del sistema scolastico e la rete dei servizi che possano mettere lo studente in condizione di giungere al successo scolastico e sociale.

Lo scenario odierno è però determinato dalla crisi economica mondiale, che ormai sembra prevalere sul rispetto dei diritti umani. La parola d’ordine, sempre più spesso, è risparmio. Un risparmio che considera le spese per il welfare improduttive e quindi da ridurre. Così, in questi ultimi anni, anche gli Stati che hanno ratificato la convenzione ONU hanno ridotto sempre più gli interventi a favore delle persone con disabilità . Molto spesso, perciò,  l’uguaglianza è diventata una questione di costi. Eppure, i diritti non si possono comprimere.

L’Italia, purtroppo, non si discosta da tutto questo e, quindi, anche nel nostro Paese, è sempre più a rischio la stessa integrazione scolastica. Forse anche per questo, il 3 Dicembre, giornata dedicata ai diritti delle persone disabili, è stato dedicato ampio spazio alla questione della qualità della scuola.


APPROFONDIMENTI


Obiettivo Strategico Education and Training 2020

Agenzia Europea per lo Sviluppo dei Bisogni Educativi Speciali


In disabili.com


Studenti disabili svantaggiati in tutta Europa

Scuola dell’integrazione e dell’inclusione: a che punto siamo?


Tina Naccarato