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carrillon aperto visto nel dettaglioL’ausilio è stato presentato in occasione di Hackability a Torino

 

La maggior parte di noi pensa che per i ciechi camminare sia un gesto naturale e spontaneo. Ma le cose, purtroppo, non stanno così. E imparare a muoversi, soprattutto per chi non vede dalla nascita, significa lottare contro un radicato istinto che spinge a restar fermo chi si trova al buio. Per questo, sono nati tutta una serie di ausili che – con l’aiuto di ultrasuoni, sensori di movimento e stimoli sonori – favoriscono il graduale recupero o apprendimento della motilità.

 

Uno di questi ausili è Movitron, un “carillon” musicale che si attiva ad ogni passo e che geolocalizza in base agli ostacoli individuati, ovvero una scatolina che intercetta il movimento del bambino grazie a un sensore, incoraggiandolo a continuare a muoversi tramite la riproduzione di musica. Il progetto, nato nell’ambito di Hackability, gara non competitiva in cui designer, creativi e disabili hanno unito le forze per realizzare ausili tecnologici a basso costo, ha l’obiettivo favorire l’apprendimento della mobilità per bimbi non vedenti o con deficit cognitivi, di poter essere un aiuto vero per i più piccoli ad orientarsi nello spazio.

 

Oggetti simili sono in uso nei centri specializzati ma Movitron, grazie all’utilizzo di hardware e software open source, è piccolo e funzionale ed estremamente facile da realizzare. “Appena il dispositivo viene acceso, – hanno spiegato gli sviluppatori – un sensore a ultrasuoni scansiona le dimensioni della stanza, che vengono enunciate da un sintetizzatore vocale incluso nel carrillon. Quindi, il sensore manda un impulso che torna indietro ogni volta che incontra il corpo del bambino, che viene incoraggiato a muoversi da un lettore mp3 che fa partire dieci secondi di musica ogni volta che l’impulso torna alla macchina. Con una opportuna programmazione del sensore, dunque, si può fare in modo che la musica parta ogni volta che il piccolo paziente percorre un tot di centimetri”.
Il prossimo step sarà collegare il dispositivo a sensori applicati alle scarpe del bambino, in modo che sappia distinguere se stia camminando, piuttosto che gattonando o trascinandosi sul pavimento.

 

Presto il progetto sarà disponibile, gratuitamente e sotto licenza Creative commons, sul sito web dedicato ad Hackability. In questo modo, grazie anche agli esigui costi di realizzazione, chiunque potrà riprodurlo utilizzando una stampante 3D e una macchina taglio laser.


PER INFORMAZIONI:

 Hackability Torino


IN DISABILI.COM:

 

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Alessandra Babetto