Menu

Tipografia

ebookProgrammazione al passo con i nuovi sistemi operativi, tabelle localizzate in più lingue, supporto su vari canali online: storia di un software che nelle scuole, e non solo, può trovare ampio sviluppo

 

Il testo di un'opera classica in greco antico compare sullo schermo del computer e, con un apposito comando, è disponibile per la stampa in Braille. Stesso discorso per altri documenti, in italiano e in varie lingue, e pure per i grafici, che l'elaboratore di testi traduce in versione tattile. Senza dimenticare la possibilità di creare ebook e audiolibri. Sono queste alcune delle caratteristiche di un software italiano, ora disponibile gratuitamente, che facilita la comunicazione nel senso più ampio del termine. Perché Biblos - questo il nome del programma - favorisce sì l'integrazione tra ciechi e vedenti, ma incoraggia anche lo scambio di suggerimenti e consigli d'uso attraverso i canali social.

 

AGGIORNAMENTO CONTINUO - La storia del programma inizia nel 2004, per opera dello sviluppatore siciliano Giuseppe Di Grande, cieco. Con il passare del tempo il software, disponibile per piattaforma Windows, si arricchisce di funzioni. Dalla prima versione si passa così alle successive, fino alla numero quattro, presentata lo scorso giugno. «L'ho completamente riscritta, riadattata alla nuova versione del linguaggio di programmazione che uso. Questo in prospettiva della prossima uscita di Windows 10», commenta Di Grande. Una modifica che riguarda anche il look del programma, rendendolo così più piacevole per gli utenti che vedono. Il software, infatti, è un elaboratore di testi a tutti gli effetti: può essere usato quindi come alternativa ad altri programmi più noti, offrendo in più caratteristiche utili per chi è cieco o ipovedente. Il programma include anche una serie di collegamenti a servizi online per cercare informazioni di vario genere. Una funzione, questa, utile per effettuare ricerche, e che dunque viene incontro in particolare a studenti e insegnanti.

 

USO A SCUOLA, E FUORI - Il software, infatti, ha tra i suoi ambiti d’uso ideali proprio le scuole. «Gli insegnanti che in passato non producevano testi in Braille perché si trovavano male con altri software, con Biblos invece lavorano molto bene», fa sapere Di Grande. Che aggiunge: «Ho pubblicato l'ultima versione del software in tempo utile per consentire alle scuole di prendere dimestichezza e usarla il più possibile nei prossimi mesi». Prospettiva, questa, che si accompagna alla speranza di un uso ancora più esteso delle stampanti Braille negli istituti scolastici. Proprio la gratuità del software può essere un incentivo per rimettere in funzione i dispositivi finora non impiegati, o per acquistarne di nuovi. Una possibilità che potrebbe estendersi di più anche fuori dalle mura scolastiche: la versione “free” del software è infatti destinata ai diversi usi privati. Prossimamente, anche una versione Professional che, come lascia intendere la definizione, si rivolge a utenti che vogliono lavorare usando il software. Si proseguirà anche nello sviluppo della versione a 64 bit, in linea con l’evoluzione dei sistemi operativi. Di Grande si avvale di collaboratori che stanno traducendo il programma in inglese, francese, spagnolo e russo. Un software, dunque, in grado di venire incontro a utenti internazionali.

Biblos software: screenshot schermata di traduzione in Braille 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UTENTI IN PRIMO PIANO - «Curo molto la programmazione, così da garantire il più possibile l'usabilità e l'accessibilità», racconta Di Grande, che in quest’ultimo periodo rilascia aggiornamenti a ritmo sostenuto, per sua iniziativa o su indicazione degli utenti. Il rapporto con chi usa il software, in effetti, è da sempre un elemento significativo per il programmatore: «In passato la comunità di Biblos era nei gruppi di Yahoo!, poi ho pensato di trasferirla su Facebook, perché dà più possibilità di essere seguiti. Si sono iscritti difatti anche tanti vedenti e insegnanti che prima non conoscevo». L’obiettivo è far crescere la community: «Voglio che gli utenti si aiutino a vicenda - aggiunge Di Grande - Per questo scrivo manuali, documenti, do assistenza, creo video su Youtube, ho preparato un corso di formazione: in questo modo offro agli utenti la possibilità di conoscere il programma e di darsi una mano». Tutti davanti allo schermo del proprio computer, dunque, ma in fondo ravvicinati dall’opportunità di condividere l’esperienza.

 

PER APPROFONDIRE:

 

Il sito di Giuseppe Di Grande con le informazioni su Biblos
 

La pagina Facebook del software
 

Il gruppo di supporto del software su Facebook

IN DISABILI.COM:

 

Alunni ciechi e ipovedenti: tecnologie informatiche e software a supporto della didattica
 

Con un iPhone e la app BeMyEyes ciechi e ipovedenti prendono in prestito gli occhi degli altri
 

ESTATE: COME LEGGERE UN BUON LIBRO? PER LA DISABILITA' VISIVA E LA DISLESSIA SOFTWARE E CATALOGHI DEDICATI
 


Roberto Bonaldi