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"Internet nell'era dell'accessibilità": questo il titolo dell'ampia ricerca pubblicata a cura di We@bank, la società strumentale del Gruppo Bipiemme dedicata allo sviluppo delle attività Internet.
La meta era fare il punto della situazione sull'accessibilità del web italiano, a partire dal 1999, anno in cui furono pubblicate le linee guida per l'accessibilità dei siti a cura del WAI (Web Accessibilty Initiative), l'iniziativa dedicata a questo tema voluta dal celebre World Wide Web Consortium.
A cinque anni dalla comparsa delle indicazioni del W3C, il dossier punta il dito sulle principali iniziative legislative e sui più noti esempi di siti internet accessibili.

Un focus specifico è dedicato al settore dell'e-banking ed all'iniziativa We@bank Accessibile, vale a dire il nuovo sito della Banca Popolare di Milano, versione senza barriere digitali di un servizio di Internet banking già esistente nel web: il ragionamento che ha portato a questa attivazione accessibile vuol anche venire incontro ad un'utenza ancora poco valorizzata dalle banche italiane, se è vero, come può verificare a sue spese il disabile nel proprio sportello bancario, che sono ancora troppo pochi gli istituti fisicamente accessibili.
Secondo il dossier We@bank, solo un 1% delle banche iscritte all'ABI hanno avviato iniziative quali ATM accessibili, con tastiera braille o vocale, banconi ribassati, o servizi di questo genere che garantiscano la piena fruibilità a tutti.

Anche perché la ricerca ha svelato luci ed ombre di un panorama internet italiano che ha ancora molto da camminare: fatte le debite proporzioni fra Italia e resto del mondo, il settore più attivo è comunque ancora quello della Pubblica Amministrazione e dei servizi di pubblica utilità, che resta in ogni caso indietro rispetto alla media europea.
Alcuni esempi positivi? Valutando la voce "Usabilità e accessibilità" applicata alle Amministrazioni, si segnalano i siti internet delle Regioni Valle d'Aosta (80 punti), Veneto (76) e Liguria (71), per quelli delle Province di Bergamo (72), Cremona (71) e Rieti (71) e dei Comuni capoluogo di Bologna (82), Bolzano (77) e Caltanissetta (77).
Spulciando tra i dati delle aziende private, invece, la situazione risulta essere molto meno rosea, anche se con importanti eccezioni: le iniziative più note si hanno nel settore delle telecomunicazioni (Tim e Wind), dell'editoria (La Stampa e la Repubblica), degli istituti bancari (la Banca Popolare di Milano con We@bank e la Banca Popolare di Sondrio con Scrigno Facile), del lavoro interinale (Adecco), dei trasporti (Trenitalia), della grande distribuzione (Esselunga) e un'attenzione recente da parte dei principali motori di ricerca (Altavista, Lycos, Exite e il nuovo Deyla.com, il primo espressamente dedicato ai siti accessibili italiani).

Ancora molto da fare, quindi, per avere un web pienamente "democratico": ben vengano quindi questi segnali che qualcosa si muove per superare le barriere anche virtuali.


INFO

Barbara Cimino - Uff. Stampa WE@BANK
Tel. 06 44 160 884
E-mail  relazioni.esterne@weservice.it
Sito web www.webank.it/accessibile