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Pietro Scidurlo in handbike lingo il cammino di santiago de compostela E' in corso la mappatura del Cammino di Santiago di Compostela con l'obiettivo di realizzare una guida al percorso più celebre del mondo per permettere alle persone con disabilità di intraprenderlo in sicurezza

Il Cammino di Santiago di Compostela è un percorso di un centinaio di chilometri che i pellegrini compiono attraversando la Francia e la Spagna per arrivare al santuario di Santiago di Compostela, appunto. Qui si troverebbe la tomba di San Giacomo, e il cammino è un percorso di fede -  ma non solo - che affascina i pellegrini fin dal Medioevo.

Dichiarate patrimonio dell'Umanità, le strade di Francia e Spagna che conducono a Compostela, hanno visto negli anni e vedono tutt'ora le "passeggiate" di milioni di persone che intraprendono il cammino quale viaggio soprattutto interiore, che ciascuno riveste di un personale significato. Lo sa bene Pietro Scidurlo, trentaseienne lombardo disabile motorio dalla nascita, che nel 2012 lo fece con la sua handbike per la prima volta, un po' per rabbia, un po' per bisogno di capire e capirsi (ce lo raccontava qui). Da allora Pietro - che il percorso lo ha fatto una seconda volta - non si è fermato, e di "imprese" ne ha compiute altre, ma il Cammino gli è sempre rimasto nel cuore.

"Voglio che tutti possano avere l'opportunità di compiere l'esperienza del Cammino, e posso mettere a frutto la mia esperienza per aiutare chi abbia disabilità", ha detto Pietro, che nel frattempo ha fondato la FreeWheels Onlus, impegnata nella promozione di iniziative volte ad abbattere le barriere sia mentali sia fisiche, verso persone con disabilità.  Da qui è nata l'idea di realizzare una vera e propria guida al Cammino di Santiago per persone con disabilità, dopo aver mappato il percorso palmo a palmo.

Per questo motivo il 25 aprile scorso Pietro è partito per la prima delle -almeno - due spedizioni che serviranno alla prima raccolta delle informazioni e mappatura del percorso. L'idea è quella di riuscire a mappare e rendere disponibili tre percorsi: il primo, quello segnato dalle frecce gialle, che corrisponde al cammino classico; il secondo, realizzato su strade asfaltate, per chi si muove con handbike o simili, che dovrà aiutare i pellegrini a non finire su tratti di autostrada o strade inaccessibili perché troppo strette o dissestate; e il terzo, su percorso "misto", che persone con carrozzine elettriche, off road o autospinte potranno seguire in sicurezza, deviando anche dal percorso originale quando accidentato, seguendo percorsi che Pietro testerà personalmente. Dei tre percorsi saranno rese disponibili le tracce GPS, consentendo così al pellegrino di seguire una percorso di verificata accessibilità.

Ma la mappatura del cammino non si fermerà solo al suolo accidentato. A essere esaminate saranno anche le singole strutture di ricezione, come anche i servizi (banche, bar, negozi…) che si trovano lungo il percorso. Anche su queste Pietro e i suoi collaboratori effettueranno una verifica di accessibilità, compilando una scheda apposita. La verifica di accessibilità riguarderà non solo i bisogni del disabile motorio, ma anche di quello sensoriale:  non vedente, ipovedente, audioleso. La guida, inoltre, conterrà informazioni utili a persone che soffrono di una riduzione permanente dell'autonomia a causa di malattie o di condizioni fisiche particolari: celiaci, diabetici gravi, dializzati, anziani con ridotte capacità fisiche. Estendendo l'accezione del termine "disabile" infine anche a persone che non sono in grado di portare pesi per problemi alla colonna vertebrale, ad anziani e genitori che intendono portare con sé figli piccoli.


La guida di Free wheels al Cammino di Santiago per tutti sarà pubblicata dalla casa editrice Terre di Mezzo, editore di riferimento per le guide ai Cammini storici e di lunga percorrenza, con la collana Percorsi dedicata a chi viaggia a piedi e in bicicletta.  I tempi previsti di uscita parlano di primavera 2015 per la stampa cartacea. Intanto Pietro è partito con la prima spedizione che lo impegnerà una quarantina di giorni. Chi volesse sostenere questo progetto - che, ricordiamo, è basato sul lavoro volontario e gratuito di un gruppo di persone - può farlo direttamente con una donazione a Free Wheels o acquistando in prevendita da Terre di Mezzo una o più copie della guida, ma anche promuovendo questo progetto presso enti ed associazioni che vogliano sostenere l'iniziativa. Se invece siete pellegrini o pensate di compiere il Cammino di Santiago quest'anno, potete contattare l'organizzazione per testare alcuni tratti o strutture del percorso. Quanti fossero interessati possono contattare direttamente Pietro all'indirizzo info@freewheels.it  o pietro.scidurlo@gmail.com.

Per info:

http://www.freewheels.it/

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Francesca Martin