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Pedalare ascoltando la musica preferita non è certo un passatempo raro, che si tratti di macinare chilometri all'aria aperta o sul pavimento delle palestre.
Ma parliamo sempre di musica che arriva dalle cuffie del nostro walkman, e che ascoltiamo per non sentire la fatica.

L'originalità dell'idea di Renato Montemurro, invece, un insegnante di musica di Chiavenna (in provincia di Sondrio), sta nel fatto che con la sua invenzione, da lui ribattezzata cyclo-music, la musica si sente solo finché si pedala.
Se invece, per pigrizia o stanchezza, ci si ferma, si piomba nel silenzio più assoluto.
Renato, infatti, ha inventato (e poi brevettato come modello di utilità, quando ha scoperto che nessuno l'aveva ancora fatto, né in Italia nè in Europa) una particolare cyclette, che durante l'uso fa funzionare un cd, un mangiacassette o una radio.
Una cyclette che dà parecchie soddisfazioni agli "atleti", dunque, che trasforma la fatica in musica, e che l'insegnante ha fatto utilizzare a studenti con difficoltà psicomotorie: "una sensazione ben diversa dall'esercizio fisico accompagnato da musica esterna", spiega Montemurro, "perché con questa cyclette si ha l'impressione, e non è poco, di essere i protagonisti della musica che si ascolta, dando vita ad un nuovo tipo di musicoterapia unita all'esercizio psicomotorio/aerobico.
Insomma, non si fatica per consumare calorie, ma per sentirsi un po' musicisti, come per ascoltare melodie prodotte da se stessi
".

Finora Renato ha costruito due modelli diversi, anche con l'aiuto di alcuni artigiani della zona.
Uno, più potente, in grado di produrre molta corrente anche a pochi giri, e con la possibilità di collegare anche più apparecchi: lampadine, ventilatori, piccoli televisori, che però hanno una pedalata più "dura".
Il secondo pensato per ragazzi con difficoltà o per gli anziani, che così possono far partire la musica con un piccolo sforzo, ma che se invece pedalano troppo lentamente sentono la musica in maniera distorta, come se avesse le pile scariche.

"Un esperimento che mi ha dato tanta soddisfazione, anche nel vedere la felicità dei primi ragazzi che sono saliti sul sellino, alunni con disabilità psicofisiche ma anche normodotati, che facevano la fila a scuola durante l'intervallo, in attesa del proprio turno".
Nei casi in cui può servire, inoltre, se il "ciclista" impegnato si blocca e noi invece vogliamo portare a termine il brano musicale, si può sempre ricorrere ad una piccola batteria, premendo il pulsante che la mette in comunicazione con lo stereo, e che permette all'accompagnatore che è vicino alla cyclette di non interrompere la musica, anche per non creare traumi o ansie.

Ora, dopo alcuni mesi di collaudo, Renato pensa al futuro: "Io credo molto in questo prodotto, adatto secondo me a persone non molto sportive ma bisognose di moto e amanti della musica, e ora cerco qualche azienda interessata alla produzione, magari previe modifiche estetiche o di protezione.
Insomma, mi sembra un'idea semplice ma di grande utilità
".