Menu

Tipografia

logo di persona in carrozzina su cemento per parcheggiareNei Comuni del Veneto, le prime bocciature al progetto regionale che, sulla carta, incoraggia la solidarietà, ma in concreto penalizza chi ha bisogno di assistenza


Un’idea nata nei “piani alti” delle istituzioni, senza confronto con i destinatari. Un’iniziativa con degli aspetti di rischio, e che sottrae denaro ad attività sociali necessarie. È un netto no quello che le associazioni di disabili venete riservano al progetto regionale “Aiutati per aiutare te stesso a essere utile agli altri”. Un sistema di colonne con segnaletiche sonore e luminose in prossimità dei parcheggi. I disabili dovrebbero attivarle con un telecomando, richiamando così l’attenzione dei passanti e ottenendo aiuto per scaricare dall’auto la carrozzina, o per caricarla. È la sezione veneta di Fish, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, a farsi portavoce dei pareri contrari al progetto. Giudizi presentati, e anche raccolti, in un incontro a Padova, comune che non aderisce all’iniziativa regionale.


«Nulla può essere calato dall’alto», commenta Fabio Verlato, assessore ai servizi sociali del Comune padovano. Si riferisce al fatto che la delibera con cui si istituisce il progetto “Aiutati” è stata presentata dall’assessorato regionale competente in materia di disabilità senza sentire il parere dei diretti interessati. «Io dico invece: concertiamo», specifica Verlato, che aggiunge: «Come Comuni capoluogo faremo pressione affinché venga ritirata la delibera». Nel complesso, in effetti, “Aiutati” non sembra aver trovato consensi tra le grandi amministrazioni comunali venete.


«I disabili reputano dannoso questo progetto», aggiunge Claudio Sinigaglia, consigliere della Regione Veneto, vicepresidente della commissione che si occupa di assistenza, igiene, sanità e sicurezza sociale. «Il denaro destinato al servizio poteva essere usato per altri scopi – continua il consigliere – Ad esempio, per l’ingresso nei centri diurni: il problema infatti non è la mancanza di posti, ma del denaro necessario per gli inserimenti. Bisogna intervenire dove ci sono le necessità».


Per l’iniziativa “Aiutati” sono destinati 197 mila euro, che la Regione recupera dal bilancio prelevandoli dal capitolo "Fondo nazionale per le politiche sociali". Con quel denaro, sottolineano i rappresentanti di Fish Veneto, si potrebbero attivare venti progetti di vita indipendente per tre anni. 

«La delibera regionale presenta il progetto come un richiamo alla solidarietà dei passanti, ma in realtà nessun disabile si sarebbe sognato di proporre una simile iniziativa», commenta Flavio Savoldi, membro del direttivo veneto di Fish.


«Come disabili non pensiamo che tutto sia dovuto e che tutto si possa risolvere, ma siccome siamo in periodo di spending review, usare i soldi per un progetto di questo genere non solo è inutile, ma può anche essere pericoloso - sottolinea Cinzia PozzobonSe attivo il sistema, significa che sono sola in auto e ho bisogno di aiuto. Potrebbe passare un “buon samaritano”, ma anche un malintenzionato. In questo secondo caso, riterrei il sindaco responsabile di un pericolo che non mi sarei cercata. Un primo cittadino dovrebbe tutelare la salute di chi vive nel comune».


disegno grafico della colonnina in un parcheggioCi sono poi questioni tecniche che lasciano perplessi. «Questo sistema potrebbe essere usato da chi si diverte a fare scherzi di notte, attivando i segnali sonori e luminosi – aggiunge Cinzia Pozzobon - Senza dimenticare il fattore manutenzione: se la sirena si rompe, un disabile che arriva nel parcheggio non può comunque utilizzare il servizio». Il rischio, dunque, è che si crei un caso simile a quello del ponte di Calatrava a Venezia, salito alla ribalta per i suoi numerosi problemi di accessibilità, anche per chi non ha difficoltà motorie.


Altri dubbi sul progetto arrivano da Daniele Ghezzo: «Un problema è l’azionamento dei segnali sui piloni. Non credo possibile dare un telecomando a ogni disabile. Non so quanto possa essere utile in alternativa un’applicazione per smartphone: io ad esempio uso un telefono che fa chiamate e manda solo sms. Il segnale luminoso e quello sonoro sulle colonne, poi, dovrebbero essere percepibili a distanza, di giorno e di notte, e questo potrebbe disturbare il vicinato, soprattutto nelle ore di sonno».


«Se si dovessero accendere i lampioni a ogni passaggio di disabili le città sarebbero sempre illuminate, perché i disabili sono tanti», precisa Lilia Manganaro, membro del direttivo Fish Veneto e consigliere nazionale di Anffas, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale. E aggiunge: «Proporrei invece un numero da chiamare in caso di necessità».


Stando alla delibera, se un Comune capoluogo non partecipa al progetto “Aiutati”, la proposta di adesione potrebbe passare alle amministrazioni comunali minori. Uno scenario dal quale Fish Veneto mette in guardia. L’organizzazione spera in un incontro con il Presidente della Regione Luca Zaia, per approfondire con lui la questione e chiedere anche il suo intervento per cancellare la delibera. L’attenzione, dunque, resta alta, con l’allarme pronto a suonare se le posizioni dei disabili non verranno seguite.

 


PER APPROFONDIRE:

Il sito di Fish Onlus

 


IN DISABILI.COM:

Abbiamo affrontato il progetto “Aiutati” anche in questo articolo:

TAGLI AL SOCIALE: SE IL DISABILE DEVE ASPETTARE L’AIUTO DEL CITTADINO COMUNE

FINITA L'ATTESA: A VENEZIA IN FUNZIONE L'OVOVIA PER DISABILI

 

 

Roberto Bonaldi