Menu

Tipografia
logo di exposanità   La fiera della sanità , dell'accessibilità ma soprattutto dei servizi

A poco più di un mese di distanza dall'inizio dall'edizione 2010 della grande fiera di Exposanità abbiamo intervistato per voi Piero Proni, project manager della manifestazione, per farci anticipare qualche curiosità sull'esposizione di quest'anno.

Siamo con Piero Proni, project manager di Exposanità , con l'avvicinarsi della fiera vogliamo fargli qualche domanda proprio per prepararci meglio a quello che ci aspetta.
Signor Proni, nel sottotitolo di Exposanità compare la parola "servizio", ci spiega meglio il significato?

Exposanità è l'Unica manifestazione fieristica in Europa, ma forse nel mondo, che nel sottotiolo ha voluto inserire nel sottotitolo questa parola "sevizi". Lo scopo e motivo è duplice, innanzitutto perché completa il significato possibile di un evento come è appunto una manifestazione fieristica, ma soprattutto perché nei confronti di un settore come quello della sanità e dell'assistenza non può una manifestazione fieristica limitarsi ad avere un ruolo, che per altro è essenziale, di carattere economico-mercantile, ma deve anche cercare di svilupparsi in termini di servizio ai settori ai quali si rivolge. Potrei per analogia fare una piccola citazione: la Costituzione italiana è l'unica costituzione al mondo nella quale appare la parola "solidarietà ", ecco, Exposanità è l'unica fiera al mondo nella quale appaia la parola servizi.

Quindi, Exposanità fiera unica nel suo genere, possiamo dire senza paura di far torto a nessuno, perché a suo parere non esiste in Italia un'iniziativa concorrente ad Exposanità ?
Sarebbe banale che io dicessi "perché noi siamo i più bravi". Direi che ci sono alcune ragioni, la prima innanzitutto che noi avemmo l'intuizione di far nascere una manifestazione fieristica dedicata all'inizio alla struttura ospedaliera, che allora assorbiva circa il 65% della spesa sanitaria italiana, e poi via via evolvere questa manifestazione più verso territorio, che oggi assorbe il 65% della spesa sanitaria e assistenziale. Unica probabilmente perché abbiamo individuato fin dall'inizio una linea di filosofia della manifestazione che non tendeva a cercare di offrire un contributo/servizio al settore nella dimensione di carattere medico scientifica ma una manifestazione fieristica che tentasse di aiutare a risolvere il nodo vero della sanità e dell'assistenza, nel nostro paese come anche in ogni altro paese, che il nodo di carattere economico, organizzativo e strutturale. Il problema vero nella sanità e nell'assistenza non è mai la capacità tecnica di poter risolvere i problemi ma sempre la possibilità economica ed organizzativa di inserire le soluzioni all'interno dei problemi.
Il terzo motivo, anche se può essere criticabile, è perché, rispettosi di quella parola "servizi" del sottotitolo, abbiamo cercato di mettere nell'organizzazione di questa manifestazione, oltre che un po' di esperienza e un po' di professionalità , anche il cuore. Questa, lo dico sempre ai mie collaboratori, è una delle componenti fondamentali di questa nostra impresa.
Questi forse sono i tre motivi principali per i quali Exposanità è stata in questi anni l'unica iniziativa italiana in questo settore e, aggiungo, la seconda per importanza in Europa.


AUDIO DELL'INTERVISTA


Abbiamo parlato di tecnologia e di sanità , ma Exposanità è anche cultura. Fin'ora con il titolo "Come ti vorrei" avete affrontato i temi dell'accessibilità , del design e dei trasporti, quale tema solleverà in particolare, dal punto di vista dello stimolo culturale proprio, quest'edizione 2010?
Ricordo quando facemmo nascere la prima operazione, quando decidemmo che la torre di Pisa dove essere inclinata con una pendenza del 7%, quindi lamentammo che la torre di Pisa fosse troppo poco pendente, perché se avesse avuto la pendenza giusta le persone in carrozzina avrebbero avuto la possibilità di salire sulla torre di Pisa, era ovviamente una provocazione nella quale cercavamo di mettere anche un po' di ironia. Su questa linea di tendenza abbiamo continuato con le proposte degli anni successivi che lei ha citato.
Quest'anno vorremmo parlare di una tematica che spesso viene affrontata in un modo eccessivamente tecnologico: una casa che sia tecnologicamente assistita per rendere più agevoli li condizioni di vita di chi la abita. Anche in questa edizione di questa mostra "Come ti vorrei" cercheremo di interpretare questa cosa con un taglio un po' leggero e un po' spiritoso.
È impossibile organizzare in questi casi delle iniziative che lascino intravedere quale sia la soluzione migliore in assoluto. Chiunque abbia questa presunzione è destinato poi ad essere criticato perché non si raggiunge l'assoluto in queste proposte. Noi cerchiamo di affrontare queste tematiche con un'apparente superficialità ma cercando di stimolare l'attenzione di quanti operano per il settore e di quanti sono protagonisti del settore.

A proposito di domotica e di accessibilità che lei ha appena citato, una domanda un po' più generica, uno spunto in più al di la della fiera: cose ne penserebbe se ci fossero incentivi statali per gli ausili per i disabili? Come la vede?
Stabilire sulla base di quali criteri vengano individuati i settori oggetto di queste attenzioni da parte della Pubblica Amministrazione e da parte dello Stato, francamente credo che sia un'impresa molto ardua; personalmente ritengo che si parta più dalle esigenze delle imprese che realizzano prodotti o tecnologie piuttosto che dalle esigenze degli utilizzatori e dei cittadini. Io credo che potrebbe essere una cosa importante però non vorrei che soluzioni temporanee, effimere nella loro struttura, inibissero poi la possibilità di risolvere pressoché definitivamente una problematica che rispetto a questi ambiti insiste ormai da moltissimi anni. Cito solo una parola: il nomenclatore tariffario; io credo che si debba mettere mano al sistema nel suo complesso più che agire in modo puntiforme ed episodico in un momento che poi rischia di diventare un momento di euforia e poi di lasciare tutto come sta. Io credo che il rapporto fra Stato, Amministrazione Pubblica e cittadino debba essere stabilito con una sostanziale stabilità . Sarebbe ora che il nostro Stato cominciasse a pensare seriamente alla difficoltà di mettere a disposizione di persone che ne abbiano necessità beni, prodotti, tecnologie, attrezzature, sistemi e servizi che siano veramente adeguati alle esigenze. Non teorizzo un'assistenza totale perché non si può dare tutto a tutti però io credo che una qualche soluzione intermedia che veda un rapporto di tipo pattuale tra lo Stato e il cittadino possa essere introdotto.

Appuntamento a tutti dal 26 al 29 maggio ad Exposanità a Bologna.


PER APPROFONDIRE:

Il nostro speciale Exposanità 2010

Il sito di Exposanità


Alessandra Babetto