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"Ulisse è ancora molto distante da Itaca, ma ha imparato a navigare meglio".
Questa potrebbe essere la frase riassuntiva di quanto è emerso dal Convegno tenutosi a Bergamo e promosso dal Comitato per l'abolizione delle barriere architettoniche (www.diversabile.it) e dalla cooperativa Genuine (www.genuine.it), dal titolo emblematico Ulisse oltre le sirene, in cui si è discusso di superamento delle barriere anche nel web.

Ulisse, metafora classica del navigatore e della razionalità tecnologica, ben si prestava a essere chiamato in causa anche per superare la prova dell'accessibilità del web.
Unica nota dolente è che forse sono ancora troppo pochi i moderni Ulisse e i suoi compagni, in grado di farsi immobilizzare (disabilità motoria) o di farsi mettere in condizioni di non sentire (disabilità sensoriale) e, proprio grazie a queste prove, diventare capaci di rendere la navigazione in internet aperta a tutti, includendo perciò anche le persone disabili.

Tra i relatori del Convegno, sicuramente quelli che hanno attirato maggiormente l'attenzione sono stati i "tecnici": hanno dimostrato, infatti, concretamente che cosa significhi muoversi nelle pagine web usando soltanto comandi vocali (senza mouse e tastiera) o senza la possibilità di vedere il monitor.
I software di riconoscimento vocale - Dragon, innanzi tutto - o i lettori delle pagine web (Jaws per chi non vede) sono ausili necessari, ma che di per sé non bastano: il loro utilizzo reale dipende, infatti, da come sono costruiti i siti web.
Il problema principale va circoscritto al fatto che, nella maggior parte dei casi, chi progetta i siti web non conosce né si pone il problema dell'accessibilità: un Poliremo dei nostri giorni, quindi, visto che si limita ad usare un solo occhio!
Ed il mito di Ulisse è ancora attinente: solo Ulisse, infatti, conosce la tecnica per tendere la corda del suo arco.
E per centrare il bersaglio, prima ancora di una buona mira, bisogna saper predisporre l'arco.
Dove sta l'attinenza, vi chiederete.
Tanti sono stati gli archi e le frecce malcostruiti, pardon i siti, esaminati nel corso del Convegno.
Tra quelli bergamaschi, sono usciti sicuramente malconci il sito degli Ospedali Riuniti (speriamo che la costruzione del nuovo ospedale implichi un degno rifacimento di un sito che ha fatto ridere tutta la platea) e quello del Comune di Paladina (inespugnabile più della città di Troia per chi usa Dragon).
Una tirata d'orecchie è stata data anche alla Provincia di Bergamo, che sta progettando un sito testuale parallelo, metodo sconsigliato dagli standard internazionali (perché i disabili non sono navigatori di serie B).
Tra i "grandi" sono stati "bacchettati" Wind e Tim, che invece auto-dichiarano l'accessibilità dei propri siti (e non sono delle sirene, queste?).
Sono stati messi a confronto, poi, il sito dell'Università di Catanzaro (voto pessimo) e quello dell'Università di Bergamo (voto sufficiente).
Bocciato anche il modulo web di un concorso della Coca Cola messo a confronto con la corretta scheda di iscrizione al Convegno, sul sito www.ulisseweb.net.

Una speranza per il futuro c'è, però, perlomeno a giudicare dall'ampia partecipazione al Convegno e per la presenza di numerosi Sponsor e Istituzioni.
Già si parla di rinnovare per il prossimo anno l'appuntamento, mettendo a confronto le migliori esperienze - Private, Pubbliche, di Terzo Settore - di accessibilità garantita, le quali, con una pazienza degna di Penelope, hanno saputo rendere compatibile il design con la navigabilità per tutti!

Il 16 ottobre scorso la Camera dei Deputati ha approvato con voto unanime il disegno di legge del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie che obbligherà tutte le Pubbliche Amministrazioni e chi offre servizi pubblici in Internet a realizzare siti accessibili.
Il provvedimento è ora all'attenzione del Senato e ne è prevista l'approvazione definitiva entro la fine del 2003, Anno Europeo delle Persone con Disabilità.
 
La nave di Ulisse sta arrivando: le Pubbliche Amministrazioni saranno pronte ad accoglierla?