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Un algoritmo in grado di identificare ed estrarre automaticamente le principali strutture anatomiche, di effettuare analisi volumetriche e morfologiche e di individuare corpi estranei o strutture tumorali a partire dai dati della risonanza magnetica.
Un efficace metodo per poter fornire al medico una prima valutazione clinica dei risultati, permettendo di salvare i dati in forma scritta e vocale.

E' questa la sintesi del progetto To.B.I.A., Total Body Imaging Anatomy, con il quale il centro OMS di ricerca sulla salute mentale dell'Ateneo veronese e del centro interuniversitario di neuroscienze comportamentali di Udine e Verona hanno di recente conquistato il secondo posto nello Start Cup Veneto 2007, la competizione per l'idea più innovativa e con le maggiori potenzialità di successo imprenditoriale della regione.

"I principali clienti sono i centri ospedalieri e di analisi, medici specialisti e centri di ricerca - spiegano i ricercatori - Si tratta di un software per l'identificazione e l'analisi automatizzata delle principali strutture anatomiche studiate con tecniche di risonanza magnetica.
Con questo programma, il medico potrà utilizzare a scopi diagnostici rappresentazioni tridimensionali delle singole strutture anatomiche e formulare diagnosi più accurate e più rapide".
 

Il progetto è stato presentato da: Paolo Brambilla, ricercatore universitario della facoltà di medicina e chirurgia a Udine e capo dell'unità di ricerca su neuroimaging e neuropsicologia del centro OMS di Verona; Manfredo Atzori, ricercatore al policlinico Rossi di Verona e dottorando in ingegneria dell'informazione a Padova; Gianluca Rambaldelli, tecnico scientifico informatico e dottorando presso il dipartimento di informatica dell'ateneo scaligero; Matteo Balestrieri, direttore della clinica psichiatrica dell'università di Udine e del centro interuniversitario di neuroscienze comportamentali di Udine e Verona; Paolo Lamon, consulente assegnato dal Comitato scientifico di Start Cup Veneto.

Primo si è classificato il progetto NADIR, supporto in silicio con una nanostruttura superficiale chimicamente funzionalizzata per l'ancoraggio di biomolecole.
Un prodotto che permette la riduzione dei costi e dei tempi di analisi e la possibilità di usufruire di sonde biologiche specifiche.
I clienti sono i produttori di microarray e gli utilizzatori di centri di ricerca, aziende farmaceutiche e ospedaliere.
Il team vincitore era costituito da Alessandro Patelli, Paolo Falcaro, Karina Fincati.

Al terzo posto il progetto DYNANOTEX, un sistema per produrre tessuti unidirezionali in fibra di carbonio, opportunamente allargati e trattati con uno speciale metodo brevettato. La fibra di carbonio è utilizzata soprattutto nell'industria aeronautica ed è rara e costosa, ma grazie al metodo inventato se ne potrà moltiplicare la produzione, che servirà anche per altri settori industriali.
Il gruppo di lavoro era formato da Carlo Dalla Bona, Mario Angeloni, Claudio Rossi.

Ora i tre progetti si affronteranno con i finalisti delle altre Start Cup locali per la selezione nazionale che si svolgerà il 4 dicembre a Napoli, durante il Premio Nazionale per l'Innovazione all'università Federico II.

INFO:

Università degli studi di Verona
Via dell'Artigliere 8, 37129 Verona
Tel. +39 045 8028111

Vedi il sito di Sturt Cup Veneto

Per il premio nazionale sull'innovazione


[Cinzia Agostini]