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utente in carrozzina sale in trenoSono ancora troppe le difficoltà per chi sceglie questo mezzo di trasporto: vediamo insieme quali siano le cause  sperando che quanto prima si apra un confronto sereno

"Prendere il treno non è poi così difficile, basta scegliere l'orario e la tipologia, presentarsi in stazione, farsi assistere durante le operazioni di salita e discesa e voilà il gioco è fatto". Questo pensavano molti miei colleghi di corso, e non solo, quando mi vedevano giungere in Facoltà. Le cose però non stanno esattamente così, e se si deve viaggiare in treno con la carrozzina, si deve seguire una procedura ben precisa.

Si deve innanzitutto contattare una delle 14 Sale Blu (centri operativi di riferimento per i passeggeri con disabilità gestiti da Rfi) presenti sul territorio nazionale entro termini prestabiliti chiamando il numero verde nazionale 800906060, mandando una mail o recandosi direttamente presso le medesime e chiedere agli operatori di individuare il treno accessibile, sulla tratta d' interesse, il più rispondente possibile all'orario desiderato.

Saranno poi gli stessi operatori a riservare i posti per il passeggero con esigenze speciali ed il suo eventuale accompagnatore. Il passeggero dovrà presentarsi trenta minuti prima della partenza al punto d incontro stabilito in fase di richiesta.

Viaggiare in treno, per una persona in sedia rotelle, non è quindi facile e spesso nemmeno vantaggioso sotto il profilo economico. Se si utilizza questo mezzo di trasporto sporadicamente, molte difficoltà potrebbero non risultare così evidenti, ma chi come me ha fatto per molti anni vita da pendolare, può dire di aver quotidianamente affrontato un vero e proprio percorso ad ostacoli.

Ostacoli pratici derivanti dalla scarsità di materiale rotabile accessibile circolante (la Carta dei Servizi 2015 Veneto attesta una accessibilità del 50% delle carrozze nel 2014 e non prevede alcun incremento per l'anno corrente),  dalla sua distribuzione "a macchia di leopardo" sul territorio, per non parlare della procedura di richiesta di assistenza, che seppur migliorata presenta ancora delle criticità.
Ad esempio, il numero verde nazionale istituito pochi anni orsono,  risulta non raggiungibile da cellulare, ostacolando così il viaggiatore diversamente abile  che abbia necessità di comunicare in itinere con la Sala Blu.

Detto questo, non si vogliono certo negare gli sforzi e i passi avanti  fatti ad esempio attraverso  la pubblicazione sul sito di Rfi di quadri orario integrati con le informazioni relative all'accessibilità di treni e stazioni o grazie  all'nnovativo servizio Posto Blu che  consente di prenotare i  biglietti al momento della richiesta di assistenza presso le Sale Blu di RFI o tramite i Call center di RFI o Trenitalia, su tutte le tipologie di biglietto attualmente in vigore sui treni ICN, Intercity, Frecciabianca ed AV Frecciarossa e Frecciargento, procedendo  solo in un secondo momento al pagamento al ritiro dei titoli di viaggio.

E' indubbio però che delle migliorie vadano apportate e debbano riguardare anche le agevolazioni tariffarie.
Ad oggi,  oltre alla gratuità dell'accompagnatore su treni regionali e interregionali, grazie a Carta Blu, concessa ai titolari di indennità di accompagnamento, di cui alla Legge n.18/80 e successive modificazioni ed integrazioni e ai titolari di indennità di comunicazione, di cui alla Legge n.381 del 26 maggio 1970, residenti in Italia è possibile viaggiare con un solo biglietto a tariffa intera su treni  Espressi, Intercity ed Intercity notte.
Questi treni sono però delle specie in via di estinzione o il materiale utilizzato  presenta problemi di accessibilità e quindi  si ha come unica  opzione l'Alta Velocità.
I possessori di Carta, anche a causa delle non cumulabilità con altre promozioni e a dei criteri alquanto complicati e paradossalmente penalizzanti, si trovano a dover sborsare cifre importanti. Certo si potrebbe rinunciare, per questi acquisti, a Carta Blu, ma non avendo comunque sui treni AV la gratuità dell' accompagnatore il risultato non cambia molto.
Ci si chiede perciò perché  non si lavori alla modifica di questo Regolamento e politica commerciale, tenendo presente che l'accompagnatore non è un optional e i treni Freccia, spesso, l'unica scelta possibile.

La  speranza è che le Istituzioni  e le Società interessate vedano attraverso queste parole quanta strada vi sia ancora da fare su diversi fronti e accettino il dialogo e il confronto. Le rivoluzioni non avvengono in un giorno ma certamente si vorrebbe vedere più vicino il traguardo di poter prendere un treno in autonomia  o semplicemente senza dover condizionare i propri impegni all'accessibilità dei medesimi; purtroppo  sono ancora troppe le storie che ci allontano da questo obiettivo.

Dott. Agnese Villa Boccalari



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