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Immaginate di guidare una carrozzina elettronica che corregge pericolosi errori di manovra, impedendovi per esempio di andare contro un ostacolo o di imboccare una rampa di scale; una sedia a rotelle che può essere manovrata anche a distanza, da parte di medici per esempio, i quali, grazie a tracciati cher forniscono informazioni sull'interazione tra utente e macchina, possono analizzare la durata dei momenti di lucidità dei pazienti, valutandone i miglioramenti e i peggioramenti.

Non è fantascienza, ma alta tecnologia. Non è un sogno ma qualcosa di realmente esistente. Parliamo della prima carrozzina intelligente, in grado di interagire in maniera razionale con gli utenti affetti da Alzheimer e dalle altre forme di demenze.
E' il risultato di un progetto di ricerca italo spagnolo sviluppato dal team medico del prof. Carlo Caltagirone, presidente SINeG e Direttore Scientifico dell'Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma (Ospedale ad alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria), in collaborazione con il gruppo di ricercatori di intelligenza artificiale diretto dall’Ing. Ulisses Cortès dell’Universidad Politecnica De Catalunya (Upc) di Barcellona.
L'Irccs si occupa di 300 pazienti, il 70% dei quali colpiti da ictus cerebrali e demenza e affetti da disturbi motori e conoscitivi: l'obiettivo di  “fornire assistenza ai cittadini affetti dalle varie forme di disabilità, migliorandone l’autonomia, la sicurezza ed in generale la qualità della vita, facilitandone anche i contatti sociali” ha spinto i due team a collaborare per la realizzazione di questa "carrozzina intelligente".

Il prototipo è dotato di un sistema di GPS (Global Positioning System), che permette alla macchina stessa e ai medici di sapere in ogni momento dove si trova: "Un risultato - ha affermato l'Ing. Cortés - che è stato possibile solo grazie alla cooperazione tra medicina ed ingegneria, una sinergia importante che in futuro deve essere assolutamente rafforzata".
Il primo esemplare, al quale ne seguiranno certamente degli altri, è costato circa 130mila euro, ed è stato testato con successo alla fine di novembre al Irccs Santa Lucia, dove è stata compiuta una passeggiata di prova nell'ampio parco. Ora il progetto è al vaglio dell'Unione Europea per la concessione di un finanziamento; se in un primo momento le applicazioni di questa tecnologia saranno interne agli ospedali per scopi riabilitativi, in futuro non è difficile immaginarne un uso anche esterno.

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[Francesca Lorandi]