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Il bullismo è un'emergenza che esplode nel mondo giovanile, è un fenomeno sommerso e molto diffuso, è una forma di oppressione ad opera di un compagno prevaricatore, e provoca una profonda sofferenza.
Negli ultimi tempi questo fenomeno è stato particolarmente accentuato e violento.
Io penso che queste violenze siano espressioni di un profondo disagio e di una grave frattura tra il mondo degli adulti e quello dei giovani.
Gli adolescenti, in realtà, si sentono soli e abbandonati, e anche quelli più cattivi o prepotenti in fondo hanno paura, hanno paura della vita, del futuro e per emergere o comunque farsi notare, per apparire più maturi o migliori di altri, sfociano in queste "bravate" che non sono altro che manifestazioni per attirare l'attenzione.

Un atto di bullismo è accaduto recentemente in una scuola di Milano verso un ragazzo disabile: un gruppetto di "bulli" l'ha insultato e umiliato successivamente,come se questo non bastasse, hanno voluto estendere il loro atto oltraggioso a tutto il mondo, pubblicando tranquillamente il filmato sulla più grande rete di informazione mondiale, il modello conosciuto da persone di tutto il mondo: internet.
Ma la cosa più vergognosa è che questo atto è stato d'ispirazione per molti atti simili: per i ragazzi era ed è una vera e propria moda! La moda di ridere per una sofferenza o per un'umiliazione altrui…

Questo anche se terribile non è l'unico caso di bullismo grave. Riconduco a questo fenomeno anche il caso di Erika che, un paio di anni fa, ha ucciso la madre e il fratellino con l'aiuto del fidanzatino Omar. Domande che sorgono spontanee sono: perchè Erika ha sentito il bisogno di uccidere sua madre? Come si può uccidere la persona che  ti ha dato la vita? E come si può far del male a una creatura di quattro anni e per giunta fratello?
Psicologi, sociologi e avvocati hanno cercato di studiare il "caso di Erika" ma tuttora le risposte sono vaghe.
Queste manifestazioni però accadono specialmente nella scuola che è il luogo dove milioni di studenti stanno a contatto, si confrontano cinque ore al giorno; ed è proprio qui che nascono le prime manifestazioni di gelosia.

Il bullismo, infatti, si sviluppa dalle elementari alle superiori, in pratica in tutto il percorso educativo scolastico.
Secondo me il modo migliore per uscirne è far in modo che questi ragazzi parlino e si sentano amati e stimati all'interno della famiglia, perchè nulla come il buon esempio della famiglia forma il carattere, nel bene e nel male.
Il consiglio che posso dare ai  ragazzi che "subiscono" aggressioni o forme di violenza mentali e fisiche è di parlare, non tenersi tutto dentro, perchè il vero coraggio si dimostra non subendo ma avendo la forza di uscire dal vicolo della paura e chiedere aiuto.

Giada Nicoletti