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ruota scomponibileUn modello scomponibile per un trasporto più agevole. Il prototipo, brevettato, è un’idea tutta italiana, con potenziali sviluppi di mercato globali. Le aziende, però, al momento temporeggiano

È la storia di un progetto nato per venire incontro a chi, in sedia a rotelle, si trova a viaggiare in aereo e non vuole lasciare la carrozzina nella stiva. Uno studio di quattro giovani ingegneri, che creano e brevettano un prototipo. L’invenzione si aggiudica un riconoscimento nazionale. Eppure, raccontano i progettisti, le aziende contattate si sarebbero dette ancora non pronte a produrre il modello su vasta scala. È la storia della ruota scomponibile per sedia a rotelle e trasportabile nel bagaglio a mano. Una ruota in cerca di “adozione”.

ruota scomponibile componentiChiuso in un trolley, il prototipo si mostra come un insieme di spicchi semicircolari, da collegare tra loro. Sotto l’aspetto tecnico, più nel dettaglio, si compone di quattro razze, di un mozzo, e di una ghiera di serraggio. La tenuta globale è data dal mozzo e dalla ghiera, che stringe le razze creando un blocco unico. La solidità è garantita dal superamento di test a norma di legge. «Abbiamo cercato di costruire la ruota in modo tale che una persona, da sola, possa montarla e smontarla», descrive Davide Fregonas. Ingegnere biomedico, fa parte del team di sviluppo del progetto assieme a Niccolò Bellandi, Mirco Fredducci e Cosimo Crocchini.

Un gruppo tutto toscano, costituitosi intorno all’anno 2008, ancora all’epoca dell’università. «L’idea in sé e per sé è arrivata da una persona paraplegica – continua Fregonas - Come provocazione ci ha fatto notare che l’uomo da tempo va sulla Luna, eppure mettere nella cabina di un aereo una carrozzina è tuttora difficile, perché in genere non rientra nelle specifiche di dimensioni e peso del bagaglio a mano. Il pensiero di riporre la sedia a rotelle nella stiva può preoccupare il suo proprietario, per il timore di ritrovarla con qualche danno al momento del ritiro, o peggio, di smarrirla. Per un disabile che non può muoversi, la carrozzina è qualcosa di molto personale, che calza come una scarpa, anzi di più, perché si possono avere più paia di calzature, mentre non si può dire lo stesso della sedia a rotelle».

Si accende così l’ingegno del gruppo. Parte un’analisi di mercato per vedere i tipi di carrozzine in commercio. Si scopre così che esistono diversi telai ultraleggeri, pieghevoli, in grado di entrare nel bagaglio a mano. La difficoltà, invece, sta nel riporre le ruote, perché il loro diametro è standardizzato. Su queste basi, dunque, inizia il progetto di una soluzione scomponibile e leggera.

Grazie ai collegamenti tra università e mondo del lavoro si crea il prototipo. È costruito in ergal, una lega di alluminio. In questo modo si rispettano i requisiti per racchiudere una coppia di ruote scomponibili in una valigetta o in uno zaino. Tutto è ulteriormente perfettibile, con l’utilizzo di materiali più leggeri, ma già ora le ruote risultano facilmente trasportabili.

«Il progetto ha riscosso grande interesse da parte della comunità», conferma Fregonas  Prova ne è la classificazione al secondo posto nel concorso “Scintille 2014”, indetto dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri per promuovere idee capaci di migliorare la vita dell’uomo e dell’ambiente. Per i quattro ingegneri, ora, la speranza è che le imprese colgano i vantaggi di avviare una apposita produzione. «Ci siamo interfacciati con il mondo delle aziende specializzate in sedie a rotelle, facendo presente il nostro brevetto – sottolinea Fregonas – Le imprese ci hanno risposto che l’idea è molto interessante, ma che per loro non è il momento adatto per investire su nuovi progetti rivoluzionari. A causa della crisi, infatti, preferiscono restare su un mercato sicuro, conosciuto».

Eppure, i potenziali ambiti d’uso del progetto sembrano promettenti. «La ruota, ad esempio, potrebbe essere particolarmente impiegata durante le Paralimpiadi, quando tante persone in carrozzina prendono l’aereo per raggiungere le sedi delle gare - ipotizza Fregonas – La ruota, poi, potrebbe rendere più comodi gli spostamenti in treno, come pure in auto».

Il prototipo attuale si avvicina all’idea definitiva che gli ingegneri hanno in mente. È comunque pronto all’uso, e i suoi progettisti si augurano un giorno di poterlo vedere impiegato in concreto. «Già è stato impegnativo trovare cooperative e ditte metalmeccaniche disposte ad aiutarci a realizzare questo modello – fa notare Fregonas – Ora si sta andando un po’ a rilento, ma non ci diamo per vinti».

In attesa, dunque, che la sorte ruoti nel verso giusto.


PER APPROFONDIRE:

Il sito del concorso “Scintille 2014



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Roberto Bonaldi