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Come ogni giorno, apro il mio computer, mi collego ad Internet e leggo la Home Page di Disabili.com.
Noto con estremo stupore che, nella sessione Rassegna Stampa, su quattro articoli scelti, tre parlano di problemi inerenti la mobilità (difficoltà a trovare un posto libero per parcheggiare l'auto, multe illegali assegnate, uffici pubblici con enormi gradini).
Io che, da sempre, mi impegno a fornire informazioni sugli strumenti per la guida, per il trasporto, ecc... e che felicemente prendo atto dei grandi passi fatti (basti pensare che solo dieci anni fa i tetraplegici la patente se la sognavano, come del resto i focomelici, e, anche se qualcuno potrebbe obiettare "non è una passeggiata arrivarci!", non dimentichiamoci che coloro che la conseguono sono in continuo aumento), alla luce dei fatti mi trovo completamente spiazzato quando le difficoltà arrivano dalla maleducazione e dalla prevaricazione.
Questa società in cui viviamo, tutta fondata sulla competitività, sulla supremazia dell'uno sull'altro, sul denaro, non può che dare questi frutti.
E allora che facciamo... ci arrendiamo? Certo che no!!!

Cari lettori, incominciate a collaborare più attivamente con la testata, mandate idee, suggerimenti, esperienze personali.
Credetemi, non è una partita persa... tutt'altro!
Coinvolgete tutte le associazioni di volontariato, io stesso lancio il messaggio anche all'Anglat (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti), competente, tra l'altro, per tutto ciò che riguarda l'aspetto legislativo relativo alla mobilità.
Sono convinto che, con quel grande strumento fra le mani che è il Forum Mobilità, insieme possiamo fare molto...
Quindi utilizziamolo, tiriamo fuori la nostra voce virtuale! Muoviamoci  in prima persona.

Concludo dicendo che la tecnologia e la legislazione possono fare molto, ma una cosa è certa... soltanto l'unione di una grande forza può sensibilizzare chi fa finta di non vedere!!!
E' un dispiacere infinito constatare che ora che si è riusciti a fornire la patente ad un così grande numero di patologie (anche gravi), tutto viene vanificato dalla mancanza del rispetto della diversità.