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L'edizione della '24 Ore Adria International Raceway' che si svolgerà il 15-16 dicembre prossimi lungo il tracciato dell'autodromo di Adria, in provincia di Rovigo, sarà veramente speciale. Infatti quest'anno, fra i vari team presenti, ve ne sarà uno interamente composto da disabili, fortemente motivati dalla passione per l'automobilismo, e supportati da una buona esperienza agonistica.
Si tratta di una squadra composta da nove persone che si alterneranno alla guida di una Mitsubishi 'Evo VIII' per le 24 ore della gara che prenderà il via alle ore 19,00 del 15 dicembre. La vettura, avrà gli adattamenti alla guida della ditta 'Guidosimplex'. La partecipazione, oltre alla passione sportiva, ha anche una finalità benefica: sostenere la fondazione Telethon e la ricerca sulle malattie genetiche.

Parliamo di questa interessante iniziativa con il coordinatore Romolo Caruso, soprannominato  nell'ambiente " Il pilota ribelle". Ecco le sue considerazioni:

"Sono un appassionato di automobilismo, e faccio parte di un gruppo di disabili provenienti da diverse città e regioni italiane. Siamo una decina di paraplegici che, pur dovendo fare quotidianamente i conti, con i limiti imposti dal nostro handicap fisico (usiamo una sedia a rotelle), non abbiamo però perso la voglia di vivere, costruire progetti, affrontare giorno dopo giorno situazioni sconosciute e nuove sfide, sorretti da un entusiasmo che non è mai venuto meno.

 Un entusiasmo che ci ha indotto a credere nella possibilità di mettere in atto un progetto a noi particolarmente caro, la cui realizzazione oggi appare però quanto mai problematica: gli ostacoli incontrati lungo il percorso si stanno infatti rivelando troppi anche per chi, come noi, è abituato a confrontarsi con problemi ben più gravi, ed è anche per questo che ci rivolgiamo a tutti coloro che vogliano darci una mano, nella speranza di ricevere un aiuto, anche piccolo, per continuare a coltivare e, se possibile, questo sogno.

Entrando nello specifico, il progetto unisce, se così si può dire, l'utile al dilettevole. Infatti abbina alla nostra comune passione per le auto sportive e la velocità in pista, un importante intento di solidarietà: in questa duplice chiave va infatti letta la nostra volontà di partecipare, con un team interamente formato da disabili, alla 24 Ore Adria International Raceway, una competizione automobilistica endurance che si svolgerà presso l'autodromo di Adria (RO) in occasione della maratona di solidarietà per "Telethon".

Si tratta di una gara di durata e resistenza (un po' come le mitiche 24 Ore di Daytona e Le Mans), un'intrigante sfida ai propri limiti (doppiamente ricca di fascino per chi - ed è il nostro caso - di limiti ne sa qualcosa) impreziosita da una finalità benefica: sostenere la fondazione Telethon e la ricerca sulle malattie genetiche. Una finalità che siamo orgogliosi di poter appoggiare, anche perché nessuno meglio di noi, che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la sofferenza fisica e ci confrontiamo ogni giorno con il sempre più diffuso alone di indifferenza calato attorno a chi soffre, può apprezzare il significato di un gesto di solidarietà e capire quanto sia importante sostenere la ricerca scientifica e sensibilizzare l'opinione pubblica su tematiche così delicate.

In questo progetto abbiamo creduto al punto da investire tempo, risorse ed energie. Abbiamo richiesto la concessione della licenza CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) e del parere favorevole FISAPS (Federazione Italiana Sportiva Automobilismo Patenti Speciali), necessari per poter correre in pista.

Fortunatamente abbiamo trovato sulla nostra strada anche qualcuno disposto a sostenere quella che sembrava ormai diventata la classica battaglia contro i mulini a vento: mi riferisco in particolare all'ente responsabile della gestione dell'autodromo di Adria, che ha accolto la nostra richiesta di partecipazione, e alla ditta Guidosimplex, azienda leader nella realizzazione di soluzioni tecniche per facilitare la guida alle persone disabili, disposta a farsi interamente carico dell'adattamento dei veicoli per la gara.

Certo, siamo perfettamente consapevoli di non possedere i requisiti che uno sponsor va normalmente ricercando. Chi investe il proprio denaro, aspira legittimamente a legare il proprio marchio a un team vincente ed esige risultati, mentre noi non siamo professionisti del volante e non possiamo garantire risultati e vittoria. In compenso, offriamo però serietà, abnegazione, passione e, soprattutto il coraggio di mettersi in gioco e la volontà di aiutare chi sta peggio di noi: non sarà molto, è vero, ma è il nostro biglietto da visita, l'unico che possiamo esibire e che siamo orgogliosi di poter esibire.    

Anche la 24 Ore Adria International Raceway è in grado di offrire un biglietto da visita di tutto rispetto, in termini di visibilità, a una potenziale azienda sponsorizzatrice. Ogni anno la competizione vede la partecipazione di celebri personalità del mondo dello spettacolo, della politica, della musica e dello sport (nella duplice veste di testimonial e concorrenti), e può contare su una costante copertura da parte dei media: le più importanti testate nazionali seguono infatti con regolarità l'intero week-end di gara, mentre attraverso la TV la manifestazione è ormai stabilmente entrata nelle case degli italiani (collegamenti con l'autodromo sono stati effettuati all'interno di alcuni dei più famosi e seguiti programmi televisivi, tra cui "La vita in diretta" di Rai Due).
Una piccola documentazione sulla manifestazione è disponibile nel CD-Rom allegato, contenente rassegna stampa e alcune immagini relative all'edizione 2005.

Ricordo inoltre che le aziende hanno la possibilità di personalizzare con il proprio brand sia la vettura usata dai team durante la gara (una Mitsubishi Evo VIII) che le tute dei piloti: insomma, la 24 Ore Adria International Raceway offre agli sponsor la possibilità di promuovere a trecentosessanta gradi la propria immagine aziendale, oltre all'opportunità di sostenere la ricerca scientifica e rafforzare così un binomio capace di raccogliere ampi consensi: quello tra sport e solidarietà".

Davvero un'ottima iniziativa, di cui torneremo senz'altro a parlare.

INFO:

Per maggiori informazioni si contatti Romolo Caruso,
al telefono 3383336318, o via mail c.romolo@inwind.it

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[Valter Nicoletti]