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Il 16 dicembre 2002 a Mestre (VE) si è tenuto uno dei più importanti meeting sull'accessibilità , la cui importanza si può definire storica.
Per la prima volta, a livello europeo, è stata presentata una proposta di legge che obbliga i siti pubblici e di pubblica utilità a seguire  le linee guida del W3C, recepite dalla Comunità Europea e dalla Pubblica Amministrazione Italiana, ma non ancora soggette a normativa.
E' un importante passo avanti che consentirà ai portatori di handicap di accedere alle informazioni presenti nei siti Internet, ma non solo, potrebbero aprirsi nuovi sbocchi professionali proprio per le persone con disabilità , ed è su questo aspetto che ci vogliamo soffermare.
Per comprendere meglio questa nuova realtà abbiamo intervistato Roberto Scano, presidente di IWA/HWG.

Fino ad oggi la persona non normodotata era speso relegata ad attività lavorative marginali, per cui non era prevista alcun tipo di professionalità specifica. L'eliminazione delle barriere elettroniche, invece, consentirà anche ai disabili di operare sui siti Internet, di acquisire competenze e di fare delle loro limitazioni un punto di forza e di necessità per le aziende.
Secondo lei, con questa nuova proposta di legge che obbliga i siti di pubblica utilità ad essere accessibili, potranno esserci delle possibilità di lavoro per i disabili?
Certamente. La proposta di legge presentata dagli On. Campa e Palmieri è la prima nella Comunità Europea nel suo genere, in quanto non si limita al  recepimento del progetto eEurope 2002 (ossia l'accessibilità dei siti Internet delle pubbliche amministrazioni) ma obbliga le pubbliche amministrazioni ad utilizzare sistemi di sviluppo e navigazione che siano anch'essi accessibili consentendo al lavoratore con disabilità di poter operare direttamente nell'inserimento di contenuti.
Purtroppo attualmente il lavoratore disabile viene "ghettizzato" in lavori come centralinista (nel
caso dei non vedenti) e quindi non sfruttando le capacità personali dei singoli individui.

Quali, secondo lei, potrebbero essere le opportunità professionali ?
Un utente con disabilità potrà partecipare alla composizione dei contenuti dei siti Internet, operare sulla rete intranet aziendale per la ricerca, visualizzazione e modifica di documenti.
Grazie a studi effettuati dalla Fondazione Ugo Bordoni con la quale come IWA/HWG collaboriamo per la promozione dell'accessibilità , abbiamo potuto avere un'immagine pressoché completa delle problematiche relative alle diverse disabilità che consentono di individuare i settori di lavoro più adatti per gli utenti con disabilità .
E' comunque necessario chiarire che se i servizi Internet (sia in consultazione che in sviluppo) rispettano le raccomandazioni del W3C qualsiasi utente con disabilità può operarvi utilizzando appositi programmi (come ad esempio i lettori vocali, gli "ingranditori" del contenuto dello
schermo, ecc.).

A livello di formazione, quali sono i percorsi?
Questo attualmente è un tasto dolente. Di fatto l'AIPA ha avviato dei percorsi formativi per esperti di accessibilità (maggiori informazioni sono disponibili nel portale italia.gov.it) mentre gli sviluppatori solo ora cominciano a comprendere l'interesse per l'argomento e sono soprattutto autodidatta che ricercano contenuti nella rete dai quali ottenere informazioni utili.
Per tale motivo come IWA/HWG abbiamo avviato webaccessibile.org, portale informativo dove esperti di accessibilità portano le loro esperienze e contributi e stiamo collaborando con la
Fondazione Ugo Bordoni al portale webxtutti.it, punto di riferimento della pubblica amministrazione per l'accessibilità dei siti Web.
Come IWA/HWG stiamo definendo a livello internazionale dei piani di formazione "standard" in modo da poter rilasciare delle attestazioni di professionalità : il tutto online tramite http://italia.eclasses.org.
E' però necessario che siano definiti anche dei percorsi formativi in centri di formazione sia per gli
sviluppatori di siti, che per gli operatori che si occupano dei contenuti.

Secondo lei il disegno di legge si limiterà solo alla pubblica amministrazione o anche le società private?
Il disegno di legge si limita ai siti pubblici e di pubblica utilità e raggiungere tale scopo sarebbe già una grande vittoria per l'accessibilità del web.
Certamente è però chiaro che un sito accessibile è un beneficio per tutti, anche per le aziende private, considerando che seguendo le raccomandazioni del W3C per l'accessibilità il sito Web diventa più facilmente navigabile anche dagli utenti normodotati, agli utenti tecnologicamente svantaggiati e consente la navigazione anche agli utenti con disabilità potendo quindi accontentare il 100% dei visitatori: sarebbe quindi anti-commerciale per un'azienda che effettua vendita online, ad
esempio, non adeguare il proprio sito Web.

Quali interessi, vantaggi, ne avrebbero le aziende private soprattutto dopo la sentenza della corte federale della Florida che ha respinto l'accusa contro il sito inaccessibile "Southwest.com"?
Questo caso, che purtroppo non sarà l'unico, dimostra la mancata conoscenza della problematica dell'accesso ad Internet ed ai suoi contenuti da parte dell'autorità che dovrebbe garantire i diritti dei cittadini.
Di fatto è necessario far comprendere che il mancato accesso alle informazioni pubbliche e di pubblica utilità ad un utente con disabilità è paragonabile a porre una "barriera architettonica" che impedisca l'accesso in un luogo a cui è necessario accedere per usufruire dei servizi.
Tornando alla nostra normativa, ben diversa da quella americana, nel caso del progetto di legge di Campa e Palmieri questo non sarebbe successo visto che la compagnia aerea è un servizio di pubblica utilità e quindi - se la proposta di legge dovesse essere approvata - dovrebbe adeguarsi alle linee guida dell'accessibilità definite dal World Wide Web Consortium nate per garantire a chiunque di accedere ai contenuti della rete con qualsiasi tecnologia o con qualsiasi disabilità .