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L'ultima in ordine di tempo è quella scoperta dai vigili urbani di Venezia, ma cosa può dirci in merito alle truffe dei parcheggi riservati?
Purtroppo questo malcostume, dilagante nel nostro Paese, i dati ufficiosi in nostro possesso ci segnalano, che oltre il 60-65 % dei contrassegni invalidi "circolanti" sono contraffatti o utilizzati impropriamente dai parenti/amici degli invalidi a cui è stato rilasciato il suddetto contrassegno.
Il fatto è evidente soprattutto nei luoghi privati, aperti al pubblico (fiere, supermercati, complessi cinematografici e di svago), dove oltre all'utilizzo improprio del contrassegno, si assiste all'occupazione abusiva dei parcheggi riservati ai veicoli al servizio delle persone invalide (detentrici dello speciale contrassegno), e nessuna autorità preposta al controllo del traffico interviene a sanzionare e rimuovere le vetture. Mancano cultura e un' "attenta" applicazione delle disposizioni di legge. Ecco però un elenco dei principali motivi di questa "incivile usanza":
 
§ Il cittadino invalido possessore del contrassegno invalidi, dovrebbe custodire tale "documento" gelosamente ed utilizzarlo esclusivamente sulla vettura che in quel momento è direttamente al Suo servizio;
§ I familiari dei titolari di detto contrassegno, dovrebbero prestare maggiore attenzione non esponendolo sul parabrezza, quando il titolare disabile non è a bordo del veicolo o nelle immediate vicinanze;
§ Un maggiore controllo, sanzionamento ed eventuale ritiro del contrassegno già previsto dalla Circolare dell'ex Min. LL. PP. n° 1030 / 83, da parte delle forze dell'ordine preposte alla vigilanza del traffico;
§ Quando l'Agente preposto al traffico verifica che l'automobilista sta utilizzando e/o ha esposto una fotocopia (o immagine scannerizzata) del contrassegno invalidi, oltre al ritiro della fotocopia e al sanzionamento (ai sensi dell'Art. 188 del C.d.S. - il quale prevede una sanzione amministrativa, dalle 122.500 lire alle 482.500), deve procedere anche con la denuncia dell'autista per truffa e contraffazione di un documento;
§ Manca da parte degli Enti Pubblici di campagne informative / culturali sul corretto utilizzo sia del citato contrassegno che sui "motivi" della non occupazione abusiva per i posteggi, degli scivoli, dei marciapiedi, realizzati per garantire la massima mobilità di tutti i cittadini, in particolare delle persone invalide.

Lei pensa davvero che nel 2002 non sia possibile avere un contrassegno invalidi non fotocopiabile all'infinito? Non basterebbe un ologramma simile a quello presente sulle banconote dell'Euro, ad esempio?
Oggi, la tecnologia ci dà maggiori possibilità, anche quella di evitare la falsificazione sia delle banconote che dei vari documenti, ivi compreso il contrassegno invalidi. Ma dobbiamo precisare che la Direttiva della Comunità Europea, al fine di uniformare tale documento, ha dato criteri precisi sia sulla forma, che su sistemi per evitare la "falsificazione" che ogni Stato membro, dovrà recepire ed attuare. Personalmente, ritengo che l'apposizione di un "bollino" non sia la soluzione per questi abusi. Solamente attraverso una maggiore presa di coscienza da parte dei titolari di detti contrassegni, ed un maggiore controllo e sanzionamento da parte degli Agenti preposti, si riuscirà a dare una "svolta concreta a questo problema".
 
Cosa sta facendo l'Anglat?
L'ANGLAT ha costituito al suo interno un gruppo di lavoro (dove vi partecipano anche esperti del settore), al fine di "rivisitare" interamente sia la normativa connessa al contrassegno, che quella di parcheggi invalidi nel rispetto delle Direttive europee.
Questo gruppo di lavoro ha il compito di elaborare un documento, che sarà posto al vaglio di altre Associazioni di categoria e presentato ai Ministeri competenti, affinché sia rivista l'attuale normativa e venga elaborata una nuova circolare, che dovrà sostituire la già citata Circolare 1030 / 83 emanata dall'ex. Min. LL. PP.
 
 Non crede che una campagna di sensibilizzazione darebbe qualche frutto?
 Si, e l'ANGLAT, sta elaborando uno spot che verrà messo a disposizione sia delle reti nazionali che locali, al fine di creare quella "giusta cultura" sul tema della mobilità  fuori delle mura della nostra casa.

Forse un'attenzione e una repressione maggiore delle forze dell'ordine potrebbero scoraggiare i soliti furbi che nel nostro paese abbondano?
E' giusto che ognuno faccia la sua parte. Ci vuole una maggiore attenzione da parte delle forze dell'ordine, una migliore gestione del contrassegno da parte dei titolari (e relativi familiari), un maggior rispetto sia del Codice della Strada da parte dei cittadini e automobilisti.
Sarebbe auspicabile, riprendere nelle scuole quell'insegnamento culturale che alcuni decenni fa si chiamava "educazione civica".
Tutto ciò è realizzabile se impariamo a non gridare solamente i nostri diritti, ma iniziamo a rispettare e a far rispettare anche i nostri doveri: solo allora, quando ci saremo tolti "la trave che è nel nostro occhio", potremmo vedere "la pagliuzza che è nell'occhio" del nostro vicino.